
Patti Smith e Papa Leone XIV: un’ora di dialogo tra poesia e spiritualità
Nell’udienza privata in Vaticano, la cantautrice ha donato i suoi scritti e ricevuto un rosario; hanno parlato di arte, protezione dei vulnerabili e forza della musica, uniti dalle comuni origini a Chicago.
«Parla inglese? E italiano?». La domanda, rivolta da Papa Leone XIV a Patti Smith, ha rotto il ghiaccio nel Palazzo Apostolico lo scorso venerdì 31. «Solo inglese, sono puramente americana», ha risposto la sacerdotessa del rock, in un breve scambio filmato che ha preceduto un’udienza privata di quasi un’ora. Un incontro che, secondo le parole di padre Antonio Spadaro, funzionario vaticano presente, è stato «indimenticabile», capace di unire «due figure straordinarie le cui voci portano speranza a un mondo diviso».
L’incontro ha risposto al desiderio reciproco di gettare ponti tra la fede istituzionale e la controcultura. Smith, che non ha mai nascosto la sua profonda connessione con il sacro – i suoi testi dialogano spesso con figure sante e iconografie ecclesiastiche –, ha donato al pontefice un’edizione speciale dei suoi scritti poetici. In cambio ha ricevuto un rosario benedetto e un messaggio di incoraggiamento per gli artisti di tutto il mondo. Il Papa, da parte sua, ha mostrato ancora una volta l’apertura verso creatori che sfidano gli schemi dogmatici, cercando di abbracciare manifestazioni artistiche eterogenee che parlino del dolore umano e della speranza collettiva.
Durante il colloquio, descritto dai testimoni come un incrocio emotivo tra la sobrietà papale e la naturalezza della cantautrice, si è parlato del ruolo del creatore in tempi di incertezza globale, dell’urgenza di proteggere le popolazioni vulnerabili e preservare l’ambiente. Entrambi hanno convenuto che musica e letteratura possiedono una forza catalizzatrice indispensabile. Un’intesa favorita anche da un dato biografico: sia Smith sia Leone XIV sono nativi di Chicago, un particolare che ha aggiunto complicità intellettuale a un’atmosfera già calda e rispettosa.
Al termine, Smith ha espresso una gioia percepibile, definendo l’incontro un regalo indimenticabile nel suo percorso vitale. Il Papa l’ha ringraziata per la costante onestà intellettuale e la sensibilità verso la sofferenza altrui. Non era la prima volta che la cantautrice varcava la soglia vaticana: in passato aveva già partecipato a concerti natalizi nella Santa Sede. Ma questa udienza, con il suo scambio di doni – poesia e rosario –, resta l’immagine di un dialogo inedito tra la ribellione del rock e la tradizione spirituale.
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