
L’Iran decreta giorni di lutto per Khamenei, appello alla sicurezza contro il rischio calca
Le esequie del leader supremo, ucciso a febbraio da raid israelo-americani, si terranno dal 4 al 9 luglio tra Teheran, Qom e Mashhad, mentre l’ex vicepresidente del Parlamento chiede misure per evitare nuove tragedie.
Il governo iraniano ha annunciato una serie di giorni festivi per consentire lo svolgimento dei funerali di Stato dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema della Repubblica Islamica dal 1989, ucciso il 28 febbraio scorso in raid attribuiti a Israele e Stati Uniti. Secondo la portavoce dell’esecutivo Fatemeh Mohajerani, la provincia di Teheran sarà chiusa il 4 e 5 luglio, mentre l’intero Paese osserverà una giornata di lutto nazionale il 6 luglio, data della cerimonia principale nella capitale. Il 7 luglio toccherà alla città santa di Qom e il 9 luglio a Mashhad, dove Khamenei sarà sepolto presso il santuario dell’imam Reza. Le esequie, inizialmente previste per marzo, sono state rinviate a causa del conflitto in corso, e le autorità prevedono un afflusso di milioni di persone, con il sindaco di Teheran che stima fino a venti milioni di partecipanti.
Sul piano della sicurezza, l’ex vicepresidente del Parlamento Ali Motahari ha lanciato un appello pubblico affinché si eviti il ripetersi di tragedie legate alla calca. In una nota ripresa dalla stampa iraniana, Motahari ha ricordato gli oltre settanta morti durante i funerali del generale Qassem Soleimani a Kerman nel 2020, attribuendo la sciagura alla decisione di alcuni responsabili di privilegiare la spettacolarizzazione dell’affluenza popolare rispetto alle misure di contenimento. Ha inoltre rievocato i rischi corsi personalmente alle esequie di Rafsanjani e dello stesso Soleimani, e l’episodio del 1989 quando, per la ressa, il sudario di Khomeini si strappò lasciando esposto il corpo. Motahari chiede che la salma sia collocata in un’area protetta e che il pubblico sfilì in modo ordinato, sul modello di altri Paesi, per scongiurare nuovi incidenti, specialmente in spazi chiusi.
La macchina organizzativa, illustrata dal viceministro dell’Interno Aliakbar Pourjamshidian, prevede l’utilizzo di tutte le arterie principali di Teheran, senza un punto di concentrazione unico, proprio per distribuire la folla. Anche a Mashhad la cerimonia si estenderà all’intera città, data l’attesa partecipazione di delegazioni e cittadini dai Paesi vicini. È inoltre confermato un passaggio delle spoglie in Iraq l’8 luglio, tappa che sottolinea la dimensione regionale del lutto e il ruolo dei santuari sciiti nel pellegrinaggio politico.
Secondo fonti diplomatiche occidentali, la data di inizio delle onoranze nazionali, il 4 luglio, coincide deliberatamente con il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza americana, un messaggio simbolico in un momento di guerra aperta. La successione è già avvenuta: il figlio Mojtaba Khamenei ha assunto la carica di guida suprema ai primi di marzo, ma da allora non è apparso in pubblico e comunica solo tramite comunicati ufficiali. Analisti europei osservano che la gestione dei funerali rappresenta un banco di prova per la legittimazione del nuovo leader e per la tenuta del regime in una fase di conflitto che, secondo Teheran, è una “difesa nazionale” in corso da oltre cento giorni. Le cerimonie si concluderanno il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad, mentre resta aperto il dossier della guerra e la comunità internazionale seguirà la risposta popolare e la capacità delle autorità di garantire l’ordine in un evento di tale portata.
| Stampa iraniana e affini | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
Noi, fedeli alla guida suprema, piangiamo la perdita del nostro leader martire, ma la sua eredità continua.
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Non menziona il lutto nazionale o la reazione popolare in Iran, né le critiche al regime.
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