
Lufthansa: utile crolla del 56% per guerra in Iran e scioperi, tagliate le previsioni
La crisi del carburante e le agitazioni sindacali pesano sui conti del gruppo tedesco, che rivede al ribasso le stime per il 2026.
Il gruppo Lufthansa ha registrato un crollo dell’utile netto nel secondo trimestre del 2026, passato da circa un miliardo a 123 milioni di euro, a causa dell’impennata dei costi del carburante legata alla guerra in Iran e degli scioperi dei piloti. Il risultato operativo rettificato (Ebit) è calato del 56% a 383 milioni di euro, nonostante un aumento dei ricavi dell’8% a 11,1 miliardi. La società ha rivisto le previsioni per l’intero anno, indicando un margine compreso tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro, dopo aver puntato inizialmente a 2 miliardi. Il direttore finanziario Till Streichert ha spiegato che l’aumento del costo del carburante ha generato spese aggiuntive per 750 milioni di euro nel trimestre, compensate solo in parte dai rialzi tariffari: «Siamo riusciti a trasferire sui clienti circa il 60% dei maggiori costi», ha affermato in una conference call.
Secondo i dati diffusi dalla società, le tensioni geopolitiche hanno colpito direttamente le operazioni. Il blocco parziale dello Stretto di Hormuz ha interrotto le forniture petrolchimiche, facendo salire il prezzo del kerosene del 50% nel periodo aprile-giugno. Gli scioperi del personale di cabina e dei piloti hanno ulteriormente aggravato la situazione: sei giorni di agitazione dei piloti ad aprile sono costati 150 milioni di euro, mentre l’intero contenzioso sindacale ha raggiunto i 200 milioni (secondo quanto riportato da alcune fonti). Il CEO Carsten Spohr ha descritto il trimestre come segnato da crisi e incertezze geopolitiche, sottolineando la difficoltà di pianificare in un contesto di volatilità delle prenotazioni.
La controllata svizzera Swiss ha registrato risultati migliori, con un utile operativo di 189,3 milioni di franchi nel primo semestre, in calo del 3% a causa degli stessi fattori. Swiss ha beneficiato della temporanea riduzione di capacità da parte di alcune compagnie del Golfo all’inizio del trimestre, che ha generato domanda aggiuntiva sulle rotte asiatiche, ma l’effetto si è esaurito nel corso del trimestre. Il gruppo Lufthansa ha annunciato misure di contenimento dei costi e ottimizzazione della rete, mentre il titolo è sceso di oltre il 10% alla Borsa di Francoforte.
L’impatto si estende all’intero settore aereo europeo: compagnie come British Airways (IAG), Air France-KLM, Easyjet e Ryanair hanno anch’esse registrato cali di profitto legati all’aumento del carburante. La situazione resta incerta per la seconda metà dell’anno, con il management che prevede di mantenere invariata l’offerta di posti, rinunciando all’espansione del 2% inizialmente programmata, anche a causa della chiusura della controllata City Airlines. Non sono stati indicati ulteriori passi concreti oltre alle strategie già annunciate.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.10 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | −0.30 | critical |
Lufthansa scarica sui passeggeri il costo della guerra in Iran con nuove tariffe aggiuntive.
Sottolineando i supplementi specifici e l'impatto sui viaggiatori, il resoconto rende tangibile la perdita aziendale a livello del consumatore.
L'incertezza dovuta alla volatilità del carburante e alla guerra in Iran minaccia la redditività di Lufthansa.
Il resoconto utilizza il linguaggio della volatilità e del rischio sistemico, presentando il profit warning come conseguenza di forze esterne incontrollabili.
Non menziona gli aumenti delle tariffe per i passeggeri né lo sciopero dei piloti che ha anch'esso ridotto gli utili.
Lufthansa intende trasferire i maggiori costi del carburante sui clienti con prezzi dei biglietti più alti, ma restano dubbi sulla reale capacità di farlo.
Citando la dichiarazione del CFO sugli aumenti dei prezzi e la bassa visibilità del trasferimento dei costi, il resoconto trasforma una questione aziendale in una preoccupazione per i consumatori senza critiche esplicite.
Non menziona gli aumenti delle tariffe per i passeggeri già attuati in Europa né lo sciopero dei piloti che ha anch'esso ridotto gli utili.
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