
L'Unione europea studia l'invio di Draghi o Merkel per trattare con Putin
Dopo l'apertura di Mosca, i Ventisette valutano un mediatore di alto profilo. Tra i nomi, l'ex premier italiano e l'ex cancelliera tedesca.
Da Bruxelles a Mosca, il tabù del dialogo si è infranto. Dopo le aperture del presidente del Consiglio europeo Costa e la pronta disponibilità del Cremlino, i ministri degli Esteri dell'Ue si riuniranno a Cipro la prossima settimana per discutere l'ipotesi di nominare un rappresentante di alto profilo per trattare con Vladimir Putin. Secondo il Financial Times, i candidati più accreditati sono Mario Draghi e Angela Merkel, due figure che incarnano visioni opposte dell'Europa e che Mosca guarda con sentimenti diversi. Se per l'ex cancelliera tedesca la Russia è stata a lungo un partner economico, l'ex presidente della Bce è stato percepito da Putin come un avversario dell'europeismo intransigente. Tuttavia, sia Washington che Kiev avrebbero dato il loro assenso a una mediazione europea, segnale che la finestra diplomatica potrebbe riaprirsi dopo anni di rottura.
Ma la scelta del nome è solo l'ultimo atto di un dibattito che riaccende le tradizionali fratture tra Est e Ovest dell'Unione. Secondo gli analisti di Bruxelles, prima ancora di decidere chi parlerà con Putin, i Ventisette devono accordarsi su cosa dire. Su questo punto si scontrano le sensibilità dei paesi più esposti alla minaccia russa, come Polonia e Baltici, e quelli più propensi al dialogo, magari interessati a riattivare flussi turistici o commerciali. L'ottica di Pechino segue con attenzione la partita, ben consapevole che un eventuale disgelo tra Ue e Russia potrebbe ridisegnare gli equilibri globali. Intanto, dall'amministrazione Trump è arrivato un via libera implicito: gli Stati Uniti non ostacolerebbero un negoziato europeo con Mosca, purché vengano definiti "linee rosse" chiare sul dossier ucraino.
La partita si gioca su più tavoli. Per l'Italia, la candidatura di Draghi rappresenterebbe un ritorno sulla scena internazionale dopo mesi di silenzio, ma anche un banco di prova per la tenuta della coalizione di governo. L'Europa, dal canto suo, cerca di recuperare un ruolo autonomo in un conflitto che gli Stati Uniti sembrano voler gestire sempre più in solitaria. Se la diplomazia europea riuscisse a riaprire un canale diretto con il Cremlino, sarebbe il primo passo concreto verso un cessate il fuoco dopo oltre tre anni di guerra. Ma il cammino resta irto di ostacoli: le diffidenze reciproche e le condizioni poste da entrambe le parti potrebbero vanificare ogni sforzo. La riunione di Cipro sarà il primo vero test per capire se l'Ue è pronta a parlare con una sola voce, o se le divisioni interne prevarranno ancora una volta.
| Stampa russa e CSI | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
La valutazione dell'Ue su Draghi o Merkel come mediatori è vista con scetticismo a Mosca, considerata un tentativo europeo tardivo di riguadagnare un posto al tavolo dopo lo stallo dei colloqui guidati dagli Usa. La stampa russa sottolinea che qualsiasi mediatore deve rispettare gli interessi russi, e l'accoglienza positiva della proposta di Putin per Gerhard Schröder indica una preferenza per figure familiari.
L'Ue sta valutando seriamente gli ex leader Mario Draghi e Angela Merkel come potenziali mediatori con la Russia, mentre cresce il consenso per un dialogo guidato dall'Europa. Sostenuta da Usa e Ucraina, questa iniziativa mira a riavviare i colloqui mantenendo le linee rosse, con i ministri degli esteri che discuteranno i candidati in una riunione a Cipro.
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