Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 2 agosto 2026
320 testate · 17 lingue236 briefing oggi
lunedì 11 maggio 2026

L’operazione Europol spezza l’autostrada della cocaina nell’Atlantico: sequestrate dodici tonnellate

Un’operazione coordinata da Europol ha sequestrato oltre 20 tonnellate di stupefacenti nell’Atlantico. Nel frattempo, in Brasile, Argentina e Messico le forze dell’ordine colpiscono rotte e corruzione.

È la rotta atlantica della cocaina, un’autostrada invisibile che da anni collega i cartelli latinoamericani ai mercati europei, a essere finita nel mirino di una vasta operazione internazionale coordinata da Europol. Tra il 13 e il 26 aprile, le autorità hanno intercettato otto imbarcazioni e arrestato 54 persone, sequestrando oltre dodici tonnellate di cocaina e quasi dieci tonnellate di hashish. Un colpo netto ai trasferimenti in alto mare, tecnica sempre più utilizzata per eludere i controlli portuali. Secondo gli analisti di Bruxelles, il successo dell’operazione dimostra come la cooperazione tra agenzie sia ormai l’unica strada per contrastare reti che operano su scala globale.

Mentre l’Europa stringe la maglia, in Sudamerica i sequestri si moltiplicano. In Brasile, lo Stato del Paraná – crocevia logistico verso San Paolo e il Porto di Paranaguá – è stato teatro di due interventi significativi. La Polizia Militare ha scoperto oltre cinque tonnellate di marijuana nascoste sotto un carico di manioca, mentre la Guardia Municipale di Curitiba, grazie al sistema di riconoscimento facciale “Muralha Digital”, ha fermato una passeggera diretta a Ponta Grossa con ventiquattro chili di droga. Pochi giorni prima, la Polizia Rodoviária Federal aveva intercettato un camion carico di sigarette elettroniche illegali, a riprova che il contrabbando non riguarda solo gli stupefacenti. Nell’ottica delle autorità brasiliane, queste operazioni sono frammenti di un quadro molto più ampio, in cui il Paraná funge da piattaforma per il traffico internazionale.

Più a ovest, in Argentina, la Polizia Federale ha sequestrato 1.800 chili di foglie di coca allo stato grezzo lungo la strada provinciale 5, a Pichanal, in provincia di Salta. La zona, vicina al confine boliviano, è tradizionalmente un nodo di passaggio per la foglia destinata alla lavorazione clandestina. E in Messico, la Fiscalía General de la República ha proceduto alla distruzione di 430.000 sigarette illegali e 300 macchinette da gioco, insieme a oltre cento chili di droga. Ma la notizia più preoccupante per la credibilità delle istituzioni arriva dal Messico centrale: tre ex agenti della polizia ministeriale federale sono stati condannati a più di quattro anni di carcere per estorsione aggravata, commessa nel mercato di Ecatepec usando il loro status di funzionari. Una sentenza che, secondo il punto di vista di Città del Messico, segnala la volontà della FGR di epurare i propri ranghi, ma anche la permeabilità al crimine di apparati che dovrebbero combatterlo.

L’insieme di questi episodi delinea una geografia del narcotraffico in piena evoluzione. Se da un lato le rotte atlantiche vengono aggredite con successo, dall’altro la richiesta europea – e italiana in particolare – continua a alimentare flussi che si adattano rapidamente. I porti di Gioia Tauro, Genova e Rotterdam restano bersaglio privilegiato, e gli investigative di Bruxelles avvertono che il sequestro record nell’Atlantico potrebbe spingere i cartelli a spostare le loro operazioni su rotte meno sorvegliate, magari via Africa occidentale. Per l’Italia, il monito è chiaro: il contrasto al narcotraffico non può prescindere da una sorveglianza integrata che parta dai luoghi di produzione, passi per i transhipment in mare e arrivi fino ai terminal europei. La sfida è sistemica, e la finestra di opportunità aperta dagli ultimi successi va sfruttata prima che le reti criminali si riorganizzino.

Ultim'ora
Terremoto nel nord-est dell’Egitto: magnitudo tra 5.0 e 5.6, nessun danno segnalato·Scuola in crisi: bambini con lo zaino pesante e riforme che non arrivano·Capital One lega la chiusura dei conti Trump a un’indagine antiriciclaggio·Sorteggi CAF: giovedì al Cairo il via alla nuova stagione africana·Terremoto di Kumamoto: 38 morti, due decessi ancora sotto inchiesta·Madri e figli celebri tra gossip e silenzi: le risposte alle voci·Marte, il rover Curiosity scopre un 'mare di poligoni' che suggerisce antichi cicli umido-secco·Maduro benedice il dialogo in Venezuela: primo round a Caracas la prossima settimana·Terremoto nel nord-est dell’Egitto: magnitudo tra 5.0 e 5.6, nessun danno segnalato·Scuola in crisi: bambini con lo zaino pesante e riforme che non arrivano·Capital One lega la chiusura dei conti Trump a un’indagine antiriciclaggio·Sorteggi CAF: giovedì al Cairo il via alla nuova stagione africana·Terremoto di Kumamoto: 38 morti, due decessi ancora sotto inchiesta·Madri e figli celebri tra gossip e silenzi: le risposte alle voci·Marte, il rover Curiosity scopre un 'mare di poligoni' che suggerisce antichi cicli umido-secco·Maduro benedice il dialogo in Venezuela: primo round a Caracas la prossima settimana·
Agg. 14:473 lingue · 7 testate
7 testate|3 lingue|3 min lettura
lunedì 11 maggio 2026

