
Usa pronti a vietare i transceiver cinesi per l’AI, Pechino reagisce con droni e lista nera
La FCC prepara un bando sui nuovi moduli ottici di origine cinese per i data center, mentre il Ministero del Commercio di Pechino annuncia controlli sull’export di droni e sanzioni contro sei aziende statunitensi.
L’amministrazione Trump sta mettendo a punto un divieto di importazione per i nuovi transceiver ottici cinesi destinati ai data center, i componenti che consentono il traffico dati ad altissima velocità lungo i cavi in fibra ottica. La Federal Communications Commission (FCC) punta a pubblicare la norma entro l’anno, con l’obiettivo di proteggere l’infrastruttura su cui si addestra e si esegue l’intelligenza artificiale dal rischio di furto di dati, malware o sabotaggi. La mossa, che segue i blocchi già imposti a droni, router, robot e inverter di fabbricazione cinese, ha immediatamente innescato la reazione di Pechino.
Mercoledì il Ministero del Commercio cinese ha annunciato un pacchetto di contromisure: controlli rafforzati sull’esportazione verso gli Stati Uniti di droni e tecnologie dual-use, il divieto di transazioni con sei entità americane – tra cui Compliance Testing LLC, Applied DNA Sciences e l’ong Human Rights in China – e l’avvio della prima indagine di sicurezza nazionale su prodotti importati, mirata alle apparecchiature per ufficio dotate di software di sistema straniero. Pechino ha motivato le ritorsioni con le recenti decisioni di Washington, in particolare l’inserimento di 43 aziende cinesi nella lista della legge sul lavoro forzato uiguro e i divieti della FCC su nuovi droni, robot e inverter.
Sul mercato la prospettiva del bando ha premiato i produttori americani di transceiver: Lumentum è salita del 7%, Coherent dell’11% e Applied Optoelectronics del 18%. Il provvedimento colpirebbe però in modo diretto Zhongji Innolight, che da sola controlla il 27% del mercato globale dei moduli ottici per data center e ricava circa il 90% del fatturato fuori dalla Cina. Secondo la Foundation for American Innovation, i concorrenti statunitensi non dispongono ancora della scala necessaria per sostituire i fornitori cinesi, mentre per i grandi operatori cloud come Amazon Web Services il bando rischia di tradursi in un aumento dei costi.
La sequenza di mosse e contromosse si inserisce in un’escalation che, secondo Wendy Cutler dell’Asia Society Policy Institute, mostra «l’ampiezza e la profondità del kit di strumenti di ritorsione della Cina», ben diverso da quello della prima presidenza Trump. L’FCC potrebbe ancora modificare o ritirare il piano, ma i funzionari statunitensi vogliono evitare che i componenti cinesi si radichino nelle reti americane come accaduto con gli apparati Huawei. La prossima verifica concreta sarà la pubblicazione della norma FCC, attesa entro fine anno, mentre a settembre è prevista la visita del presidente Xi Jinping a Washington, un appuntamento che potrebbe ridefinire i margini di un’eventuale tregua.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | +0.10 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
L'Europa continentale inquadra le misure cinesi come una ritorsione e legittima le sanzioni statunitensi basate sul lavoro forzato.
Legittimazione per contestualizzazione: includendo la giustificazione americana del lavoro forzato, la narrazione europea rende la risposta cinese una reazione a una preoccupazione legittima.
Omette la posizione cinese secondo cui le sanzioni USA sono ingiuste e basate su accuse infondate.
La Russia sottolinea che le sanzioni USA sono basate su un pretesto e che la Cina agisce in modo legittimo.
Scetticismo strategico: usando l'espressione 'sotto il pretesto', la narrazione russa mette in dubbio la sincerità delle motivazioni americane.
Omette i dettagli delle accuse di lavoro forzato e le specifiche sanzioni USA.
L'India osserva la ripresa della guerra commerciale tra Cina e USA, con una tregua precedente, e riporta le misure come parte del conflitto in corso.
Neutralità contestuale: collocando l'evento nel contesto storico della guerra commerciale e della tregua, la narrazione indiana evita di prendere posizione.
Omette la retorica cinese di vittimismo e la critica americana al lavoro forzato, mantenendo un tono fattuale.
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