
La borsa di Mosca tocca i minimi da ottobre mentre il crepuscolo della pace spegne le speranze
L'indice MOEX della borsa di Mosca è scivolato sotto i 2.500 punti per la prima volta dallo scorso ottobre, segnando un nuovo capitolo di una crisi finanziaria che gli analisti russi paragonano già per durata a quella del 2008. Il calo, che ha toccato quota 2.485 prima di un lieve recupero, riflette il progressivo dissolversi delle aspettative di una tregua in Ucraina, su cui i mercati avevano scommesso nelle settimane precedenti. La seduta di lunedì aveva già visto l'indice perdere l'1,86%, la flessione più marcata in diversi mesi. Secondo gli osservatori di Mosca, il sentiment degli investitori è aggravato dalla mancanza di progressi nei negoziati e dalle persistenti sanzioni occidentali, che continuano a comprimere le prospettive economiche del paese.
Il clima di incertezza si riflette nelle scelte delle grandi imprese russe. L'azionista di maggioranza di Alrosa, il colosso diamantifero che controlla il 90% della produzione nazionale, ha approvato con il 98,3% dei voti la decisione di non distribuire dividendi per l'esercizio 2025, nonostante un utile netto in crescita dell'87% a 36,2 miliardi di rubli. La mossa, spiegano dalla società, è dettata dalla necessità di preservare liquidità in un contesto di crisi del settore e di flusso di cassa libero negativo per 13,62 miliardi. La stessa Alrosa ha già rinviato l'indicizzazione salariale al 2026 e ottimizzato il fondo retribuzioni. Una scelta analoga è stata compiuta dal consiglio di amministrazione della SPB Exchange, che ha raccomandato di non pagare dividendi per il 2025, in attesa dell'assemblea del 30 giugno. La borsa di San Pietroburgo, reduce da un'IPO nel 2021, ha storicamente preferito reinvestire gli utili nello sviluppo.
Il disagio si estende anche al settore aurifero. Le azioni di Polyus, il maggiore produttore russo d'oro, hanno perso il 4,65% in una sola seduta, scendendo a 1.938,2 rubli, in scia al calo del prezzo del metallo prezioso che si avvicina ai minimi annuali. Il consiglio di amministrazione ha comunque raccomandato un dividendo per il primo trimestre 2026, ma la cedola appare modesta (29,05 rubli, con un rendimento dell'1,5%) rispetto ai 56,8 rubli distribuiti per l'intero 2025. La contrazione dei prezzi delle materie prime, unita alle difficoltà geopolitiche, sta erodendo la fiducia degli investitori.
Da Bruxelles, gli analisti osservano con cautela questi segnali: la tenuta del mercato azionario russo è considerata un termometro della resilienza economica del Cremlino, ma anche un indicatore delle aspettative di pace. Il fatto che l'indice MOEX abbia perso il 12% in quattordici settimane consecutive suggerisce che gli operatori stanno scontando uno scenario di conflitto prolungato, con ricadute sull'intera economia europea, già alle prese con l'inflazione energetica. Per l'Italia, paese storicamente legato a Mosca da rapporti commerciali, il deterioramento del clima finanziario russo potrebbe tradursi in ulteriori tensioni sulle forniture di gas e in un raffreddamento degli scambi bilaterali, già ai minimi storici.
Guardando avanti, gli esperti di Pechino sottolineano come la Russia stia cercando di riorientare i propri flussi finanziari verso l'Asia, ma il percorso è irto di ostacoli. La decisione di Alrosa e SPB Exchange di trattenere gli utili potrebbe essere letta come una preparazione a un inverno economico più lungo del previsto. Se le speranze di una tregua si sono affievolite, il mercato azionario di Mosca sembra aver già prezzato un futuro di isolamento e di bassa crescita, con implicazioni che vanno ben oltre i confini russi.
| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
I conglomerati russi di materie prime annullano i dividendi come decisione finanziaria prudente, destinata a preservare liquidità in un contesto esterno volatile. La mossa riflette una gestione responsabile e mira a garantire stabilità a lungo termine.
I giganti minerari e della borsa russa sospendono i dividendi, segno evidente che le sanzioni occidentali stanno mettendo in ginocchio l'economia. La crisi si aggrava e colpisce ora anche i settori più redditizi.
La cancellazione dei dividendi da parte di Alrosa e della Borsa SPB segnala che il settore delle risorse russo, un tempo intoccabile, sta subendo il peso del conflitto prolungato e delle restrizioni all'export. Gli investitori si trovano di fronte a un futuro incerto.
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