
Pechino porta Islamabad nello spazio: l'asse sino-pakistano conquista la stazione Tiangong
Pechino ha compiuto un passo significativo nella sua ambiziosa corsa spaziale, annunciando la selezione di due astronauti pakistani per un imminente volo verso la stazione Tiangong. Uno di loro, dopo un addestramento in Cina, diventerà il primo straniero a bordo dell'avamposto orbitale cinese, trasformando una missione tecnologica in un potente simbolo diplomatico. Questo sviluppo, frutto di un accordo di cooperazione siglato lo scorso febbraio, non è solo un traguardo per il programma spaziale cinese, ma segna un'evoluzione nella geopolitica dello spazio, tradizionalmente dominata da Stati Uniti e Russia.
Dall'ottica di Pechino, l'inclusione di un astronauta pakistano è presentata come la concretizzazione della promessa di 'condividere i frutti del suo sviluppo spaziale' con la comunità internazionale. È un gesto che consolida la narrativa di una Cina come potenza inclusiva e allo stesso tempo rinsalda il partenariato strategico 'tutto tempo' con Islamabad, un alleato chiave nella regione asiatica. Per il Pakistan, la scelta di Muhammad Zeeshan Ali e Khurram Daud rappresenta un salto di prestigio e capacità, permettendogli di accedere a competenze d'avanguardia senza dipendere dai tradizionali partner occidentali.
La mossa cinese non passa inosservata a Bruxelles e nelle capitali europee, dove si osserva con attenzione la crescente frammentazione della cooperazione spaziale globale. Mentre l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) mantiene una complessa relazione con la Cina, bilanciando collaborazioni scientifiche con preoccupazioni strategiche, l'Italia – con il suo storico impegno nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e nelle missioni NASA – si trova a riflettere su un panorama in rapido mutamento. L'avanzata cinese, se da un lato offre potenziali opportunità di ricerca, dall'altro accentua la competizione per l'influenza tecnologica e la definizione delle future regole di governance orbitale.
Guardando avanti, l'ingresso del Pakistan nel club ristretto degli astronauti sotto l'egida cinese prefigura un'era di 'costellazioni' spaziali parallele e in competizione. La Tiangong si appresta a diventare un hub per nazioni emergenti o esterne all'orbita occidentale, ridisegnando le alleanze anche oltre l'atmosfera. Per l'Europa, la sfida sarà navigare questo dualismo senza rimanere intrappolata in una nuova cortina di ferro spaziale, preservando al contempo l'autonomia strategica e i vantaggi della cooperazione internazionale in un dominio sempre più congestionato e conteso.
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