
La Germania accusa Kiev per il sabotaggio del Nord Stream
L'incriminazione di un ex ufficiale ucraino segna una svolta: per la prima volta Berlino attribuisce la responsabilità dell'attentato ai vertici dello Stato di Kiev, aprendo una crisi diplomatica senza precedenti.
Il 2 luglio 2026 la Procura federale tedesca ha formalizzato un'accusa destinata a ridefinire i rapporti tra Berlino e Kiev: il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream del settembre 2022 sarebbe stato ordinato da autorità statali ucraine. L'atto d'accusa, depositato presso la Corte d'appello anseatica di Amburgo, contesta a Serhii K. – ex ufficiale delle forze speciali ucraine arrestato a Rimini nell'agosto 2025 ed estradato in Germania – i reati di complicità in crimini di guerra, provocazione di esplosione e distruzione di infrastrutture civili. Secondo i magistrati, l'uomo avrebbe coordinato un commando di sommozzatori e artificieri che, a bordo dello yacht Andromeda, trasportò esplosivi di tipo militare fino alle acque internazionali presso l'isola danese di Bornholm, fissandoli alle condotte sottomarine.
La ricostruzione della procura di Karlsruhe supera la tesi, a lungo circolata negli ambienti investigativi europei, di un'iniziativa autonoma di un gruppo di sabotatori legati a Kiev ma privi di un mandato ufficiale. L'obiettivo, si legge nel capo d'imputazione, era «impedire in modo permanente le forniture di gas attraverso i gasdotti e privare la Russia dei proventi del commercio di gas naturale per finanziare lo sforzo bellico». Prima dell'invasione russa, il solo Nord Stream 1 copriva circa la metà del fabbisogno annuo di gas della Germania; la distruzione di tre delle quattro condotte, in un momento in cui i flussi erano già interrotti, assestò un colpo simbolico e materiale alla principale arteria energetica russo-europea, aggravando la crisi dei prezzi che colpì anche l'Italia.
Sul piano politico, l'iniziativa giudiziaria tedesca genera una tensione inedita. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che è «prematuro» commentare, in assenza di dettagli ufficiali, ribadendo la linea costante del governo ucraino: nessun coinvolgimento statale nel sabotaggio. Da Mosca, dove era stata aperta un'inchiesta per atto di terrorismo internazionale, si è colta l'occasione per rilanciare la richiesta di individuare i mandanti, mentre il partito di opposizione tedesco Alternative für Deutschland ha chiesto l'immediata sospensione degli aiuti militari a Kiev. Negli ambienti diplomatici di Bruxelles si osserva con preoccupazione la collisione tra l'autonomia della magistratura tedesca e il sostegno politico e finanziario che Berlino continua a garantire all'Ucraina, in un contesto in cui la qualificazione giuridica di «crimine di guerra» per un attacco a infrastrutture civili protette dal diritto internazionale umanitario potrebbe creare un precedente delicato.
La difesa di Serhii K., che nega ogni addebito e rivendica un'immunità funzionale in quanto militare in servizio al momento dei fatti, ha già annunciato battaglia: il legale italiano Nicola Canestrini contesta l'aggiunta del capo d'accusa per crimini di guerra dopo l'estradizione, parlando di «accuse troncate». Sarà ora la Sezione per la sicurezza dello Stato della Corte anseatica a decidere sull'ammissibilità dell'atto d'accusa e a fissare l'eventuale data del processo. Il dossier, che per quasi quattro anni ha alimentato ipotesi divergenti – dal coinvolgimento russo a quello di apparati occidentali – entra così in una fase giudiziaria che promette di portare alla luce, per la prima volta in un'aula di tribunale, le responsabilità politiche di uno degli episodi più opachi della guerra ibrida combattuta all'ombra del conflitto in Ucraina.
| Stampa russa e CSI | +0.80 | aligned |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
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La Russia accoglie con soddisfazione la conferma tedesca del coinvolgimento ucraino. È la prova che l'Ucraina è uno Stato terrorista e che la Russia ha ragione.
La notizia viene presentata come una verità giudiziaria inconfutabile, senza menzionare possibili dubbi o contestazioni.
La Germania ha formulato un'accusa grave, ma il processo giudiziario deve seguire il suo corso. Ogni conclusione affrettata sarebbe irresponsabile.
L'evento viene incorniciato come una questione legale in evoluzione, enfatizzando la necessità di attendere le prove e il giusto processo.
L'Occidente osserva con prudenza: l'accusa è grave, ma servono prove solide prima di trarre conclusioni. La diplomazia deve prevalere.
Si adotta un tono distaccato e analitico, sottolineando la provvisorietà delle informazioni e la necessità di verifiche indipendenti.
L'Iran denuncia l'ipocrisia occidentale: mentre accusano la Russia, ora emerge che l'Ucraina è la vera responsabile. La resistenza contro l'imperialismo è giustificata.
La notizia viene utilizzata per rafforzare la narrazione di un Occidente doppiogiochista, allineando la posizione iraniana a quella russa attraverso un richiamo alla solidarietà anti-imperialista.
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