
Missili russi su nave mercantile turca nel Mar Nero: cinque morti, Kiev denuncia terrorismo
L'attacco al cargo 'Golden Leo' carico di grano riaccende i timori per la sicurezza della navigazione e per l'export alimentare ucraino, con possibili ripercussioni sui mercati europei.
Tre missili da crociera russi hanno colpito domenica la nave mercantile 'Golden Leo', di proprietà turca e battente bandiera della Guinea-Bissau, mentre lasciava la zona di combattimento nel Mar Nero con un carico di cereali. Secondo la marina ucraina, l'attacco ha provocato la morte di cinque membri dell'equipaggio – tra cui un comandante ucraino – e il ferimento di altri otto, trasportati in ospedale a Odessa; cinque persone risultano disperse. A bordo si trovavano cittadini siriani e indiani, ha precisato il ministro degli Esteri ad interim di Kiev, Andrij Sybiha.
La marina ucraina ha definito l'episodio «un altro attacco deliberato contro una nave civile disarmata che non rappresentava alcuna minaccia militare», qualificandolo come «atto di terrorismo contro la navigazione pacifica» e grave violazione del diritto internazionale umanitario. Il ministero della Difesa russo, dal canto suo, ha dichiarato su Telegram di aver condotto attacchi contro navi e porti ucraini nella giornata di domenica, senza menzionare esplicitamente il mercantile colpito. In precedenti occasioni, fonti militari di Mosca avevano sostenuto che i raid contro le infrastrutture portuali miravano a colpire imbarcazioni sospettate di trasportare rifornimenti per le forze armate ucraine.
L'episodio getta nuova incertezza sul corridoio marittimo istituito unilateralmente da Kiev nell'estate del 2023 per garantire l'esportazione di grano, vitale per la sicurezza alimentare di numerosi Paesi del Medio Oriente e dell'Africa. Secondo analisti di Bruxelles, un'escalation delle ostilità nel bacino del Mar Nero rischia di innescare tensioni sui prezzi delle materie prime agricole, con effetti diretti sui mercati europei e italiani, fortemente dipendenti dalle importazioni di cereali. La Turchia, proprietaria del cargo e attore chiave nei delicati equilibri della regione, aveva ribadito solo giovedì scorso, per voce del ministro degli Esteri, la volontà di evitare un'estensione del conflitto alle rotte marittime, intensificando i contatti con entrambe le parti per una ripresa dei negoziati.
L'attacco si inserisce in una fase di recrudescenza su larga scala: nelle stesse ore, la Russia ha lanciato su Kiev e altre città ucraine oltre 40 missili e 120 droni, causando almeno 20 morti e 142 feriti in tutto il Paese, mentre droni ucraini hanno colpito depositi petroliferi e un centro logistico nel sud della Russia. Il dossier della sicurezza nel Mar Nero resta così in bilico tra la prosecuzione degli sforzi diplomatici di Ankara e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto a una via d'acqua cruciale per l'economia globale.
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