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sabato 25 aprile 2026

La domenica che umilia Xhaka e condanna Spurs: il baratro chiama De Zerbi

L’immagine più nitida del pomeriggio di Premier League è la deviazione sfortunata di Granit Xhaka, capitano del Sunderland, che smista involontariamente il pallone verso la propria porta nel quarto gol del Nottingham Forest. Un gesto che diventa sigillo di una disfatta per 5-0, la più rumorosa della giornata, e che dalla prospettiva svizzera racconta il naufragio di un veterano davanti all’amarezza di un connazionale in panchina: Dan Ndoye, rimasto a guardare senza esordire, osservava i compagni del Forest allontanarsi otto punti dalla zona retrocessione. Il tecnico portoghese Vítor Pereira, a fine gara, ha spiegato di aver chiesto ai suoi «di giocare a livello Champions League», perché la salvezza nella Premier è l’Europa che conta per questa squadra che ora respira.

Eppure, la vera onda d’urto arriva da un’altra latitudine della classifica: il Tottenham di Roberto De Zerbi, bloccato sullo 0-0 in casa del Wolverhampton nell’ora di gioco in cui scriviamo, guarda il baratro con l’angoscia di chi fino a un anno fa sollevava l’Europa League e quest’inverno calcava gli ottavi di Champions. Una retrocessione degli Spurs – assenti dalla seconda serie solo per una stagione dal 1950 – sarebbe, secondo l’analisi prevalente in Inghilterra, uno degli shock più grandi nella storia del torneo. E De Zerbi, l’italiano che ha incantato l’Europa con il suo Sassuolo prima di approdare a Londra, ora rischia di diventare il volto di un tracollo storico.

Senza il recupero pieno di James Maddison, tenuto ancora in panchina perché accusa fastidi muscolari, il Tottenham fatica a scardinare le difese e continua a subire beffe nel finale, come era già accaduto contro il Brighton. Mentre Zona Retrocessione si infiamma, in cima si consuma un altro ribaltamento. L’Arsenal ospita il Newcastle dopo aver dilapidato un vantaggio di nove punti sul Manchester City, scavalcato proprio nello scontro diretto e dopo il recupero infrasettimanale dei campioni.

Come previsto dagli osservatori mediorientali, la partita dell’Emirates può diventare l’ultimo appiglio per la squadra di Arteta, che ha vinto una sola volta nell’ultimo mese e deve fermare un Newcastle reduce da tre sconfitte consecutive ma determinato a restare in corsa per l’Europa. Lo 0-0 del primo tempo tra West Ham ed Everton completa un quadro in cui ogni punto pesa doppio. Gli Hammers, quasi condannati fino a poche settimane fa, coltivano la speranza di una grande fuga proprio mentre il Leeds osserva da fuori.

Il Sunderland di Xhaka, dieci punti sopra la zona calda prima del fischio d’inizio, viene inghiottito da un primo tempo disastroso in cui Morgan Gibbs-White, già autore di una tripletta una settimana fa, ha imbastito la goleada prima ancora che l’intervallo concedesse il tè. Con sole cinque partite ancora da disputare, il Tottenham ha il calendario più temibile e una condizione mentale che, dall’ottica di Bruxelles, viene già letta come l’ennesima parabola discendente di un club abituato a sabotare le proprie ambizioni. Per l’Italia, la vicenda De Zerbi non è un dettaglio: un tecnico che ha fatto della costruzione dal basso un manifesto potrebbe scivolare in Championship trascinando con sé interrogativi profondi sulla tenuta del calcio propositivo quando la pressione diventa insostenibile.

La Premier, ancora una volta, si conferma laboratorio crudele in cui la gloria di coppa non immunizza dalla polvere della domenica.

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La domenica che umilia Xhaka e condanna Spurs: il baratro chiama De Zerbi

L’immagine più nitida del pomeriggio di Premier League è la deviazione sfortunata di Granit Xhaka, capitano del Sunderland, che smista involontariamente il pallone verso la propria porta nel quarto gol del Nottingham Forest. Un gesto che diventa sigillo di una disfatta per 5-0, la più rumorosa della giornata, e che dalla prospettiva svizzera racconta il naufragio di un veterano davanti all’amarezza di un connazionale in panchina: Dan Ndoye, rimasto a guardare senza esordire, osservava i compagni del Forest allontanarsi otto punti dalla zona retrocessione. Il tecnico portoghese Vítor Pereira, a fine gara, ha spiegato di aver chiesto ai suoi «di giocare a livello Champions League», perché la salvezza nella Premier è l’Europa che conta per questa squadra che ora respira.

Eppure, la vera onda d’urto arriva da un’altra latitudine della classifica: il Tottenham di Roberto De Zerbi, bloccato sullo 0-0 in casa del Wolverhampton nell’ora di gioco in cui scriviamo, guarda il baratro con l’angoscia di chi fino a un anno fa sollevava l’Europa League e quest’inverno calcava gli ottavi di Champions. Una retrocessione degli Spurs – assenti dalla seconda serie solo per una stagione dal 1950 – sarebbe, secondo l’analisi prevalente in Inghilterra, uno degli shock più grandi nella storia del torneo. E De Zerbi, l’italiano che ha incantato l’Europa con il suo Sassuolo prima di approdare a Londra, ora rischia di diventare il volto di un tracollo storico.

Senza il recupero pieno di James Maddison, tenuto ancora in panchina perché accusa fastidi muscolari, il Tottenham fatica a scardinare le difese e continua a subire beffe nel finale, come era già accaduto contro il Brighton. Mentre Zona Retrocessione si infiamma, in cima si consuma un altro ribaltamento. L’Arsenal ospita il Newcastle dopo aver dilapidato un vantaggio di nove punti sul Manchester City, scavalcato proprio nello scontro diretto e dopo il recupero infrasettimanale dei campioni.

Come previsto dagli osservatori mediorientali, la partita dell’Emirates può diventare l’ultimo appiglio per la squadra di Arteta, che ha vinto una sola volta nell’ultimo mese e deve fermare un Newcastle reduce da tre sconfitte consecutive ma determinato a restare in corsa per l’Europa. Lo 0-0 del primo tempo tra West Ham ed Everton completa un quadro in cui ogni punto pesa doppio. Gli Hammers, quasi condannati fino a poche settimane fa, coltivano la speranza di una grande fuga proprio mentre il Leeds osserva da fuori.

Il Sunderland di Xhaka, dieci punti sopra la zona calda prima del fischio d’inizio, viene inghiottito da un primo tempo disastroso in cui Morgan Gibbs-White, già autore di una tripletta una settimana fa, ha imbastito la goleada prima ancora che l’intervallo concedesse il tè. Con sole cinque partite ancora da disputare, il Tottenham ha il calendario più temibile e una condizione mentale che, dall’ottica di Bruxelles, viene già letta come l’ennesima parabola discendente di un club abituato a sabotare le proprie ambizioni. Per l’Italia, la vicenda De Zerbi non è un dettaglio: un tecnico che ha fatto della costruzione dal basso un manifesto potrebbe scivolare in Championship trascinando con sé interrogativi profondi sulla tenuta del calcio propositivo quando la pressione diventa insostenibile.

La Premier, ancora una volta, si conferma laboratorio crudele in cui la gloria di coppa non immunizza dalla polvere della domenica.

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