
Longevità, geni e conti pubblici: il nodo dell'invecchiamento globale
Mentre la scienza indaga le basi genetiche di una vita più lunga e sana, i sistemi sanitari e fiscali di America Latina ed Europa mostrano crepe sempre più profonde.
L’America Latina è un laboratorio demografico che anticipa tensioni planetarie. In Argentina un quarto degli abitanti di Buenos Aires ha già più di sessant’anni e nel prossimo decennio gli over-60 supereranno i minori di dieci; in Colombia gli anziani sono 8,2 milioni e nel 2036, per la prima volta, saranno più numerosi dei ragazzi sotto i quindici anni. L’allungamento della vita, però, ha un volto femminile segnato da disuguaglianze: le donne vivono più a lungo ma arrivano alla vecchiaia con redditi più bassi, pensioni ridotte e maggiori responsabilità di cura. L’Ufficio per la Violenza Domestica della Corte Suprema argentina ha appena documentato che nel 2025 l’11% delle denunce per maltrattamenti ha riguardato over-60, e nel 75% dei casi le vittime erano donne, spesso aggredite da figli o partner.
Sul fronte biologico, due studi europei e australiani gettano luce sui meccanismi che potrebbero allungare la vita in salute. Al congresso della European Society of Human Genetics di Göteborg, un gruppo del Leiden University Medical Center ha presentato l’analisi di 212 nuclei familiari longevi: è stata identificata una rara variante del gene CGAS, già noto come regolatore dell’infiammazione, che sembra ridurre la risposta infiammatoria cronica senza compromettere le difese contro le infezioni. I ricercatori stanno ora avviando test in vivo sul killifish, un pesce dal ciclo vitale brevissimo, per verificare se la mutazione aumenti davvero la longevità. Parallelamente, scienziati dell’Università del Queensland hanno esaminato 325 geni del gusto e dell’olfatto in oltre 160mila adulti della UK Biobank, scoprendo che varianti genetiche influenzano le preferenze alimentari: chi apprezza la cipolla, ad esempio, mostra un rischio inferiore di ipertensione e diabete di tipo 2. In entrambi i casi si tratta di studi osservazionali o preclinici, non di terapie disponibili.
Queste prospettive si scontrano con la fragilità dei sistemi di protezione sociale. In Colombia la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie è cresciuta del 57,3% fra 2022 e 2025, e per il 20% più povero l’aumento è stato del 63,4%, mentre il 60% di questi nuclei non ha ricevuto i farmaci prescritti per mancanza di disponibilità. Il centro studi Fedesarrollo avverte che il Marco Fiscale di Mediano Plazo presentato dal governo Petro sottostima il necessario aggiustamento dei conti: il deficit pubblico resta al 5,3% del PIL e servirebbe un taglio aggiuntivo della spesa primaria tra l’1 e l’1,5% del PIL, anche per assorbire i debiti occulti nella sanità e nell’energia. Intanto i candidati alla presidenza promettono di allargare i sussidi agli anziani – Iván Cepeda punta a 4,2 milioni di beneficiari e a trasformare gli assegni in diritti esigibili – senza chiarire come finanziare stabilmente queste misure in un quadro di risorse pubbliche sempre più stretto.
A gettare ombre sulle narrazioni trionfalistiche della super-longevità è il demografo Saul Newman dell’Università di Oxford. In Grecia il 72% dei centenari registrati sarebbe frutto di frodi pensionistiche: le famiglie non denunciano il decesso per continuare a incassare l’assegno, e gli errori anagrafici si accumulano con l’età fino a dominare le statistiche degli ultracentenari. Newman sostiene che gli orologi epigenetici, calibrati proprio su quei dati incerti, rischiano di misurare artefatti burocratici anziché l’invecchiamento biologico, e invoca metodi fisici come la datazione al radiocarbonio per separare i veri longevi dalle illusioni statistiche. Il prossimo banco di prova sarà duplice: i risultati degli esperimenti sul killifish per il gene CGAS, attesi nei prossimi mesi, e la capacità dei governi latinoamericani – e per analogia anche europei – di tradurre le scoperte sull’invecchiamento in politiche fiscali e sanitarie che non lascino indietro proprio le donne e i più poveri.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
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| Stampa iraniana e affini | −0.40 | critical |
L'invecchiamento sta aggravando la pressione finanziaria sulle famiglie colombiane, con la spesa sanitaria diretta aumentata del 57,3% e un impatto sproporzionato sui più poveri. Le politiche pubbliche, come la riforma delle EPS, hanno peggiorato la protezione finanziaria, mentre il deficit fiscale richiede un aggiustamento più profondo di quanto ammesso dal governo. Si profila una crisi di sostenibilità che colpirà soprattutto le fasce vulnerabili.
Un nuovo quadro genetico sviluppato da scienziati australiani mostra che le preferenze alimentari individuali sono influenzate da geni del gusto e dell'olfatto. La ricerca offre una spiegazione biologica al perché alcune persone amano la cipolla e altre la evitano, collegando i profili genetici ai modelli dietetici. Lo studio apre prospettive per comprendere meglio il comportamento alimentare umano.
Una rara variante del gene CGAS, scoperta in famiglie longeve, potrebbe favorire una vita più lunga e in salute, ritardando le malattie croniche e riducendo l'infiammazione legata all'invecchiamento. La ricerca, condotta su più generazioni, suggerisce che l'analisi genetica familiare può svelare meccanismi protettivi trasmissibili. La scoperta alimenta la speranza di estendere l'aspettativa di vita in buona salute.
Le affermazioni su longevità estreme, come i supercentenari, sono spesso basate su dati incompleti e documenti inaffidabili, secondo un ricercatore di Oxford. L'analisi mette in dubbio l'esistenza di un 'soffitto biologico' per la durata della vita umana, suggerendo che i record siano gonfiati da errori anagrafici. La scienza invita alla cautela prima di celebrare età eccezionali.
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