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Sportlunedì 15 giugno 2026

Mondiali 2026: Tunisia esonera Lamouchi dopo il crollo con la Svezia

La Federazione tunisina ha licenziato il ct francese a poche ore dal 5-1 subito a Monterrey, prima vittima tecnica del torneo, mentre la squadra si prepara ad affrontare il Giappone in un clima di caos.

La Coppa del Mondo 2026 ha già la sua prima vittima eccellente: Sabri Lamouchi, commissario tecnico della Tunisia, è stato esonerato a poche ore dalla disfatta per 5-1 contro la Svezia nella partita d'esordio del Gruppo F, disputata allo Stadio BBVA di Monterrey, in Messico. La decisione, comunicata dalla Federazione tunisina (FTF) nella giornata di lunedì 15 giugno, ha trasformato il tecnico francese in uno dei rarissimi allenatori licenziati mentre il torneo è ancora in corso. Per la Tunisia non si tratta di un inedito assoluto: già nel 1998, in Francia, Henryk Kasperczak venne sollevato dall'incarico dopo due partite. Ma la rapidità e la durezza del provvedimento – a meno di ventiquattr'ore dal fischio finale – raccontano di una crisi profonda, maturata ben prima del calcio d'inizio.

Le radici del tracollo affondano in un ciclo brevissimo e tormentato. Lamouchi, ex centrocampista di Parma, Inter e Genoa, era stato nominato a gennaio 2026, raccogliendo l'eredità di Sami Trabelsi, a sua volta esonerato dopo l'eliminazione ai rigori nella Coppa d'Africa. In cinque partite alla guida delle "Aquile di Cartagine", il bilancio è stato impietoso: una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, con appena due gol segnati e undici subiti. Contro la Svezia, gli errori individuali – dal portiere Chamakh al capitano Skhiri – hanno spalancato la porta a un avversario clinicamente spietato, con doppietta di Yasin Ayari e reti di Isak, Gyökeres e Svanberg. Ma a pesare, secondo fonti nordafricane, sono state anche le tensioni interne: emittenti tunisine hanno riferito di una rissa in albergo al rientro della squadra, con i giocatori che avrebbero chiesto la testa del tecnico già durante la partita. La FTF ha così optato per una soluzione drastica, affidando la panchina ad interim a Mondher Kebaier, già ct tra il 2019 e il 2022, nel tentativo di ricompattare l'ambiente prima della sfida decisiva contro il Giappone.

Nell'ottica europea, il caso Lamouchi suscita un interesse particolare. La Svezia, che ha umiliato la Tunisia con un gioco corale e verticale, si candida a sorpresa del girone, mentre il tecnico esonerato riporta alla mente la sua lunga militanza nel calcio italiano, dove aveva lasciato un ricordo di professionista serio ma mai completamente decollato in panchina. Da Bruxelles a Stoccolma, gli analisti sottolineano come il 5-1 svedese sia stato il frutto di una preparazione meticolosa e di una condizione atletica straripante, elementi che mancano cronicamente alla selezione tunisina. In America Latina, il palcoscenico messicano di Monterrey ha fatto da teatro a questa caduta fragorosa, mentre i tifosi locali osservano con curiosità il primo psicodramma del torneo. Dal Giappone, prossimo avversario delle Aquile, lo sguardo è duplice: da un lato, la crisi tunisina può rappresentare un vantaggio tattico; dall'altro, la storia insegna che una squadra ferita può trasformarsi in un avversario imprevedibile.

La mossa della federazione africana è un azzardo calcolato. Con due partite ancora da giocare – contro il Giappone il 21 giugno e poi contro l'Olanda – la Tunisia conserva possibilità matematiche di qualificazione, ma dovrà invertire radicalmente la rotta. Il precedente del 1998 non è incoraggiante: allora il cambio di guida tecnica non evitò l'eliminazione al primo turno. Tuttavia, in un gruppo F che la Svezia guida con autorevolezza, il caos tunisino potrebbe ridisegnare gli equilibri, offrendo a giapponesi e olandesi un'occasione d'oro. Il Mondiale 2026, appena entrato nel vivo, mostra già il suo volto più spietato: quello di una macchina che macina sogni e carriere senza pietà.

Divergenza — chi la racconta come
29%Media
4 blocchi · posizioni da −0.70 a 0.00
CriticoFavorevole
EURLATAFRSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa africana subsahariana−0.60critical
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa europea continentale−0.70

Dopo la batosta per 5-1 contro la Svezia la Tunisia precipita nel caos: tra liti in albergo e incomprensioni tecniche, il ct Lamouchi viene esonerato a torneo in corso dopo appena cinque partite alla guida. La decisione, definita clamorosa, è scattata al termine di una riunione di crisi convocata d'urgenza dalla federazione.

AllarmeUrgenza
Stampa latinoamericana−0.20

Il Mondiale 2026 diventa un tritacarne per allenatori: la Tunisia esonera Sabri Lamouchi poche ore dopo il 5-1 contro la Svezia, facendone il primo ct cacciato a Coppa in corso. Un ciclo brevissimo di cinque partite e una squadra allo sbando hanno prodotto una decisione storica.

IroniaUrgenzaSchadenfreude
Stampa africana subsahariana−0.60

Dopo l'umiliazione per 5-1 contro la Svezia – la prima volta che le Aquile di Cartagine subiscono cinque reti in una partita mondiale – la Tunisia esonera il ct Lamouchi. Il tracollo difensivo e le crescenti pressioni hanno reso inevitabile un azzeramento immediato.

