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Energia e Climalunedì 13 luglio 2026

Ondata di caldo record: blackout in Iran, reti al limite in Algeria e Uzbekistan

Temperature oltre i 45°C spingono i consumi elettrici a nuovi massimi storici, con l’Iran che avvia distacchi programmati e Algeria e Uzbekistan che registrano picchi senza precedenti.

Una cappa di calore eccezionale, con punte di 47°C nelle zone desertiche, sta mettendo a dura prova i sistemi elettrici di un’ampia fascia che va dal Maghreb all’Asia centrale. In Iran la domanda ha superato i 74.000 megawatt, con un balzo di oltre 6.000 MW in pochi giorni, costringendo il gestore di rete Tavanir ad avviare blackout programmati. Nello stesso giorno, l’Algeria ha toccato un nuovo picco storico di 21.378 MW, mentre l’Uzbekistan prevede di raggiungere un consumo giornaliero di 280 milioni di kWh, ben oltre il precedente record invernale. In Libano, dove la capacità disponibile è ferma a circa 500 MW, la popolazione riceve in media appena quattro ore di elettricità al giorno e il rischio di un blackout totale è considerato concreto e quotidiano.

La dinamica che accomuna questi paesi è un doppio colpo inferto dal caldo estremo. Da un lato l’uso massiccio di condizionatori e sistemi di raffreddamento spinge la domanda ben oltre le medie stagionali; dall’altro le temperature elevate riducono l’efficienza delle centrali termiche, che necessitano di più energia per il raffreddamento interno e vedono calare la propria resa. Le autorità iraniane parlano esplicitamente di una forbice pericolosa: consumi in crescita a due cifre percentuali e una produzione che, proprio a causa del caldo, non riesce a tenere il passo. Il risultato è un deficit di generazione che si traduce in distacchi programmati, comunicati con due giorni di anticipo ai cittadini, e in appelli pressanti a ridurre i consumi di almeno il 5 per cento.

Le risposte dei governi riflettono la gravità della situazione ma anche le diverse capacità di intervento. In Iran il gestore elettrico ha annunciato che le interruzioni riguarderanno l’intero territorio nazionale, con attenzione particolare alle regioni meridionali più calde, e ha chiesto di regolare i climatizzatori a 25 gradi e di evitare l’uso simultaneo di elettrodomestici nelle ore di punta. L’Algeria, attraverso la società Sonelgaz, ha registrato il secondo record consecutivo in due giorni, superando il massimo del 2025, e conferma un trend di crescita strutturale della domanda durante le ondate di caldo. L’Uzbekistan ha ordinato il rafforzamento della sorveglianza sulle reti e sulle sottostazioni, la sospensione temporanea delle operazioni di carico e scarico di Gpl nelle ore più torride e ispezioni straordinarie sugli impianti energetici, coinvolgendo anche la procura generale e il ministero delle Emergenze. In Libano, invece, la compagnia Électricité du Liban attribuisce la cronica scarsità di offerta all’alto costo dei derivati del petrolio e alle ripercussioni delle tensioni regionali, che limitano la produzione a meno della metà del fabbisogno e rendono impossibile garantire equità e continuità del servizio.

I prossimi giorni saranno decisivi. Le previsioni meteorologiche indicano che l’ondata di caldo persisterà per almeno una o due settimane, con le giornate di martedì e mercoledì considerate le più critiche per la rete iraniana. In Uzbekistan si attende il superamento della soglia dei 13 GW di carico massimo, mentre in Algeria il ministero dell’Energia monitora l’evoluzione della domanda ora per ora. L’unica variabile in grado di allentare la pressione resta la riduzione volontaria dei consumi domestici e industriali, su cui puntano tutti gli appelli ufficiali. Senza un contenimento della domanda, i distacchi programmati rischiano di estendersi e di coinvolgere anche i servizi essenziali, in un’area già segnata da fragilità infrastrutturali e tensioni sociali.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
3 blocchi · posizioni da 0.00 a 0.00
CriticoFavorevole
IRNRUSALM
Divergenza tra blocchi di stampa
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Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa arabo levante-Maghreb0.00neutral
Stampa iraniana e affini0.00
Voce

L'Iran gestisce la crisi con responsabilità condivisa e trasparenza tecnica.

Meccanismopaternalismo istituzionale

Presentando i tagli come una misura preventiva e temporanea e chiedendo la collaborazione dei cittadini, si normalizza la situazione e si evita di mettere in discussione la capacità del sistema.

Omissione

Omette qualsiasi critica alla pianificazione energetica o alla mancanza di investimenti, presentando i tagli come una misura temporanea gestibile.

PragmatismoUrgenzaPaternalismo
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia prevede un record di consumo in Uzbekistan senza allarmismi.

Meccanismoprevisione tecnica

Limitandosi a dati numerici e previsioni, si evita qualsiasi giudizio o responsabilità, apparendo obiettivi.

Omissione

Omette qualsiasi discussione sulle conseguenze sociali o sulla possibilità di blackout, limitandosi a una previsione tecnica.

DistaccoPragmatismo
Stampa arabo levante-Maghreb0.00
Voce

L'Algeria celebra i nuovi record di consumo; il Libano si scusa per la scarsa fornitura.

Meccanismospiegazione difensiva

L'Algeria usa i record per mostrare la capacità del sistema; il Libano attribuisce la colpa a fattori esterni (prezzi del carburante) per evitare critiche interne.

