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Economia e Mercatimercoledì 29 luglio 2026

Malesia: deficit fiscale al 3,7% nel 2025, debito/PIL in calo al 63,1%

Il disavanzo passa dal 6,4% al 3,7% del PIL in cinque anni, il debito scende al 63,1% e la spesa viene tagliata di 10 miliardi di ringgit.

Il consolidamento fiscale della Malesia mostra risultati tangibili: il deficit federale è sceso per il quinto anno consecutivo, attestandosi al 3,7% del prodotto interno lordo nel 2025, contro il 4,1% del 2024 e il 6,4% del 2021. Parallelamente, i nuovi prestiti contratti dal governo sono diminuiti da 100 miliardi di ringgit nel biennio 2021-2022 a 75,6 miliardi nel 2025, mentre il tasso di crescita del debito pubblico ha rallentato dall’11,4% del 2021 al 5,9% del 2025. A fine marzo 2026 il rapporto debito/PIL si è ridotto al 63,1%, in calo rispetto al 65,2% di fine 2025, restando entro i limiti statutari.

A questo risultato ha contribuito un giro di vite sulla spesa corrente. Il ministero delle Finanze ha imposto un contenimento di 10 miliardi di ringgit sugli stanziamenti operativi di tutti i ministeri, ottenendo entro metà luglio 2026 restrizioni per circa 5 miliardi. Sono stati rinviati eventi e conferenze, limitati i viaggi ufficiali e rinviate le nuove assunzioni, ma sono stati preservati i settori essenziali – sanità, istruzione, sicurezza e riscossione delle entrate – e i sussidi diretti alle fasce vulnerabili.

A sostenere il percorso di rientro hanno concorso sia la crescita economica – il PIL è aumentato del 5,8% nel secondo trimestre 2026, dopo il 5,4% del primo – sia le riforme strutturali avviate negli ultimi anni. Il viceministro delle Finanze Liew Chin Tong ha ricordato in Parlamento l’introduzione della legge sulla responsabilità fiscale del 2023, la razionalizzazione mirata dei sussidi per diesel e benzina, l’allargamento della base imponibile tramite la riforma della tassa su vendite e servizi, la fatturazione elettronica e il nuovo codice degli appalti pubblici del 2025.

L’obiettivo a medio termine, fissato dalla legge di responsabilità fiscale, è portare il disavanzo sotto il 3% del PIL e il debito al di sotto del 60%. Le restrizioni di spesa, ha precisato il governo, sono temporanee e saranno riviste quando la situazione dei conti pubblici lo consentirà. La Malesia, peraltro, si trova ormai a meno di un decimo dal traguardo della classificazione di paese ad alto reddito secondo la Banca Mondiale, un approdo che secondo il ministro dell’Economia Akmal Nasrullah dovrà tradursi in salari più elevati e occupazione di qualità.

Divergenza — chi la racconta come
49%Media
2 blocchi · posizioni da −0.80 a +0.70
CriticoFavorevole
AFRSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana−0.80critical
Stampa sud-est asiatica+0.70aligned
Stampa africana subsahariana−0.80

I paesi dell'Africa subsahariana sono intrappolati in un ciclo di indebitamento: il servizio del debito assorbe il 71% delle entrate in Kenya. Lo spazio fiscale è fortemente limitato, costringendo i governi a prestiti eccessivi. Questo contrasta con il successo malese, evidenziando la divergenza tra regioni in difficoltà e quelle che gestiscono il consolidamento.

AllarmeIndignazione
Stampa sud-est asiatica+0.70

Il deficit fiscale malese si è ridotto per cinque anni consecutivi, riflettendo il successo delle riforme economiche. Il governo è fiducioso di raggiungere lo status di reddito alto, con il rapporto debito/PIL in calo. Il consolidamento fiscale prosegue tramite controlli di spesa e maggiori entrate.

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mercoledì 29 luglio 2026

Malesia: deficit fiscale al 3,7% nel 2025, debito/PIL in calo al 63,1%

Il disavanzo passa dal 6,4% al 3,7% del PIL in cinque anni, il debito scende al 63,1% e la spesa viene tagliata di 10 miliardi di ringgit.

Il consolidamento fiscale della Malesia mostra risultati tangibili: il deficit federale è sceso per il quinto anno consecutivo, attestandosi al 3,7% del prodotto interno lordo nel 2025, contro il 4,1% del 2024 e il 6,4% del 2021. Parallelamente, i nuovi prestiti contratti dal governo sono diminuiti da 100 miliardi di ringgit nel biennio 2021-2022 a 75,6 miliardi nel 2025, mentre il tasso di crescita del debito pubblico ha rallentato dall’11,4% del 2021 al 5,9% del 2025. A fine marzo 2026 il rapporto debito/PIL si è ridotto al 63,1%, in calo rispetto al 65,2% di fine 2025, restando entro i limiti statutari.

A questo risultato ha contribuito un giro di vite sulla spesa corrente. Il ministero delle Finanze ha imposto un contenimento di 10 miliardi di ringgit sugli stanziamenti operativi di tutti i ministeri, ottenendo entro metà luglio 2026 restrizioni per circa 5 miliardi. Sono stati rinviati eventi e conferenze, limitati i viaggi ufficiali e rinviate le nuove assunzioni, ma sono stati preservati i settori essenziali – sanità, istruzione, sicurezza e riscossione delle entrate – e i sussidi diretti alle fasce vulnerabili.

A sostenere il percorso di rientro hanno concorso sia la crescita economica – il PIL è aumentato del 5,8% nel secondo trimestre 2026, dopo il 5,4% del primo – sia le riforme strutturali avviate negli ultimi anni. Il viceministro delle Finanze Liew Chin Tong ha ricordato in Parlamento l’introduzione della legge sulla responsabilità fiscale del 2023, la razionalizzazione mirata dei sussidi per diesel e benzina, l’allargamento della base imponibile tramite la riforma della tassa su vendite e servizi, la fatturazione elettronica e il nuovo codice degli appalti pubblici del 2025.

L’obiettivo a medio termine, fissato dalla legge di responsabilità fiscale, è portare il disavanzo sotto il 3% del PIL e il debito al di sotto del 60%. Le restrizioni di spesa, ha precisato il governo, sono temporanee e saranno riviste quando la situazione dei conti pubblici lo consentirà. La Malesia, peraltro, si trova ormai a meno di un decimo dal traguardo della classificazione di paese ad alto reddito secondo la Banca Mondiale, un approdo che secondo il ministro dell’Economia Akmal Nasrullah dovrà tradursi in salari più elevati e occupazione di qualità.

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I paesi dell'Africa subsahariana sono intrappolati in un ciclo di indebitamento: il servizio del debito assorbe il 71% delle entrate in Kenya. Lo spazio fiscale è fortemente limitato, costringendo i governi a prestiti eccessivi. Questo contrasta con il successo malese, evidenziando la divergenza tra regioni in difficoltà e quelle che gestiscono il consolidamento.

AllarmeIndignazione
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Il deficit fiscale malese si è ridotto per cinque anni consecutivi, riflettendo il successo delle riforme economiche. Il governo è fiducioso di raggiungere lo status di reddito alto, con il rapporto debito/PIL in calo. Il consolidamento fiscale prosegue tramite controlli di spesa e maggiori entrate.

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