
Le accuse di Kharrazi e il vuoto di potere a Teheran
Il religioso Mohammad-Bagher Kharrazi contesta il presidente e la guida, ma le istituzioni smentiscono. Sullo sfondo, la transizione dopo la morte di Ali Khamenei.
Il religioso Mohammad-Bagher Kharrazi, segretario generale dell'organizzazione Hezbollah Iran, ha diffuso una serie di video in cui sostiene che il presidente Masoud Pezeshkian si sia dimesso ventotto volte e che il nuovo leader, Mojtaba Khamenei, abbia minacciato di accettare l'eventuale successiva rinuncia. Secondo le stesse dichiarazioni, il Consiglio supremo di sicurezza nazionale sarebbe stato ridisegnato, con l'esclusione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi dai negoziati. L'ufficio del leader ha definito queste affermazioni «del tutto false e contrarie alla realtà», invitando all'unità, mentre la presidenza ha negato qualsiasi intenzione di dimissioni. Kharrazi, pur accettando per il momento la smentita, ha auspicato che in futuro gli uffici coinvolti cambino, lasciando intendere una sfida prolungata.
Queste tensioni emergono in una fase di transizione senza precedenti. Ali Khamenei è stato ucciso il 9 Esfand 1404, primo giorno del conflitto con Stati Uniti e Israele, e il 17 dello stesso mese l'Assemblea degli esperti ha designato Mojtaba Khamenei come successore. Tuttavia, il nuovo leader non è apparso in alcuna occasione pubblica verificabile; secondo fonti iraniane citate da agenzie internazionali, sarebbe gravemente ferito e le decisioni si sarebbero spostate verso il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione e il Consiglio supremo di sicurezza nazionale. In questo vuoto, attribuire parole o ordini al leader diventa uno strumento di lotta politica, come dimostra la rapida reazione dell'ufficio di Khamenei a difesa del monopolio della sua voce.
Secondo il racconto di Iran International, dietro le dichiarazioni di Kharrazi si intravedono anche interessi economici familiari. I figli Ali e Mohammad Kharrazi sono coinvolti nella gestione di Nobitex, la principale piattaforma iraniana di scambio di criptovalute, con oltre undici milioni di utenti e un volume di transazioni stimato in undici miliardi di dollari. Dopo un attacco informatico che ha causato danni tra i novanta e i cento milioni di dollari e le successive sanzioni del Tesoro americano, l'amministratore delegato di Nobitex ha chiesto un prestito in valuta al Fondo nazionale di sviluppo, sollevando critiche sull'uso di risorse pubbliche per una società privata. La piattaforma ha negato collegamenti organizzati con le istituzioni.
Al momento, le istituzioni hanno respinto le affermazioni di Kharrazi, ma non sono previsti passi ufficiali immediati. La questione centrale resta la visibilità del nuovo leader: finché Mojtaba Khamenei non comparirà pubblicamente, il rischio di attribuzioni arbitrarie e di contese sulla legittimità delle decisioni continuerà a pesare sulla stabilità del sistema.
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