
Prudential Bank attiva il sistema panafricano PAPSS sulla sua app mobile
L’integrazione consente pagamenti transfrontalieri istantanei in valute locali in oltre ventuno Paesi, mentre in Ghana e Kenya la fiducia nella sicurezza dei dati si conferma il vero pilastro dell’economia digitale.
Prudential Bank Ltd ha attivato il Pan African Payment and Settlement System (PAPSS) sulla propria applicazione di mobile banking, permettendo ai clienti di inviare e ricevere pagamenti transfrontalieri in tempo reale e direttamente nelle valute locali dei Paesi africani aderenti. L’annuncio segna un passo concreto verso l’integrazione finanziaria continentale, riducendo la dipendenza dalle valute forti e dai costosi processi di conversione. Secondo il direttore generale facente funzione della banca, Ebow Quayson, l’iniziativa è in linea con gli obiettivi dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) e con la politica ghanese di un’economia operativa ventiquattro ore su ventiquattro.
Il sistema PAPSS, promosso da Afreximbank in collaborazione con l’Unione Africana e il segretariato AfCFTA, collega già più di centottanta banche commerciali e società fintech in oltre ventuno Paesi. Mike Ogbalu III, amministratore delegato di PAPSS, ha definito l’ingresso di Prudential Bank «una pietra miliare nella costruzione di un ecosistema di pagamenti unificato ed efficiente per l’Africa», capace di abbattere barriere di lunga data e di aprire nuove opportunità per imprese e individui. L’operatività tramite app rende il servizio accessibile a una platea più ampia di utenti retail, non solo alle grandi aziende.
L’accelerazione dei pagamenti digitali si scontra tuttavia con una crescente domanda di fiducia. Durante il JoyNews Digital Economy Forum di Accra, dedicato al tema “La crisi di fiducia: perché la frode frena l’economia digitale del Ghana”, il responsabile regolatorio di MobileMoney Fintech Limited, Godwin Kwami Tamakloe, ha rassicurato che i fondi dei portafogli di moneta elettronica sono custoditi in conti fiduciari regolamentati presso banche partner, sotto la supervisione della Banca del Ghana, e non direttamente dagli emittenti di moneta elettronica. Il direttore generale dell’Associazione delle banche ghanesi, John Awuah, ha insistito sulla necessità di una maggiore collaborazione tra istituti tradizionali e fintech, mentre il vice direttore dell’Autorità per la cybersicurezza, Stephen Cudjoe-Seshie, ha invocato un rafforzamento della cooperazione contro minacce informatiche sempre più sofisticate.
I dati provenienti dal Kenya confermano che la sicurezza percepita è ormai il primo criterio di scelta dei consumatori africani. Secondo il rapporto TransUnion H1 2026, il 91 per cento dei kenioti considera la protezione dei dati personali il fattore decisivo nelle transazioni online, ben al di sopra della media globale del 67 per cento. L’indagine PwC 2025 East Africa Digital Trust Insights rivela che l’80 per cento dei consumatori kenioti non tornerebbe su una piattaforma dove ha subito una frode e il 67 per cento ha già cambiato sito per motivi di sicurezza. Il Global Anti-Scam Alliance stima che l’83 per cento degli adulti kenioti abbia subito almeno una truffa nell’ultimo anno, mentre il Microsoft 2025 Digital Defense Report segnala un’impennata del 195 per cento di documenti d’identità generati con intelligenza artificiale per eludere i controlli.
L’attivazione di PAPSS sull’app di Prudential Bank rappresenta quindi un tassello di un’infrastruttura che potrà reggere solo se accompagnata da un salto di qualità nella cybersicurezza e nella capacità di contrasto. Il prossimo banco di prova sarà l’estensione del servizio ad altre istituzioni finanziarie ghanesi e la capacità delle autorità di regolamentazione di rispondere alla sofisticazione delle frodi, in un continente dove, secondo Interpol, i reati informatici rappresentano già oltre il 30 per cento di tutti i crimini denunciati in Africa occidentale e orientale.
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