
Venezuela, neonato di 18 giorni sopravvive 32 ore sotto le macerie
Un neonato di 18 giorni e sua madre sono stati estratti vivi dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, in Venezuela, dopo i terremoti che hanno causato almeno 920 morti e 50.000 dispersi.
Un neonato di 18 giorni è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, sulla costa venezuelana, dopo essere rimasto sepolto per 32 ore – secondo alcune fonti 36 – a seguito dei due violenti terremoti che mercoledì scorso hanno devastato la regione. La madre, Dayana Patiño, è stata recuperata circa un’ora più tardi. Entrambi sono stati trasportati in una clinica di Caracas e, secondo i medici, non hanno riportato fratture.
Le immagini del salvataggio, diffuse rapidamente sui social media, mostrano i soccorritori che, alla luce dei riflettori, estraggono il piccolo avvolto in una coperta e lo passano di mano in mano tra gli applausi dei presenti. Il padre, che aveva atteso per ore sul luogo del disastro, ha accolto il figlio in lacrime. Testimoni e volontari raccontano che la madre ha protetto il neonato tenendolo stretto a sé, un gesto che avrebbe evitato conseguenze peggiori.
I terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, con epicentro al largo della costa settentrionale. Secondo le autorità di Caracas, il bilancio provvisorio è di almeno 920 morti e oltre 3.300 feriti, ma fonti successive indicano che le vittime potrebbero aver superato quota 1.400. L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari stima in più di 50.000 il numero dei dispersi. La Guaira, a circa 40 chilometri dalla capitale, è tra le aree più colpite: decine di palazzi sono crollati e centinaia di edifici hanno subito danni strutturali.
Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza e ha limitato l’accesso alla zona per agevolare le operazioni di soccorso, che vedono impegnati migliaia di militari, vigili del fuoco e volontari locali. Squadre internazionali provenienti da Spagna, Stati Uniti e Brasile stanno affiancando le ricerche, mentre il rischio sanitario cresce a causa dei corpi in decomposizione sotto le macerie.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, man mano che si estendono le verifiche nelle zone più isolate.
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Nessun meccanismo retorico in azione; la storia è semplicemente assente dal discorso.
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