Omissione

L'Algeria omette qualsiasi accenno a potenziali interruzioni o stress sulla rete; il Libano omette le proprie inefficienze operative, attribuendo tutto ai prezzi del carburante.

PragmatismoUrgenza
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lunedì 13 luglio 2026

Ondata di caldo record: blackout in Iran, reti al limite in Algeria e Uzbekistan

Temperature oltre i 45°C spingono i consumi elettrici a nuovi massimi storici, con l’Iran che avvia distacchi programmati e Algeria e Uzbekistan che registrano picchi senza precedenti.

Una cappa di calore eccezionale, con punte di 47°C nelle zone desertiche, sta mettendo a dura prova i sistemi elettrici di un’ampia fascia che va dal Maghreb all’Asia centrale. In Iran la domanda ha superato i 74.000 megawatt, con un balzo di oltre 6.000 MW in pochi giorni, costringendo il gestore di rete Tavanir ad avviare blackout programmati. Nello stesso giorno, l’Algeria ha toccato un nuovo picco storico di 21.378 MW, mentre l’Uzbekistan prevede di raggiungere un consumo giornaliero di 280 milioni di kWh, ben oltre il precedente record invernale. In Libano, dove la capacità disponibile è ferma a circa 500 MW, la popolazione riceve in media appena quattro ore di elettricità al giorno e il rischio di un blackout totale è considerato concreto e quotidiano.

La dinamica che accomuna questi paesi è un doppio colpo inferto dal caldo estremo. Da un lato l’uso massiccio di condizionatori e sistemi di raffreddamento spinge la domanda ben oltre le medie stagionali; dall’altro le temperature elevate riducono l’efficienza delle centrali termiche, che necessitano di più energia per il raffreddamento interno e vedono calare la propria resa. Le autorità iraniane parlano esplicitamente di una forbice pericolosa: consumi in crescita a due cifre percentuali e una produzione che, proprio a causa del caldo, non riesce a tenere il passo. Il risultato è un deficit di generazione che si traduce in distacchi programmati, comunicati con due giorni di anticipo ai cittadini, e in appelli pressanti a ridurre i consumi di almeno il 5 per cento.

Le risposte dei governi riflettono la gravità della situazione ma anche le diverse capacità di intervento. In Iran il gestore elettrico ha annunciato che le interruzioni riguarderanno l’intero territorio nazionale, con attenzione particolare alle regioni meridionali più calde, e ha chiesto di regolare i climatizzatori a 25 gradi e di evitare l’uso simultaneo di elettrodomestici nelle ore di punta. L’Algeria, attraverso la società Sonelgaz, ha registrato il secondo record consecutivo in due giorni, superando il massimo del 2025, e conferma un trend di crescita strutturale della domanda durante le ondate di caldo. L’Uzbekistan ha ordinato il rafforzamento della sorveglianza sulle reti e sulle sottostazioni, la sospensione temporanea delle operazioni di carico e scarico di Gpl nelle ore più torride e ispezioni straordinarie sugli impianti energetici, coinvolgendo anche la procura generale e il ministero delle Emergenze. In Libano, invece, la compagnia Électricité du Liban attribuisce la cronica scarsità di offerta all’alto costo dei derivati del petrolio e alle ripercussioni delle tensioni regionali, che limitano la produzione a meno della metà del fabbisogno e rendono impossibile garantire equità e continuità del servizio.

I prossimi giorni saranno decisivi. Le previsioni meteorologiche indicano che l’ondata di caldo persisterà per almeno una o due settimane, con le giornate di martedì e mercoledì considerate le più critiche per la rete iraniana. In Uzbekistan si attende il superamento della soglia dei 13 GW di carico massimo, mentre in Algeria il ministero dell’Energia monitora l’evoluzione della domanda ora per ora. L’unica variabile in grado di allentare la pressione resta la riduzione volontaria dei consumi domestici e industriali, su cui puntano tutti gli appelli ufficiali. Senza un contenimento della domanda, i distacchi programmati rischiano di estendersi e di coinvolgere anche i servizi essenziali, in un’area già segnata da fragilità infrastrutturali e tensioni sociali.

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Presentando i tagli come una misura preventiva e temporanea e chiedendo la collaborazione dei cittadini, si normalizza la situazione e si evita di mettere in discussione la capacità del sistema.

Omissione

Omette qualsiasi critica alla pianificazione energetica o alla mancanza di investimenti, presentando i tagli come una misura temporanea gestibile.

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La Russia prevede un record di consumo in Uzbekistan senza allarmismi.

Meccanismoprevisione tecnica

Limitandosi a dati numerici e previsioni, si evita qualsiasi giudizio o responsabilità, apparendo obiettivi.

Omissione

Omette qualsiasi discussione sulle conseguenze sociali o sulla possibilità di blackout, limitandosi a una previsione tecnica.

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L'Algeria celebra i nuovi record di consumo; il Libano si scusa per la scarsa fornitura.

Meccanismospiegazione difensiva

L'Algeria usa i record per mostrare la capacità del sistema; il Libano attribuisce la colpa a fattori esterni (prezzi del carburante) per evitare critiche interne.

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L'Algeria omette qualsiasi accenno a potenziali interruzioni o stress sulla rete; il Libano omette le proprie inefficienze operative, attribuendo tutto ai prezzi del carburante.

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