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venerdì 22 maggio 2026

Il Pentagono svela nuovi archivi UFO: tra caccia in azione e sfere arancioni

La seconda tranche di file desecretati include il video di un F-16 che abbatte un oggetto sconosciuto, le testimonianze degli astronauti dell’Apollo 12 e l’incontro ravvicinato di un ufficiale dei servizi nel 2025. Nessuna prova aliena, ma un gesto di trasparenza voluto da Trump.

Un caccia F-16 della Guardia Nazionale aerea abbatte un oggetto non identificato sopra il lago Huron: è una delle sequenze più sconvolgenti contenute nella seconda tranche di documenti sugli UAP – i Fenomeni anomali non identificati – che il Pentagono ha diffuso venerdì 22 maggio sul portale war.gov/ufo. Il video, girato da sensori infrarossi, è accompagnato da altre decine di filmati, registrazioni audio e centinaia di pagine di rapporti che coprono ottant’anni di avvistamenti, dalle sfere verdi sulla base nucleare di Sandia, nel New Mexico, tra il 1948 e il 1950 fino alle orbite arancioni che nel 2025 hanno circondato un elicottero militare. La scelta di rendere pubblici questi archivi attua l’ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump, all’inizio del 2026, ha impresso una svolta radicale alla politica di segretezza americana.

Lo sguardo storico si allarga ben oltre la Guerra fredda. Tra i file spicca l’intervista medica post-missione all’equipaggio dell’Apollo 12, che nel novembre 1969, mentre cercavano di dormire nello spazio profondo, videro lampi e scie luminose a occhi chiusi – un fenomeno che la NASA spiegò con l’interazione dei raggi cosmici, ma che riaffiora oggi con il sapore dell’enigma. Un dossier di 116 pagine elenca 209 apparizioni inspiegabili sulla struttura nucleare di Sandia, dove testimoni descrissero «sfere verdi, dischi e palle di fuoco» che per decenni restarono confinate nel riserbo dell’intelligence. Dall’archivio emergono anche i filmati infrarossi di un quadrifoglio di oggetti sorvolanti il Golfo Persico nel 2019 e di un’oscillante formazione sopra l’Iran nel 2022, ripresi da piattaforme militari della Centcom, a testimonianza di una mappatura globale che travalica i confini statunitensi.

Il documento più recente è forse il più perturbante. Un alto ufficiale dell’intelligence, incaricato sul finire del 2025 di indagare su boati misteriosi nei pressi di una catena montuosa, racconta in un memorandum dell’ODNI come «l’oggetto si sia alzato da terra, si sia avvicinato a tre metri dall’elicottero e sia sfrecciato via», dopo essersi diviso in due sfere arancioni. «Mi ha lasciato praticamente senza parole», annota l’ufficiale, testimone di uno dei tanti episodi in cui «innumerevoli orb arancioni sciamano in ogni direzione». La forza della narrazione in prima persona segna un salto di qualità nella documentazione ufficiale, rendendo quasi tangibile il cortocircuito tra esperienza umana e tecnologia bellica.

Eppure, gli esperti del Dipartimento della Difesa ribadiscono che nessuno di questi materiali fornisce la prova conclusiva di tecnologia extraterrestre. I casi restano «non risolti», dice il Pentagono, e il gesto di trasparenza – accolto da oltre un miliardo di visualizzazioni al primo rilascio di maggio – è anche un atto politico. Secondo alcuni osservatori dell’area elvetica, l’operazione «non è priva di calcolo», perché incanala la curiosità dell’opinione pubblica mentre si riaccendono tensioni interne. Agli occhi di Bruxelles e di altre capitali europee, l’abbondanza di materiale americano stride con la cautela con cui i governi del Vecchio Continente custodiscono i propri dossier sugli oggetti volanti. In Italia, dove l’Aeronautica militare raccoglie segnalazioni ma raramente le divulga, la pioggia di file d’oltreoceano potrebbe riaccendere il dibattito sulla desecretazione. La promessa di ulteriori tranche fa già discutere i legislatori di Washington, mentre il resto del mondo osserva – sospeso tra la volontà di comprendere e il sospetto che la ricerca della verità serva anche a nasconderne altre.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.30
CriticoFavorevole
ATLLATEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa latinoamericana+0.30aligned
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera0.00

La seconda pubblicazione di file UFO da parte del Pentagono, inclusi oltre 50 video, viene presentata come un passo verso la trasparenza sotto la direttiva di Trump. La copertura enfatizza il termine ufficiale UAP e il processo sistematico di desecretazione, con un tono fattuale. L'attenzione resta sui documenti stessi piuttosto che sull'interpretazione.

DistaccoPragmatismo
Stampa latinoamericana+0.30

La pubblicazione viene inquadrata come una mossa senza precedenti verso la totale trasparenza da parte dell'amministrazione Trump, evidenziando sia video militari statunitensi che avvistamenti di 'palle di fuoco' in Messico. La narrazione ha un tono di trionfo sul segreto storico e include riferimenti all'audio della missione Apollo, ampliando la portata. La copertura è leggermente celebrativa e sottolinea l'interesse globale.

TrionfoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.20

La storia viene affrontata con scetticismo, chiedendosi se gli alieni siano scienza o fantasia. L'annuncio di Trump viene notato con ironia, invitando il pubblico a decidere da solo. La copertura colloca la pubblicazione in una lunga storia di 80 anni di documenti, sollecitando prove più che speculazioni.

