
Leire Díez e il caso Sepi: la rete di presunti affari illeciti che scuote il PSOE
La cronaca giudiziaria spagnola si arricchisce di un nuovo capitolo che coinvolge il Partito Socialista, con al centro Leire Díez e l'ex presidente della Sepi, Vicente Fernández. Secondo le ricostruzioni emerse dalle indagini, tra il 2019 e il 2022 i due avrebbero tentato di orchestrare decine di operazioni opache in aziende pubbliche, sfruttando la copertura politica dell'ex vicepresidente María Jesús Montero. Alcuni di questi affari sarebbero andati a buon fine, mentre altri sarebbero stati bloccati. Il modus operandi, ricostruito attraverso le testimonianze di dirigenti delle società partecipate dallo Stato, rivela un sistema di pressioni e favori che ora è al vaglio della magistratura.
Le indagini si intrecciano con un altro filone, quello delle cosiddette 'cloache del PSOE', che avrebbero tentato di sabotare le inchieste giudiziarie scomode per il partito. Tra queste, il caso Isofotón, che riguarda 80 milioni di euro iniettati in modo irregolare dai precedenti governi andalusi tra il 2005 e il 2012. La causa, istruita per sette anni a Siviglia, è stata archiviata nel 2022 per un vizio formale. Secondo gli inquirenti, le stesse 'cloache' avrebbero agito per proteggere Fernández e per contrastare le rivelazioni di El Mundo, cercando di riportare l'ex presidente della Sepi ai vertici dell'ente.
Sul fronte politico, l'opposizione ha colto la palla al balzo. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha accusato il presidente del Governo, Pedro Sánchez, di essere il 'finanziatore e istigatore di una gestapillo', chiedendosi fino a quando durerà questa 'spazzatura'. Le dichiarazioni, rese in un clima di forte tensione parlamentare, riflettono la strategia del PP di martellare sugli scandali che coinvolgono il PSOE e la cerchia familiare del premier, in un momento di estrema debolezza dell'esecutivo.
Da Bruxelles, gli analisti osservano con preoccupazione l'evolversi della vicenda, che rischia di minare la credibilità delle istituzioni spagnole in un periodo cruciale per la presidenza di turno dell'Unione Europea. L'Italia, abituata a scandali simili, guarda con interesse alle dinamiche iberiche, consapevole che la trasparenza nella gestione delle partecipazioni pubbliche è un tema caldo anche a Roma. La sensazione è che il caso Díez-Fernández possa rappresentare solo la punta dell'iceberg di un sistema di relazioni opache che, se confermato, avrebbe implicazioni profonde per la governance delle imprese statali.
In prospettiva, gli sviluppi giudiziari saranno determinanti: il giudice Santiago Pedraz, che indaga sulle 'cloache', dovrà chiarire se vi sia stato un disegno criminoso per ostacolare la giustizia. Intanto, il dibattito pubblico si concentra sulla necessità di riforme che impediscano il ripetersi di simili episodi, in un contesto in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni appare sempre più fragile.
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