
Nell’Odissea di Nolan il ritorno si trasforma in partenza, Penelope resta alla tela
La pellicola di Christopher Nolan sull’Odissea secondo i critici elimina la scena del letto nuziale e il rifiuto dell’immortalità, trasformando il viaggio in una perpetua ripartenza.
Nel film di Christopher Nolan Penelope è quasi sempre ritratta mentre tesse, come racconta una studiosa di letteratura greca antica su The Independent. Ma la sequenza che nell’Odissea omerica la rendeva astuta – la prova del letto nuziale, radicato in un ulivo, per verificare l’identità di Ulisse – è stata cancellata. Secondo un’analisi pubblicata da Panorama, Nolan ha soppresso anche la scena in cui l’eroe rinuncia all’immortalità che Calipso gli offre per poter invecchiare accanto a Penelope. Al centro del film non c’è il ritorno, il nostos, bensì una nuova partenza.
L’Ulisse di Nolan, scrive Panorama, lascia il regno al figlio Telemaco e salpa con Penelope verso Occidente «e l’orizzonte infinito, verso la terra dei morti e del sole che tramonta». Il letto inamovibile, metafora di ciò che non può essere spostato, scompare. Lo stesso critico sottolinea che in questa versione l’eroe non vuole tornare alla sua patria e non vi resta: dopo la vendetta sui Proci, riprende il viaggio. Lo spirito del Nostos, il paradigma del ritorno di cui parlava Borges, viene rimosso.
Sul fronte femminile, la studiosa citata da The Independent osserva che le donne di Nolan sono personaggi forti e funzionali al tema antimilitarista, ma mancano della complessità sessuale e intellettuale dell’originale omerico. Penelope, Circe, Elena – interpretata da Lupita Nyong’o – rivestono ruoli singoli: moglie, regina, strega. La scena in cui Penelope mette alla prova Ulisse con l’inganno del letto, e che ne faceva l’equivalente femminile dell’astuto eroe, è assente.
L’eco della pellicola si è misurata anche nel dibattito pubblico: i commenti di Elon Musk e molti altri su X, riferisce The Independent, hanno confermato che Nolan è riuscito a rompere con le rappresentazioni ipermascoline del mito greco. Tuttavia, per la studiosa, il film non restituisce la ricchezza psicologica delle figure femminili omeriche.
A chiudere il film non è il letto ritrovato, ma un orizzonte che si allontana. Nolan, conclude Panorama, non rappresenta il ritorno a Itaca: l’eroe riparte verso Occidente, dove il sole tramonta e la terra dei morti attende. È un Ulisse che non torna più, ma va.
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.50 | aligned |
L’Odissea di Omero è un pilastro della civiltà; Nolan ne ha svuotato il significato rimuovendo il letto d’ulivo, simbolo della fedeltà e del ritorno.
Elevando l’originale a testo sacro e inarrivabile, si rende ogni variazione una profanazione, senza confrontarsi con le scelte artistiche di Nolan.
Manca qualsiasi riferimento al successo di pubblico o alle recensioni positive del film, né si menziona la possibilità che l’adattamento abbia una propria validità.
Il successo de 'La Odisea' di Nolan dimostra che il pubblico ama la mitologia greca; ecco un’altra serie perfetta per continuare il viaggio.
Agganciandosi al successo del film, si sposta l’attenzione verso un altro prodotto Netflix, creando un flusso di consumo seriale.
Non si accenna alla critica della perdita del letto d’ulivo né alle riserve della stampa europea sulla fedeltà all’originale.
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