
Pragmatismo sul Mare del Nord e riforme: la svolta del premier britannico Andy Burnham
Il nuovo primo ministro laburista apre a nuove trivellazioni, annuncia la devoluzione fiscale ai sindaci e promette una riforma dell’assistenza sociale, suscitando reazioni contrastanti.
Nel suo primo colloquio con il presidente americano Donald Trump, il neo-premier britannico Andy Burnham ha dichiarato che adotterà un 'approccio pragmatico' allo sfruttamento degli idrocarburi nel Mare del Nord, segnando un potenziale distacco dall’impegno del manifesto laburista del 2024 che escludeva il rilascio di nuove licenze. Burnham ha sottolineato che, in un momento di difficoltà economica, non si possono ignorare le risorse energetiche disponibili, lasciando intendere la possibilità di autorizzare i progetti di gas e petrolio di Jackdaw e Rosebank, attualmente in attesa di approvazione dopo le consultazioni previste fino ad agosto. Trump ha accolto con favore la mossa, affermando che renderà il Regno Unito 'un Paese ricco', mentre i Verdi hanno messo in guardia contro l’aggravamento della crisi climatica.
Parallelamente, Burnham ha rilanciato l’agenda di devolution, annunciando che i sindaci delle aree metropolitane inglesi potranno trattenere una quota dell’imposta sul reddito e delle tasse sulle attività produttive raccolte nei loro territori. L’obiettivo, ha spiegato il premier – già sindaco di Greater Manchester per nove anni – è 'portare il potere fuori da Westminster' e incentivare la crescita locale. Il piano, che sarà dettagliato in un libro bianco in autunno, prevede un meccanismo di perequazione per le zone a minore gettito fiscale. In parallelo, Burnham ha promesso una riforma radicale dell’assistenza sociale, definendo il sistema attuale iniquo quanto la sanità americana e dichiarando che chi si prende cura degli altri dovrebbe essere 'il meglio pagato della società'. Ha inoltre annunciato l’avvio di colloqui trasversali con conservatori e liberal-democratici, senza però fornire dettagli sulle coperture finanziarie, rispettando l’impegno a non aumentare le aliquote principali.
Un’ulteriore spinta redistributiva emerge sul fronte della tassazione immobiliare. In un’intervista alla Bbc, Burnham ha sostenuto la recente imposta sulle abitazioni di valore superiore a due milioni di sterline introdotta dall’ex cancelliera Rachel Reeves, definendola 'solo l’inizio'. Ha inoltre evidenziato come la council tax pagata in alcune zone di Manchester sia più alta di quella versata per case londinesi ben più costose, auspicando una tassazione proporzionale al valore degli immobili. Secondo la stampa britannica, l’inasprimento fiscale potrebbe servire a finanziare il potenziamento dell’assistenza sociale, anche se Downing Street non ha confermato collegamenti diretti.
Le prime mosse di Burnham delineano una strategia che combina pragmatismo energetico e riformismo sociale, cercando di ricucire il rapporto con Washington e di rispondere alle disuguaglianze territoriali. Le consultazioni sui giacimenti di Rosebank e Jackdaw si concluderanno entro la metà di agosto, dopo le quali l’autorità di regolazione presenterà le proprie raccomandazioni. Sul fronte interno, il libro bianco sulla devoluzione è atteso con la manovra di bilancio autunnale, mentre il percorso di riforma dell’assistenza sociale resta ancora privo di un cronoprogramma definito.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa iraniana e affini | +0.10 | neutral |
Il governo britannico addotta una linea pragmatica per lo sfruttamento del Mare del Nord, rispondendo alle pressioni americane senza rompere con le promesse elettorali.
Il resoconto si limita a ripetere le dichiarazioni ufficiali, senza approfondire le contraddizioni con il programma laburista.
Non viene menzionato il contesto della crisi climatica o le critiche degli ambientalisti.
Il premier Burnham tiene una linea realista: sfruttare le risorse del Mare del Nord senza abbandonare la transizione energetica, mentre si rafforza la dissuasione nucleare.
L'uso di aggettivi come 'pragmatico' e 'bedrock' normalizza la continuazione dell'estrazione petrolifera come necessaria, senza problematizzarla.
Non vengono riportate le voci degli attivisti climatici o i dettagli degli obblighi internazionali sul clima.
Burnham rompe con la freddezza tecnocratica dei suoi predecessori, promettendo un governo vicino alla gente e tassando i ricchi.
La narrazione si concentra sul carisma personale di Burnham e sulle sue prime mosse simboliche, ignorando le contraddizioni programmatiche.
Non si discute la sua posizione sul petrolio del Mare del Nord o le implicazioni per la transizione energetica.
Il Regno Unito si allinea alle esigenze di sicurezza iraniane, offrendo collaborazione per la riapertura di Hormuz.
L'articolo presenta la posizione britannica come una concessione alle richieste iraniane, omettendo la cornice della pressione internazionale.
Non viene menzionato il contesto del petrolio del Mare del Nord o le sanzioni contro l'Iran.
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