
Passaporti, visti e tasse di soggiorno: dal 1° luglio una raffica di rincari globali
India, Giappone, Russia e Stati Uniti alzano i costi di documenti e servizi per chi viaggia o migra, mentre la Svezia taglia le accise sui carburanti.
Dal primo luglio una serie di aumenti tariffari ridisegna il costo della mobilità internazionale per milioni di persone. Nuova Delhi ha rivisto al rialzo i diritti per il passaporto ordinario a 36 pagine, che passano da 1.500 a 2.500 rupie, con incrementi ancora più marcati per la versione a 60 pagine e per il servizio urgente Tatkal, i cui oneri salgono fino a 6.000 rupie. Le nuove tariffe, recepite anche dalle rappresentanze diplomatiche indiane all’estero, si applicano a tutti i cittadini, compresi i numerosi lavoratori e studenti che dall’Italia e dall’Europa si rivolgono ai consolati per rinnovi o duplicati. Secondo fonti governative indiane, l’adeguamento risponde alla necessità di coprire i costi amministrativi e di sicurezza, ma per le famiglie che presentano più domande contemporaneamente l’impatto cumulativo rischia di essere significativo.
Anche Tokyo interviene sul fronte della mobilità, portando da 1.000 a 3.000 yen la tassa di uscita dal Paese, nota come departure tax. La misura, che scatterà mercoledì per tutti i biglietti emessi a partire da quella data, colpirà indifferentemente visitatori stranieri e cittadini giapponesi. Nell’ottica del governo nipponico, il gettito aggiuntivo – che nel solo anno fiscale 2024 ha già raggiunto il record di 52,5 miliardi di yen e si stima possa salire a 130 miliardi nel 2026 – servirà a finanziare interventi contro l’overtourism e a dirottare i flussi turistici verso aree meno congestionate. Per i viaggiatori italiani, che vedono il Giappone come una meta sempre più ambita, il balzello si somma al costo del volo e non conosce esenzioni se non per i transiti inferiori alle 24 ore e per i bambini sotto i due anni.
Sul versante migratorio, la Russia introduce dal 1° luglio un inasprimento delle imposte statali per i cittadini stranieri: la tassa per la cittadinanza russa sale da 4.200 a 50.000 rubli, il permesso di soggiorno temporaneo da 1.920 a 15.000 rubli e il visto di residenza permanente da 6.000 a 30.000 rubli. Secondo le autorità di Mosca, l’obiettivo è perfezionare la politica migratoria e accrescere la sicurezza interna, in un quadro già segnato da nuove norme penali contro la falsificazione di certificati sanitari e da un rafforzamento dei poteri delle banche nella prevenzione delle frodi ai danni di minori. Parallelamente, una legge firmata dal presidente Putin il 26 giugno vieta l’espulsione degli stranieri che abbiano prestato servizio a contratto nelle forze armate russe o partecipato a operazioni di combattimento, creando un doppio binario che da un lato scoraggia l’immigrazione irregolare e dall’altro premia la fedeltà militare.
Oltreoceano, gli Stati Uniti lanciano un passaporto commemorativo per il 250° anniversario dell’indipendenza, disponibile dal 6 luglio solo presso l’agenzia di Washington e in eventi dedicati. Il documento, dal costo identico a quello ordinario ma con una tariffa accelerata di 60 dollari per chi ha un viaggio imminente, si inserisce in una strategia di diplomazia pubblica che punta a rafforzare il legame identitario. Sul confine meridionale, intanto, la Tarjeta de Cruce Fronterizo continua a permettere ai cittadini messicani l’ingresso via terra senza visto né passaporto, purché entro una fascia limitata e per soggiorni non superiori a trenta giorni. In Europa, la Svezia si muove in controtendenza: dal 1° luglio entra in vigore un taglio delle accise sui carburanti, con l’intento dichiarato di alleggerire la pressione sui bilanci familiari. Il dossier resta aperto: le nuove tariffe sono già operative, mentre i prossimi mesi diranno se l’aumento dei costi di mobilità inciderà sui flussi turistici e migratori globali.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
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