
L'IA ridà vita a Val Kilmer nel cinema: il caso etico che scuote Hollywood e interroga l'Europa
A Las Vegas, durante la convention CinemaCon, il trailer del film "As Deep as the Grave" ha svelato al mondo un Val Kilmer digitale, generato interamente dall'intelligenza artificiale, segnando un precedente senza eguali nel cinema postumo. L'attore, scomparso nel 2025, rivive sullo schermo come un sacerdote cattolico in un dramma storico anni Venti, grazie a una tecnologia che ha impiegato soli sette minuti per creare la sua immagine in una scena, secondo quanto rivelato dai registi. I fratelli Coerte e John Voorhees, autore e produttore, hanno spiegato di aver perseguito per decenni questo progetto, ottenendo il consenso di Kilmer prima che la malattia lo rendesse inabile e, successivamente, quello della sua famiglia, in un tentativo di onorarne la memoria.
Dal punto di vista hollywoodiano, l'operazione è presentata come una svolta etica e tecnologica, poiché il via libera degli eredi sembra scongiurare le controversie legali più immediate. Tuttavia, come sottolineano gli osservatori australiani, la reazione del pubblico alla prima proiezione è stata mista, con qualcuno che ha definito "inquietante" il risultato, sollevando dubbi sul confine tra omaggio e sfruttamento digitale. La scelta dei Voorhees di procedere, dopo aver inizialmente rimosso il personaggio, riflette la crescente pressione sull'industria per adottare soluzioni IA come risposta a imprevisti produttivi.
In Europa, e particolarmente in Italia dove la difesa del patrimonio artistico è sensibile, l'episodio viene analizzato con cautela. Secondo gli analisti di Bruxelles, questo caso potrebbe accelerare il dibattito sulla regolamentazione comunitaria dei diritti digitali postumi, temendo che la tecnologia eroda le tutele per gli interpreti. L'ottica di Pechino, invece, guarda con interesse alla possibilità di ridurre costi e dipendenze dalle star, in un mercato globale sempre più competitivo.
Guardando avanti, il successo o il fallimento di "As Deep as the Grave" potrebbe determinare se l'IA diventerà uno strumento creativo accettato o un confine etico invalicabile. Per l'Italia, dove il cinema è legato alla tradizione umanistica, la sfida sarà bilanciare l'innovazione con la protezione della dignità artistica, in un settore che rischia di trasformarsi profondamente. La lezione di Kilmer, quindi, non è solo sulla rinascita digitale, ma su come l'industria globale scriverà il prossimo capitolo della sua storia.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'uso dell'IA per resuscitare Val Kilmer in un ruolo postumo ha suscitato allarme etico, con alcuni che definiscono 'terrificante' la ricostruzione digitale. I registi difendono il processo come consensuale e un possibile modello per produzioni future, ma il dibattito evidenzia un profondo disagio sul ruolo dell'IA a Hollywood.
Al CinemaCon di Las Vegas sono state rivelate le prime immagini di Val Kilmer generate dall'intelligenza artificiale per un film postumo. I realizzatori hanno descritto il processo come laborioso e la presentazione si è concentrata sul risultato tecnico e sull'eredità dell'attore.
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