
Minaccia credibile filo-iraniana costringe Trump a cambiare aereo dopo il vertice Nato
Il presidente Usa ha lasciato Ankara con il vecchio Air Force One perché il jet donato dal Qatar è privo di sistemi antimissile, hanno rivelato fonti anonime al New York Times e alla Cbs.
L’8 luglio 2026, al termine del vertice Nato ad Ankara, il presidente Donald Trump è salito a bordo del vecchio Air Force One – un Boeing VC-25 entrato in servizio nel 1990 – anziché ripartire con il nuovo Boeing 747-8 ricevuto in dono dal Qatar. Secondo fonti dell’amministrazione e dell’intelligence citate dal New York Times e confermate dalla Cbs, la decisione è stata imposta dal Secret Service dopo l’individuazione di una «minaccia credibile» da parte di forze legate all’Iran, che avrebbero pianificato di colpire l’aereo presidenziale con un missile. Il jet qatariota, pur essendo stato sottoposto a costosi adattamenti, non dispone delle contromisure difensive del velivolo più anziano, come la tecnologia laser per accecare i missili in arrivo e i sistemi di deviazione.
La minaccia, precisano le stesse fonti, non era rivolta specificamente al nuovo aereo ma alla persona del presidente, indipendentemente dal velivolo utilizzato. L’intelligence americana avrebbe raccolto informazioni su un piano di attacco mentre Trump si trovava in Turchia, a circa 1.600 chilometri da Teheran, in un momento di ripresa delle ostilità militari contro l’Iran. Il cambio di aereo è stato tenuto in parte riservato anche all’interno dell’amministrazione: alcuni funzionari sono stati informati solo di una misura precauzionale generica, e membri chiave del Congresso non hanno ricevuto un briefing completo. La vicenda è distinta da un’altra segnalazione, attribuita all’intelligence israeliana, su un presunto piano iraniano per uccidere Trump, che alcuni esponenti statunitensi hanno accolto con scetticismo, ritenendola un tentativo di spingere Washington a intensificare gli attacchi.
Trump ha inizialmente giustificato la scelta con la volontà di «rivivere i vecchi tempi» o di mostrare il nuovo aereo ai militari in Gran Bretagna, negando motivazioni di sicurezza. Solo in seguito ha riconosciuto che il jet donato necessitava di essere «potenziato al massimo». La Casa Bianca ha annunciato che il 747-8 resterà a terra per circa un mese per ricevere aggiornamenti ai sistemi difensivi, mentre il presidente continuerà a utilizzare il vecchio Air Force One. Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia aveva emesso mandati di comparizione nei confronti di giornalisti del New York Times – e richiesto i tabulati telefonici anche di loro familiari – per scoprire le fonti delle rivelazioni sulle falle di sicurezza del velivolo, salvo poi ritirare i provvedimenti dopo l’opposizione di un giudice.
La vicenda affonda le radici nell’ostilità iraniana verso Trump, mai sopita dopo l’uccisione del generale Qassem Soleimani nel 2020. Lo stesso presidente, durante il vertice Nato, aveva dichiarato: «Vogliono eliminare il leader degli Stati Uniti. Sono su tutte le loro liste». Il jet qatariota, un 747-8 di circa quattordici anni, era stato accettato in dono nel 2025 come soluzione ponte in attesa dei due nuovi Air Force One che Boeing dovrebbe consegnare, con ritardi, non prima del 2028. Il suo impiego aveva già sollevato interrogativi etici e di sicurezza, ora acuiti dalla conferma che il velivolo non offriva lo stesso scudo tecnologico del suo predecessore. Il dossier resta aperto: mentre proseguono i lavori di adeguamento, la presidenza si affida a un aereo progettato negli anni Ottanta, in un teatro di guerra che rende la protezione del comandante in capo una priorità assoluta.
| Stampa iraniana e affini | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
L'Iran presenta l'incidente come una vittoria diplomatica: la minaccia iraniana ha costretto Trump a cambiare aereo, dimostrando l'efficacia della deterrenza iraniana. Il dietrofront americano è attribuito alla mediazione dell'Oman e alla volontà di evitare un conflitto. L'Iran emerge come attore razionale che ha imposto il rispetto della sua sovranità.
I media arabi riportano che Trump ha ordinato di fermare nuove azioni militari contro l'Iran per dare spazio alla diplomazia, citando fonti come Axios e WSJ. La decisione è vista come un'apertura per un possibile accordo, con i mediatori omaniti in gioco. La narrazione enfatizza il ruolo della mediazione regionale.
I media atlantici sottolineano la gravità della minaccia che ha costretto Trump a cambiare aereo, in un contesto di aumento delle minacce contro i leader americani. La sicurezza è rafforzata, con il Secret Service in allerta. La narrazione enfatizza la vulnerabilità e la necessità di misure protettive.
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