
Omicidio nell’arcipelago di Stoccolma: arrestato il compagno della vittima
La polizia svedese ha fermato un uomo di 57 anni sospettato di aver ucciso la compagna 56enne in una residenza estiva a Värmdö; decisiva la segnalazione di una residente.
Una donna di 56 anni è stata trovata senza vita martedì scorso in un’abitazione su un’isola del comune di Värmdö, nell’arcipelago di Stoccolma. Secondo quanto comunicato dalla procura, il corpo presentava ferite provocate sia da un oggetto tagliente sia da violenza contundente, segno di un’aggressione di particolare efferatezza. La vittima e il presunto aggressore, un uomo di 57 anni, avevano una relazione da circa otto mesi e si trovavano sull’isola per trascorrere insieme le vacanze in una proprietà in parte riconducibile alla donna.
L’uomo si è reso irreperibile subito dopo il decesso, innescando una vasta operazione di ricerca che ha coinvolto unità cinofile, elicotteri e la polizia marittima. È rimasto nascosto tra la vegetazione per circa trentasei ore, eludendo i primi dispositivi di pattugliamento. La svolta è arrivata grazie a una residente, Rebecka, che al termine del proprio turno di lavoro ha notato qualcosa di insolito e ha deciso di ispezionare la costa: nascosta tra gli alberi ha individuato un kayak verde, insieme a un berretto, una borsa, un giubbotto salvagente e un asciugamano macchiato. La segnalazione, definita «assolutamente decisiva» dagli investigatori, ha permesso di restringere il perimetro delle ricerche e di localizzare il fuggitivo con l’ausilio di un elicottero dotato di termocamera.
Fermato nella notte tra mercoledì e giovedì, il 57enne è comparso venerdì davanti al tribunale di Nacka per l’udienza di convalida del fermo. La procuratrice Emma Olsson ha dichiarato che l’indagato ha reso «alcune ammissioni» circa la propria presenza sul luogo del delitto, senza tuttavia fornire dettagli sulla dinamica o sul movente. L’accusa ha insistito sulla sussistenza di un concreto pericolo di fuga, considerato che l’uomo era già riuscito a sottrarsi alle ricerche per un giorno e mezzo; il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Le autorità inquirenti inquadrano il caso nell’ambito della violenza nelle relazioni di prossimità. La causa esatta del decesso non è stata ancora formalmente accertata, ma l’entità delle lesioni riscontrate orienta le indagini verso un omicidio volontario. La procura ha tempo fino al 4 settembre per formulare il capo d’imputazione; nel frattempo proseguono gli interrogatori e gli accertamenti tecnici sulla scena del crimine.
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