
La Bassa Sassonia autorizza la produzione di combustibile nucleare di tipo russo a Lingen
Il via libera, concesso per obbligo di legge e accompagnato da severe misure di sicurezza, consente alla filiale tedesca di Framatome di fabbricare elementi per reattori VVER su licenza Rosatom, suscitando critiche per i rischi di spionaggio.
Il ministero dell’Ambiente della Bassa Sassonia ha concesso ad Advanced Nuclear Fuels GmbH (ANF), controllata del gruppo francese Framatome, l’autorizzazione a produrre nello stabilimento di Lingen elementi di combustibile esagonali per reattori ad acqua pressurizzata di tipo VVER, basati su tecnologia della russa TVEL, consociata di Rosatom. Il provvedimento, formalizzato dopo un’istruttoria avviata nel marzo 2022, impone condizioni di sicurezza stringenti: divieto di accesso al sito per i dipendenti di TVEL e Rosatom se non in casi eccezionali e scortati, verifica indipendente di ogni apparecchiatura e software provenienti dalla Russia e loro isolamento dall’infrastruttura informatica principale, oltre a controlli di qualità sul combustibile a base di gadolinio importato.
Il ministro regionale Christian Meyer (Verdi) ha dichiarato di ritenere «fondamentalmente sbagliata» la cooperazione con l’azienda nucleare di Vladimir Putin e di averla autorizzata soltanto perché vincolato dal diritto atomico tedesco. Il governo federale, ha precisato Meyer, non ha ravvisato basi giuridiche per un diniego, né ha ritenuto che il progetto comporti rischi sostanziali di sabotaggio o spionaggio. Il ministero federale dell’Ambiente ha ribadito che le decisioni autorizzative sono prese «nel rigoroso rispetto della legge» e che l’autorizzazione potrà essere riesaminata qualora emergano nuovi pericoli per la sicurezza nazionale.
La decisione ha suscitato reazioni critiche. Il deputato cristiano-democratico Roderich Kiesewetter, esperto di sicurezza della CDU, l’ha definita «un pericolo per la sicurezza» da revocare, ipotizzando una «operazione d’influenza russa» o una «incredibile irresponsabilità». Il ministero federale ha ricordato che la Russia conduce in Europa una guerra ibrida fatta di spionaggio, sabotaggio e disinformazione, ma ha sottolineato l’assenza di sanzioni europee contro il settore nucleare civile, che avrebbero potuto bloccare il progetto.
L’impianto di Lingen potrà rifornire i 19 reattori VVER di costruzione sovietica o russa attualmente in funzione in cinque Paesi dell’Unione – Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Finlandia – offrendo, secondo Framatome, un’alternativa alla fornitura diretta da Rosatom a partire dal 2027. L’autorizzazione non è ancora esecutiva: il ministero della Bassa Sassonia l’ha pubblicata online per consentire eventuali ricorsi, mentre ANF può chiedere l’immediata esecutività del provvedimento.
| Stampa russa e CSI | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
La Germania approva la produzione di combustibile nucleare con tecnologia russa, sottolineando la dipendenza europea e la leadership tecnologica di Mosca.
La decisione tedesca di utilizzare tecnologia russa per il nucleare solleva serie preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza energetica.
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