AllarmeIndignazione
Stampa sud-est asiatica0.00

La sconfitta per 5-1 contro la Svezia è stata molto dolorosa, ha dichiarato il ct tunisino, sottolineando gli errori fatali dei suoi giocatori. La copertura del Sud-est asiatico si è concentrata sulla delusione del campo piuttosto che sul dramma dell'esonero.

DistaccoPragmatismo
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lunedì 15 giugno 2026

Mondiali 2026: Tunisia esonera Lamouchi dopo il crollo con la Svezia

La Federazione tunisina ha licenziato il ct francese a poche ore dal 5-1 subito a Monterrey, prima vittima tecnica del torneo, mentre la squadra si prepara ad affrontare il Giappone in un clima di caos.

La Coppa del Mondo 2026 ha già la sua prima vittima eccellente: Sabri Lamouchi, commissario tecnico della Tunisia, è stato esonerato a poche ore dalla disfatta per 5-1 contro la Svezia nella partita d'esordio del Gruppo F, disputata allo Stadio BBVA di Monterrey, in Messico. La decisione, comunicata dalla Federazione tunisina (FTF) nella giornata di lunedì 15 giugno, ha trasformato il tecnico francese in uno dei rarissimi allenatori licenziati mentre il torneo è ancora in corso. Per la Tunisia non si tratta di un inedito assoluto: già nel 1998, in Francia, Henryk Kasperczak venne sollevato dall'incarico dopo due partite. Ma la rapidità e la durezza del provvedimento – a meno di ventiquattr'ore dal fischio finale – raccontano di una crisi profonda, maturata ben prima del calcio d'inizio.

Le radici del tracollo affondano in un ciclo brevissimo e tormentato. Lamouchi, ex centrocampista di Parma, Inter e Genoa, era stato nominato a gennaio 2026, raccogliendo l'eredità di Sami Trabelsi, a sua volta esonerato dopo l'eliminazione ai rigori nella Coppa d'Africa. In cinque partite alla guida delle "Aquile di Cartagine", il bilancio è stato impietoso: una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, con appena due gol segnati e undici subiti. Contro la Svezia, gli errori individuali – dal portiere Chamakh al capitano Skhiri – hanno spalancato la porta a un avversario clinicamente spietato, con doppietta di Yasin Ayari e reti di Isak, Gyökeres e Svanberg. Ma a pesare, secondo fonti nordafricane, sono state anche le tensioni interne: emittenti tunisine hanno riferito di una rissa in albergo al rientro della squadra, con i giocatori che avrebbero chiesto la testa del tecnico già durante la partita. La FTF ha così optato per una soluzione drastica, affidando la panchina ad interim a Mondher Kebaier, già ct tra il 2019 e il 2022, nel tentativo di ricompattare l'ambiente prima della sfida decisiva contro il Giappone.

Nell'ottica europea, il caso Lamouchi suscita un interesse particolare. La Svezia, che ha umiliato la Tunisia con un gioco corale e verticale, si candida a sorpresa del girone, mentre il tecnico esonerato riporta alla mente la sua lunga militanza nel calcio italiano, dove aveva lasciato un ricordo di professionista serio ma mai completamente decollato in panchina. Da Bruxelles a Stoccolma, gli analisti sottolineano come il 5-1 svedese sia stato il frutto di una preparazione meticolosa e di una condizione atletica straripante, elementi che mancano cronicamente alla selezione tunisina. In America Latina, il palcoscenico messicano di Monterrey ha fatto da teatro a questa caduta fragorosa, mentre i tifosi locali osservano con curiosità il primo psicodramma del torneo. Dal Giappone, prossimo avversario delle Aquile, lo sguardo è duplice: da un lato, la crisi tunisina può rappresentare un vantaggio tattico; dall'altro, la storia insegna che una squadra ferita può trasformarsi in un avversario imprevedibile.

La mossa della federazione africana è un azzardo calcolato. Con due partite ancora da giocare – contro il Giappone il 21 giugno e poi contro l'Olanda – la Tunisia conserva possibilità matematiche di qualificazione, ma dovrà invertire radicalmente la rotta. Il precedente del 1998 non è incoraggiante: allora il cambio di guida tecnica non evitò l'eliminazione al primo turno. Tuttavia, in un gruppo F che la Svezia guida con autorevolezza, il caos tunisino potrebbe ridisegnare gli equilibri, offrendo a giapponesi e olandesi un'occasione d'oro. Il Mondiale 2026, appena entrato nel vivo, mostra già il suo volto più spietato: quello di una macchina che macina sogni e carriere senza pietà.

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Il Mondiale 2026 diventa un tritacarne per allenatori: la Tunisia esonera Sabri Lamouchi poche ore dopo il 5-1 contro la Svezia, facendone il primo ct cacciato a Coppa in corso. Un ciclo brevissimo di cinque partite e una squadra allo sbando hanno prodotto una decisione storica.

IroniaUrgenzaSchadenfreude
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Dopo l'umiliazione per 5-1 contro la Svezia – la prima volta che le Aquile di Cartagine subiscono cinque reti in una partita mondiale – la Tunisia esonera il ct Lamouchi. Il tracollo difensivo e le crescenti pressioni hanno reso inevitabile un azzeramento immediato.

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La sconfitta per 5-1 contro la Svezia è stata molto dolorosa, ha dichiarato il ct tunisino, sottolineando gli errori fatali dei suoi giocatori. La copertura del Sud-est asiatico si è concentrata sulla delusione del campo piuttosto che sul dramma dell'esonero.

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