
Messi torna e segna: l’Argentina ritrova il suo capitano a sei giorni dal debutto mondiale
Lionel Messi è tornato. E lo ha fatto nel modo che i tifosi argentini speravano: con un gol, un assist e una prestazione che ha cancellato le settimane di apprensione per il suo infortunio. Nell’ultimo test prima del Mondiale 2026, l’Albiceleste ha travolto l’Islanda 3-0 ad Auburn, Alabama, e il capitano, entrato nella ripresa, ha subito preso per mano la squadra. Il suo ingresso al 67’ ha scatenato l’ovazione del Jordan-Hare Stadium, e in meno di un minuto ha servito a Lautaro Martínez l’assist per il rigore che lui stesso ha trasformato. Un ritorno che, secondo gli osservatori di Buenos Aires, restituisce serenità a un gruppo che aveva vissuto con ansia le ultime settimane.
La partita ha confermato la solidità collettiva voluta da Lionel Scaloni. Il primo tempo, pur senza Messi, era già stato dominato: al 8’ Valentín Barco aveva sbloccato il punteggio con un sinistro da fuori area, frutto di una mischia in area islandese. Nella ripresa, con l’innesto di titolari come Álvarez, Fernández e Mac Allister, la manovra si è fatta più fluida. Il terzo gol, firmato da Thiago Almada su assist dello stesso Messi, ha suggellato una prestazione che, nell’ottica di Bruxelles e delle cancellerie europee, conferma l’Argentina come una delle favorite per la difesa del titolo. Ma è il dato statistico a fare notizia: con 38 anni, 11 mesi e 14 giorni, Messi è diventato il marcatore più anziano nella storia della Selección, superando il record di Ángel Labruna che resisteva dal 1957.
Il messaggio del capitano, raccolto dai media di tutto il mondo, è stato chiaro: «Lo vamos a dejar todo». Parole che, secondo gli analisti di Pechino, suonano come un avvertimento per le rivali asiatiche, Algeria in testa, prima avversaria dell’Argentina il 16 giugno a Kansas City. La preparazione è finita, e la squadra di Scaloni arriva all’appuntamento con il morale alto e il suo leader ritrovato. Per l’Italia e l’Europa, che seguono con attenzione le sorti del campione in carica, resta la sensazione che il ciclo di Messi non sia ancora finito: il suo sesto Mondiale potrebbe essere il più dolce di tutti.
| Stampa latinoamericana | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
Il ritorno di Messi è un segnale divino per l'Argentina, che ritrova il suo condottiero a una settimana dal Mondiale. Con il suo gol, il capitano non solo risolve la partita ma infiamma la speranza di un intero popolo, convinto che il destino sia nuovamente dalla loro parte.
Il gol di Messi regala una vittoria in amichevole, ma solleva interrogativi sulla reale condizione della squadra. La dipendenza dal fuoriclasse, ormai a fine carriera, resta il punto debole di un'Argentina che dovrà dimostrare ben altro contro avversari più attrezzati.
Messi segna ancora e i titoli esplodono, ma la farsa di un campione quasi quarantenne che sostiene da solo la nazionale maschera i limiti di un movimento in crisi. Lo show deve continuare, e finché il business regge, la favola andrà avanti.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
3 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAmazon finanzia in Texas un impianto a gas da 7,65 GW per i data center
2 lingue · 8 testate