
Marocco e Francia verso un accordo eccezionale: la visita di Stato di Mohammed VI sancirà la nuova partnership strategica
L'intesa, basata sul riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara, copre settori che vanno dall'energia nucleare civile all'intelligenza artificiale, con un portafoglio di 10 miliardi di euro.
Il Marocco e la Francia stanno ultimando i preparativi per un «accordo eccezionale» che sarà firmato in occasione della visita di Stato di re Mohammed VI a Parigi, la cui data non è ancora stata resa nota. Lo ha confermato l'analista marocchino Tajeddine El-Husseini, secondo cui l'intesa corona un percorso accelerato di ricostruzione della fiducia avviato con la lettera del presidente Emmanuel Macron al sovrano e con la successiva visita di Stato di Macron a Rabat nell'ottobre 2024. In quell'occasione, il capo dell'Eliseo aveva dichiarato davanti al Parlamento marocchino che «il presente e il futuro del Sahara non possono che essere nel quadro della sovranità marocchina», segnando una svolta nella posizione francese sulla questione.
Secondo El-Husseini, l'accordo non si limita ai settori tradizionali ma si estende a comparti del futuro: interconnessione elettrica attraverso il Mediterraneo, cooperazione sull'energia nucleare a uso civile, intelligenza artificiale, oltre al rafforzamento della collaborazione militare, di sicurezza e in materia di migrazione. La visita del primo ministro francese, accompagnato da dodici ministri, ha già portato alla firma di quattordici intese per un valore complessivo di circa dieci miliardi di euro, ridando impulso al dialogo bilaterale dopo lo stop del 2019. Sul fronte operativo, il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha lodato il coordinamento con le autorità marocchine che ha permesso di arrestare sedici persone ricercate per traffico internazionale di droga, omicidi e riciclaggio, confermando l'avvio delle procedure di estradizione per i cittadini francesi e il rinvio a giudizio in Marocco per i soggetti con doppia nazionalità.
La nuova fase si inserisce in una ridefinizione più ampia del ruolo del Marocco, che secondo gli analisti di Rabat non viene più letto come semplice estensione della sponda sud del Mediterraneo, ma come perno di uno spazio atlantico che collega Europa, Africa e rotte commerciali globali. La realizzazione di grandi infrastrutture portuali a Tangeri Med, Nador e Dakhla, insieme alle reti autostradali e alle zone industriali, ha trasformato la posizione geografica del Paese in una funzione strategica di organizzazione dei flussi energetici e logistici. In questo quadro, l'iniziativa atlantica marocchina per l'integrazione dei Paesi del Sahel è vista a Parigi come una chiave per gestire le sfide securitarie e migratorie in una regione dove l'influenza francese ha subito arretramenti.
La visita reale a Parigi rappresenterà il momento in cui, secondo fonti vicine al dossier, si intende «superare la memoria e le ferite del passato coloniale» per ancorare la relazione a un principio di reciprocità e di interessi condivisi. Il riferimento è allo spirito della dichiarazione di La Celle-Saint-Cloud del 1955, che sancì il passaggio dalla tutela alla cooperazione tra i due Paesi. Oggi, come ha sottolineato lo stesso primo ministro francese durante la sua recente missione in Marocco, si lavora alla definizione di un «grande trattato di amicizia» che istituzionalizzi il nuovo partenariato strategico.
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L'annuncio di un accordo eccezionale tra Marocco e Francia viene presentato come una vittoria della diplomazia marocchina e un riconoscimento della stabilità e modernizzazione del regno. Si sottolinea la visione del re e il ruolo centrale del Marocco nel Mediterraneo.
L'accordo viene inquadrato con scetticismo, sottolineando gli interessi economici francesi in Marocco e le implicazioni geopolitiche, ma anche le preoccupazioni per la democrazia e i diritti umani. Si evidenzia la complessità delle relazioni post-coloniali.
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