
Lakers e Cavaliers sull’orlo del baratro: Oklahoma City e Detroit impongono la legge
Thunder e Pistons salgono sul 2-0 nelle semifinali NBA. A Los Angeles oltre al ko pesano le polemiche sugli arbitri e le accuse di flopping.
La notte dell’NBA ha consegnato due verdetti netti nelle semifinali di conference. Gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica, hanno piegato i Los Angeles Lakers 125-107 portandosi sul 2-0, mentre i Detroit Pistons hanno ribaltato i Cleveland Cavaliers con lo stesso margine. Se per i Thunder la superiorità è ormai un sistema consolidato – come osservano i cronisti americani, citando l’inserimento immediato di Ajay Mitchell al posto dell’infortunato Jalen Williams – per i Lakers si apre uno scenario cupo. LeBron James, a 41 anni, gioca ancora a livelli irreali, ma la squadra fatica a tenere il passo fisico di Oklahoma City. Dalla prospettiva italiana, il quotidiano Il Fatto Quotidiano sottolinea la maturità del progetto Thunder, paragonabile a quella degli Spurs di Popovich o dei Jazz di Stockton e Malone.
Il confronto si è infiammato oltre il punteggio. JJ Redick, allenatore dei Lakers, ha dichiarato senza mezzi termini che LeBron James ha il peggior trattamento arbitrale tra le stelle del campionato, riferendosi ai soli cinque tiri liberi in due gare nonostante i continui attacchi al ferro. Austin Reaves ha raccontato di essersi scontrato con un arbitro che gli ha urlato contro, mentre Shai Gilgeous-Alexander è stato sanzionato con un fallo flagrante per una torsione del braccio in difesa. Dal versante Thunder, Alex Caruso ha minimizzato lo scambio acceso con l’ex compagno LeBron: «È solo competizione».
Ma dietro la tensione agonistica emerge un tema più ampio: il flopping. Secondo l’analisi della stampa statunitense, la mancata repressione delle simulazioni sta rovinando lo spettacolo, e LeBron stesso sarebbe tra i responsabili di aver normalizzato la pratica. I Lakers hanno chiesto maggiore coerenza ai direttori di gara, ma il risultato non cambia. Dirk Nowitzki, con una frecciatina, ha ironizzato sulla situazione.
A Cleveland, l’orizzonte è altrettanto cupo. Nonostante i 31 punti di Donovan Mitchell, James Harden ha deluso: 10 punti con 3/13 al tiro e zero assist nei momenti cruciali. I Cavs hanno sbagliato tutti gli undici tiri da tre nel quarto periodo, e il nome di Mitchell comincia a circolare nelle voci di mercato. Secondo gli analisti di Chicago, gli Houston Rockets potrebbero preparare un’offerta shock in estate.
Guardando avanti, la serie si sposta a Los Angeles per Gara 3 e 4. I Thunder non hanno mai perso una serie dopo un 2-0, e la storia NBA è severa con chi insegue. Per i Lakers servirebbe un miracolo; per i Cavs, forse, una rifondazione. La palla passa ora ai protagonisti, ma il resto della lega osserva con attenzione le prime crepe nei progetti che sembravano solidi.
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