ScetticismoIronia
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venerdì 22 maggio 2026

Il Pentagono svela nuovi archivi UFO: tra caccia in azione e sfere arancioni

La seconda tranche di file desecretati include il video di un F-16 che abbatte un oggetto sconosciuto, le testimonianze degli astronauti dell’Apollo 12 e l’incontro ravvicinato di un ufficiale dei servizi nel 2025. Nessuna prova aliena, ma un gesto di trasparenza voluto da Trump.

Un caccia F-16 della Guardia Nazionale aerea abbatte un oggetto non identificato sopra il lago Huron: è una delle sequenze più sconvolgenti contenute nella seconda tranche di documenti sugli UAP – i Fenomeni anomali non identificati – che il Pentagono ha diffuso venerdì 22 maggio sul portale war.gov/ufo. Il video, girato da sensori infrarossi, è accompagnato da altre decine di filmati, registrazioni audio e centinaia di pagine di rapporti che coprono ottant’anni di avvistamenti, dalle sfere verdi sulla base nucleare di Sandia, nel New Mexico, tra il 1948 e il 1950 fino alle orbite arancioni che nel 2025 hanno circondato un elicottero militare. La scelta di rendere pubblici questi archivi attua l’ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump, all’inizio del 2026, ha impresso una svolta radicale alla politica di segretezza americana.

Lo sguardo storico si allarga ben oltre la Guerra fredda. Tra i file spicca l’intervista medica post-missione all’equipaggio dell’Apollo 12, che nel novembre 1969, mentre cercavano di dormire nello spazio profondo, videro lampi e scie luminose a occhi chiusi – un fenomeno che la NASA spiegò con l’interazione dei raggi cosmici, ma che riaffiora oggi con il sapore dell’enigma. Un dossier di 116 pagine elenca 209 apparizioni inspiegabili sulla struttura nucleare di Sandia, dove testimoni descrissero «sfere verdi, dischi e palle di fuoco» che per decenni restarono confinate nel riserbo dell’intelligence. Dall’archivio emergono anche i filmati infrarossi di un quadrifoglio di oggetti sorvolanti il Golfo Persico nel 2019 e di un’oscillante formazione sopra l’Iran nel 2022, ripresi da piattaforme militari della Centcom, a testimonianza di una mappatura globale che travalica i confini statunitensi.

Il documento più recente è forse il più perturbante. Un alto ufficiale dell’intelligence, incaricato sul finire del 2025 di indagare su boati misteriosi nei pressi di una catena montuosa, racconta in un memorandum dell’ODNI come «l’oggetto si sia alzato da terra, si sia avvicinato a tre metri dall’elicottero e sia sfrecciato via», dopo essersi diviso in due sfere arancioni. «Mi ha lasciato praticamente senza parole», annota l’ufficiale, testimone di uno dei tanti episodi in cui «innumerevoli orb arancioni sciamano in ogni direzione». La forza della narrazione in prima persona segna un salto di qualità nella documentazione ufficiale, rendendo quasi tangibile il cortocircuito tra esperienza umana e tecnologia bellica.

Eppure, gli esperti del Dipartimento della Difesa ribadiscono che nessuno di questi materiali fornisce la prova conclusiva di tecnologia extraterrestre. I casi restano «non risolti», dice il Pentagono, e il gesto di trasparenza – accolto da oltre un miliardo di visualizzazioni al primo rilascio di maggio – è anche un atto politico. Secondo alcuni osservatori dell’area elvetica, l’operazione «non è priva di calcolo», perché incanala la curiosità dell’opinione pubblica mentre si riaccendono tensioni interne. Agli occhi di Bruxelles e di altre capitali europee, l’abbondanza di materiale americano stride con la cautela con cui i governi del Vecchio Continente custodiscono i propri dossier sugli oggetti volanti. In Italia, dove l’Aeronautica militare raccoglie segnalazioni ma raramente le divulga, la pioggia di file d’oltreoceano potrebbe riaccendere il dibattito sulla desecretazione. La promessa di ulteriori tranche fa già discutere i legislatori di Washington, mentre il resto del mondo osserva – sospeso tra la volontà di comprendere e il sospetto che la ricerca della verità serva anche a nasconderne altre.

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La seconda pubblicazione di file UFO da parte del Pentagono, inclusi oltre 50 video, viene presentata come un passo verso la trasparenza sotto la direttiva di Trump. La copertura enfatizza il termine ufficiale UAP e il processo sistematico di desecretazione, con un tono fattuale. L'attenzione resta sui documenti stessi piuttosto che sull'interpretazione.

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La pubblicazione viene inquadrata come una mossa senza precedenti verso la totale trasparenza da parte dell'amministrazione Trump, evidenziando sia video militari statunitensi che avvistamenti di 'palle di fuoco' in Messico. La narrazione ha un tono di trionfo sul segreto storico e include riferimenti all'audio della missione Apollo, ampliando la portata. La copertura è leggermente celebrativa e sottolinea l'interesse globale.

TrionfoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.20

La storia viene affrontata con scetticismo, chiedendosi se gli alieni siano scienza o fantasia. L'annuncio di Trump viene notato con ironia, invitando il pubblico a decidere da solo. La copertura colloca la pubblicazione in una lunga storia di 80 anni di documenti, sollecitando prove più che speculazioni.

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