
Mosca indaga la popstar Linda per frode, ma il caso ne rimpolpa i concerti
La cantante russa Linda diventa indagata per truffa sui diritti d’autore. Intanto in Germania gli artisti chiedono leggi più severe contro il secondary ticketing.
Il caso giudiziario che travolge la cantante russa Linda, nome d’arte di Svetlana Geiman, segna una svolta inattesa: dopo un interrogatorio durato oltre otto ore nella Direzione investigativa principale di Mosca, il suo status è passato da testimone a indagata per truffa aggravata. Secondo gli inquirenti moscoviti, la popstar avrebbe sottratto indebitamente i diritti di alcuni suoi celebri brani degli anni Novanta, come “Voron” e “Pesni tibetskikh lam”, composti insieme al produttore Maxim Fadeev. Perquisizioni sono state eseguite anche presso l’ufficio della società Profit, la cui amministratrice delegata Daria Shamova è stata a sua volta interrogata. Fadeev, pur esprimendo rammarico per la piega degli eventi, ha confermato il contenzioso, mentre un altro produttore, Andrej Cherkasov, si trova già in carcere dallo scorso novembre con accuse analoghe. La vicenda, al momento, resta aperta a possibili misure cautelari.
L’eco del caso non si limita alle aule di tribunale. In una curiosa contraddizione, le vendite dei biglietti per i concerti moscoviti di Linda sono raddoppiate nelle ore successive alla notizia del procedimento penale. Secondo fonti vicine all’organizzazione, il primo spettacolo del 14 maggio è andato esaurito in meno di un’ora, mentre le successive date del 22 e 24 maggio registrano un’impennata di acquisti. Un fenomeno che, a ben guardare, ricorda quanto sta accadendo in Germania, dove un cartello di artisti – dai Die Toten Hosen a Nina Chuba – ha firmato una lettera aperta al governo federale per chiedere norme più severe contro il mercato secondario dei biglietti. La pratica, denunciata dalle star tedesche, vede i tagliandi svanire in pochi minuti per riapparire su piattaforme di rivendita a prezzi speculativi, generando frustrazione tra i fan e perdite per gli organizzatori.
Dietro la cronaca giudiziaria russa e le rivendicazioni tedesche si intravede una questione più ampia, che tocca da vicino anche il mercato musicale italiano ed europeo. La battaglia sui diritti d’autore, motore della disputa tra Linda e Fadeev, è un nervo scoperto in un’industria in cui le piattaforme digitali hanno moltiplicato le zone grigie. Secondo gli analisti di Bruxelles, la frammentazione legislativa tra Stati membri rischia di lasciare spazio a comportamenti opportunistici, mentre a Mosca la linea del governo è quella di inasprire le pene per le frodi in ambito culturale. Il paradosso finale è che la notorietà mediatica – persino quando nasce da uno scandalo – può paradossalmente rilanciare le carriere. Resta da vedere se l’onda lunga del caso Linda porterà a una regolamentazione più chiara o si limiterà a gonfiare, temporaneamente, le vendite al botteghino.
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
La vicenda è presentata come un normale conflitto legale tra artista e produttore, con toni da cronaca giudiziaria. Si sottolinea il cambio di status della cantante da testimone a indagata per truffa, ma senza enfasi emotiva. L'attenzione è sui dettagli procedurali e sulle perquisizioni negli uffici della società coinvolta.
La narrazione russa enfatizza la gravità delle accuse, parlando di truffa di particolare gravità e di un conflitto con il noto produttore Fadeev. Si dà risalto alla forza pubblica che ha accompagnato la cantante in questura e al rischio concreto di una misura cautelare. Il tono è di allarme per le conseguenze penali, con accenni di indignazione verso chi avrebbe usato brani senza diritto.
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