L’operazione Europol spezza l’autostrada della cocaina nell’Atlantico: sequestrate dodici tonnellate

Un’operazione coordinata da Europol ha sequestrato oltre 20 tonnellate di stupefacenti nell’Atlantico. Nel frattempo, in Brasile, Argentina e Messico le forze dell’ordine colpiscono rotte e corruzione.

È la rotta atlantica della cocaina, un’autostrada invisibile che da anni collega i cartelli latinoamericani ai mercati europei, a essere finita nel mirino di una vasta operazione internazionale coordinata da Europol. Tra il 13 e il 26 aprile, le autorità hanno intercettato otto imbarcazioni e arrestato 54 persone, sequestrando oltre dodici tonnellate di cocaina e quasi dieci tonnellate di hashish. Un colpo netto ai trasferimenti in alto mare, tecnica sempre più utilizzata per eludere i controlli portuali. Secondo gli analisti di Bruxelles, il successo dell’operazione dimostra come la cooperazione tra agenzie sia ormai l’unica strada per contrastare reti che operano su scala globale.

Mentre l’Europa stringe la maglia, in Sudamerica i sequestri si moltiplicano. In Brasile, lo Stato del Paraná – crocevia logistico verso San Paolo e il Porto di Paranaguá – è stato teatro di due interventi significativi. La Polizia Militare ha scoperto oltre cinque tonnellate di marijuana nascoste sotto un carico di manioca, mentre la Guardia Municipale di Curitiba, grazie al sistema di riconoscimento facciale “Muralha Digital”, ha fermato una passeggera diretta a Ponta Grossa con ventiquattro chili di droga. Pochi giorni prima, la Polizia Rodoviária Federal aveva intercettato un camion carico di sigarette elettroniche illegali, a riprova che il contrabbando non riguarda solo gli stupefacenti. Nell’ottica delle autorità brasiliane, queste operazioni sono frammenti di un quadro molto più ampio, in cui il Paraná funge da piattaforma per il traffico internazionale.

Più a ovest, in Argentina, la Polizia Federale ha sequestrato 1.800 chili di foglie di coca allo stato grezzo lungo la strada provinciale 5, a Pichanal, in provincia di Salta. La zona, vicina al confine boliviano, è tradizionalmente un nodo di passaggio per la foglia destinata alla lavorazione clandestina. E in Messico, la Fiscalía General de la República ha proceduto alla distruzione di 430.000 sigarette illegali e 300 macchinette da gioco, insieme a oltre cento chili di droga. Ma la notizia più preoccupante per la credibilità delle istituzioni arriva dal Messico centrale: tre ex agenti della polizia ministeriale federale sono stati condannati a più di quattro anni di carcere per estorsione aggravata, commessa nel mercato di Ecatepec usando il loro status di funzionari. Una sentenza che, secondo il punto di vista di Città del Messico, segnala la volontà della FGR di epurare i propri ranghi, ma anche la permeabilità al crimine di apparati che dovrebbero combatterlo.

L’insieme di questi episodi delinea una geografia del narcotraffico in piena evoluzione. Se da un lato le rotte atlantiche vengono aggredite con successo, dall’altro la richiesta europea – e italiana in particolare – continua a alimentare flussi che si adattano rapidamente. I porti di Gioia Tauro, Genova e Rotterdam restano bersaglio privilegiato, e gli investigative di Bruxelles avvertono che il sequestro record nell’Atlantico potrebbe spingere i cartelli a spostare le loro operazioni su rotte meno sorvegliate, magari via Africa occidentale. Per l’Italia, il monito è chiaro: il contrasto al narcotraffico non può prescindere da una sorveglianza integrata che parta dai luoghi di produzione, passi per i transhipment in mare e arrivi fino ai terminal europei. La sfida è sistemica, e la finestra di opportunità aperta dagli ultimi successi va sfruttata prima che le reti criminali si riorganizzino.

Divergenza delle fonti

— · 7 testate · 3 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua

2 lingue · 74 testate

Da Economy & Markets

Il Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni

1 lingua · 18 testate

Da Technology

GIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane

1 lingua · 15 testate

Leggi di più