
La Tampa Bay sotto scacco, Filadelfia vola: playoff NHL tra emozioni e tradizione
La notte nordamericana di hockey ha regalato due volti opposti della postseason, tra la bellezza di una tradizione che si rinnova e l’amarezza di una dinastia che vacilla. Sul ghiaccio di Tampa, i Lightning si trovano con le spalle al muro dopo aver ceduto gara cinque alla sorprendente Montreal per 3-2, un risultato che proietta i Canadiens a una sola vittoria dal colpo grosso. Il protagonista inatteso è stato Alexandre Texier, ex stella dello ZSC Lions zurighese, che con un guizzo a inizio terzo periodo ha spezzato l’equilibrio di una partita segnata dal continuo rincorrersi delle due squadre. Secondo gli analisti nordamericani, la serie sta mettendo a nudo le crepe di un sistema di gioco che aveva dominato gli ultimi anni, mentre dal punto di vista russo l’attenzione è caduta sul mutismo di Nikita Kučerov, uscito dal ghiaccio senza punti per la prima volta nella serie, e sulle parate del portiere di Montreal Jakub Dobeš, autore di 38 salvataggi. L’ombra di un’eliminazione precoce si allunga così sul roster della Florida, con il tecnico Janis Moser chiamato a un miracolo nella prossima, decisiva, gara in Canada.
Dall’altra parte del continente, a Filadelfia, il clima è opposto. I Flyers hanno infranto un digiuno che durava dal 2020 vincendo la serie contro i Pittsburgh Penguins con un secco 4-2, grazie a un gol in overtime di Cam York che ha scatenato una gioia incontenibile. Il difensore, dopo aver infilato la rete con un potente tiro dal blocco, ha scagliato il bastone tra il pubblico, gesto di pura euforia che lo stesso giocatore, con un sorriso, ha definito un momento di incoscienza. La partita, decisa da un solo gol, è stata un trionfo di disciplina difensiva: il portiere Daniel Vladař ha fermato 42 tiri, regalando il secondo shutout della serie a una squadra che, secondo gli osservatori della Lega, sembra aver ritrovato quella durezza mentale perduta negli anni di transizione. Da segnalare, nelle retrovie, l’assist del giovane russo Matvej Mičkov, che aveva saltato la gara precedente per aver perso l’aereo di squadra, e la reazione del pubblico: i tifosi di Filadelfia, fedeli alla loro fama, hanno sonoramente fischiato i giocatori dei Phillies (la squadra di baseball locale, in crisi nera) apparsi sul maxischermo, a ricordare come in città l’hockey sia una religione che non perdona fallimenti altrui.
Guardando avanti, il quadro dei playoff offre due traiettorie opposte. Per Montreal si profila la possibilità di un ritorno da favola, mentre per Tampa si apre il baratro di una ricostruzione che l’Europa, e in particolare il mercato svizzero e italiano, osserva con attenzione: giocatori come Janis Moser e Texier sono ambasciatori del movimento europeo oltre Atlantico. Filadelfia, invece, si prepara al secondo turno forte di una coesione che mancava da anni, ma il salto di qualità contro avversari più rodati, come i New York Rangers o i Carolina Hurricanes, sarà il vero banco di prova. In un campionato dove l’imprevisto regna sovrano, le prossime notti decideranno se scrivere la storia o riscriverne una già vista.
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