
Mythos scova in ore le falle dei sistemi classificati USA, mentre si inasprisce lo scontro con Anthropic
Il modello ha individuato vulnerabilità in poche ore, ma Washington ha bloccato l'accesso straniero ai nuovi modelli, scatenando una causa legale e un dibattito sulla sovranità tecnologica.
La notizia che il modello Mythos di Anthropic ha individuato vulnerabilità in quasi tutti i sistemi classificati del governo americano nel giro di poche ore — e non in settimane, come ha rivelato il senatore Mark Warner citando il capo della National Security Agency — cambia la percezione della potenza offensiva dell'intelligenza artificiale. Il test, condotto nell'ambito del programma riservato Project Glasswing insieme alle agenzie di intelligence di Washington, era pensato per trovare e correggere falle critiche prima che potessero essere sfruttate da attaccanti esterni. Fonti ufficiali, parlando in forma anonima all'Associated Press, hanno precisato che l'IA ha soltanto identificato i punti deboli, senza sfruttarli attivamente, ma la rapidità dell'operazione ha comunque sollevato interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture più sensibili.
La collaborazione tecnica si inserisce però in un rapporto sempre più teso tra Anthropic e l'amministrazione Trump. L'azienda californiana si è rifiutata di concedere al Pentagono l'uso dei propri modelli per la sorveglianza domestica e per sistemi d'arma completamente autonomi, scatenando una rappresaglia governativa: prima l'inserimento in una lista nera della supply-chain, poi, a metà giugno, l'ordine del Bureau of Industry and Security di bloccare l'accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 per qualsiasi cittadino straniero. Anthropic ha obbedito disabilitando i modelli per tutti i clienti, una mossa che ha immediatamente danneggiato aziende come Legion LegalTech — una società di software legale con un team in Canada — che ha fatto causa al governo federale definendo il danno «immediato, irreparabile ed esistenziale».
La vicenda ha immediatamente assunto una dimensione geopolitica. Da Ottawa, Aidan Gomez, amministratore delegato della canadese Cohere, ha lanciato un allarme ai paesi democratici: «Affittare intelligenza artificiale da qualcun altro invece di possederla è un rischio per la sicurezza nazionale. Bisogna controllarla completamente». Le sue parole trovano eco in Europa, dove il caso riaccende il dibattito sulla sovranità tecnologica e sulla dipendenza da fornitori statunitensi o cinesi. La testata tedesca Bild, nel presentare il nuovo modello Claude Fable 5 con le sue misure di sicurezza integrate (le richieste sensibili vengono deviate su un modello meno potente), mostra quanto sia delicato l'equilibrio tra innovazione e protezione. Da Mosca, i media russi osservano che si tratta del primo caso di divieto totale alla distribuzione di modelli avanzati di IA, e non mancano di sottolineare l'ironia: proprio l'amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, aveva in passato sostenuto il diritto del governo di bloccare modelli ritenuti pericolosi, paragonandoli ad automobili e aerei che necessitano di certificazione.
Oltre cento dirigenti ed esperti di cybersicurezza, inclusi rappresentanti di Adobe e Nvidia, hanno esortato la Casa Bianca a revocare le restrizioni, avvertendo che mettere da parte i modelli di Anthropic potrebbe indebolire le difese americane, poiché Mythos è efficace nel trovare falle ma non «unicamente superiore» rispetto ad altri modelli open-source. La disputa legale tra Anthropic e il governo — con cause in corso sia a Washington sia in California — e la causa intentata da Legion LegalTech sono i prossimi fronti di uno scontro che riguarda anche l'Italia e l'Europa, chiamate a decidere se e come dotarsi di capacità autonome di intelligenza artificiale per non restare in balia delle decisioni unilaterali di una singola potenza.
| Stampa russa e CSI | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.30 | aligned |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
La Russia denuncia l'ipocrisia statunitense: le vulnerabilità esposte da Mythos dimostrano la fragilità dei sistemi americani, e le restrizioni all'export di IA sono solo una copertura per il controllo egemonico.
Invertendo la responsabilità, la vulnerabilità USA viene usata per accusare Washington di ipocrisia, trasformando una debolezza in un attacco alla credibilità altrui.
Il materiale russo omette di menzionare che Mythos potrebbe essere un gruppo hacker con legami con la Russia, e non discute le legittime preoccupazioni di sicurezza nazionale USA.
Gli Stati Uniti agiscono con prudenza: le vulnerabilità scoperte da Mythos richiedono misure di controllo per proteggere la sicurezza nazionale, e la restrizione all'export di IA è una risposta proporzionata.
Normalizzando la reazione, la risposta USA viene presentata come una misura tecnica e depoliticizzata, evitando di discutere le implicazioni geopolitiche.
Il materiale atlantico omette di analizzare le possibili motivazioni politiche dietro le restrizioni e non menziona le critiche internazionali alla misura.
L'India osserva con attenzione: l'incidente Mythos e le restrizioni USA sull'IA pongono sfide e opportunità per il proprio sviluppo tecnologico, richiedendo una strategia autonoma.
Distanziandosi strategicamente, l'India si presenta come un attore neutrale che valuta le implicazioni per i propri interessi, senza schierarsi apertamente.
Il materiale indiano omette di analizzare le implicazioni geopolitiche più ampie e non menziona le reazioni di altri paesi come Cina o Russia.
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