
Messico, inflazione al 4,53%: il pomodoro sale del 126% e frena la frenata dei prezzi
La moderazione dell’inflazione messicana nella prima metà di aprile si è rivelata meno decisa del previsto, lasciando aperto uno spiraglio per un secondo taglio consecutivo dei tassi d’interesse da parte della Banca del Messico, ma al prezzo di una sorpresa per gli analisti. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è salito del 4,53 per cento su base annua, un decimale in meno rispetto alla fine di marzo ma leggermente sopra la media delle stime raccolte da Bloomberg, fissata al 4,50 per cento. A frenare la discesa, secondo l’ottica di Città del Messico, sono state soprattutto le frutta e la verdura, il cui rincaro ha raggiunto punte storiche: il pomodoro, in particolare, ha registrato un incremento del 126 per cento su base annua, il più alto dal 1995. Dietro questi balzi, spiegano gli osservatori locali, ci sono eventi climatici estremi – piogge torrenziali alternate a siccità – che hanno colpito le zone agricole del paese, riducendo l’offerta e alimentando una volatilità che sembra destinata a durare.
L’inflazione di fondo, che esclude alimentari freschi ed energia, si è attestata al 4,27 per cento, confermando un lento ma costante rientro. Tuttavia, il dato complessivo resta ben al di sopra del target del 3 per cento fissato dalla banca centrale messicana, e questo pone un dilemma per i prossimi passi di politica monetaria. Da un lato, l’economia reale mostra segni di raffreddamento che giustificherebbero un allentamento; dall’altro, la persistenza dei prezzi agricoli e degli energetici – anch’essi in rialzo – potrebbe indurre il board a un atteggiamento più prudente. La prossima riunione di Banxico sarà quindi osservata con attenzione non solo in America Latina, ma anche a Washington e a Francoforte, dove la dinamica inflazionistica messicana viene letta come un campanello d’allarme per le economie emergenti più esposte agli shock climatici.
Guardando avanti, il quadro richiede una doppia analisi. Sul fronte interno, il superamento dello shock sui prezzi dei pomodori e della frutta dipenderà dalla regolarità delle piogge nei prossimi mesi e dall’eventuale intervento del governo per calmierare i listini. Sul versante esterno, la Banca del Messico si muove in un contesto globale di tassi ancora alti, dove la Federal Reserve americana non ha ancora dato segnali chiari di inversione: ogni divergenza potrebbe indebolire il peso e riaccendere le pressioni importate. Per l’Italia e per l’Europa, il caso messicano è una conferma della fragilità delle catene di approvvigionamento agricolo in un’epoca di eventi estremi, e ricorda che la lotta all’inflazione non si combatte solo con i tassi, ma anche con politiche climatiche e commerciali più resilienti.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
2 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAgenti IA fuori controllo: il primo caso australiano riapre il dibattito sulla sicurezza
6 lingue · 27 testate