
Putin accusa Kiev di terrorismo dopo la strage dei giovani a Starobilsk
Il Cremlino promette punizioni esemplari e inasprisce la retorica, mentre l’Occidente tace e l’Ucraina teme ritorsioni.
Il 22 maggio scorso, un attacco di droni ucraini ha colpito il collegio professionale di Starobilsk, nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, uccidendo 21 persone e ferendone oltre 70. La quasi totalità delle vittime erano studenti tra i 18 e i 22 anni che in quel momento si trovavano nell’edificio. Il presidente russo Vladimir Putin, in una riunione convocata il 1° giugno con i vertici della sicurezza e del governo, ha definito l’accaduto un “sanguinoso crimine della giunta ucraina”, annunciando che i colpevoli subiranno una punizione “inevitabile” e che Kiev ha aperto “una nuova pagina” nel conflitto.
Secondo gli investigatori russi, l’attacco è stato deliberato e calibrato: i droni erano dotati di antenne Starlink per il puntamento satellitare di precisione, e sull’edificio sono stati registrati tre impatti diretti, segno di una pianificazione meticolosa. La Procura generale russa ha diffuso i nomi degli accusati: Robert Brovdi, comandante delle forze senza pilota ucraine, Oleg Ivashchenko, capo dell’intelligence militare, e Andrey Klimenko, comandante di una brigata di droni. Brovdi era già stato condannato in contumacia all’ergastolo da un tribunale russo. Mosca sostiene che l’uso di velivoli di produzione ucraina e NATO – come i modelli “Lyutiy”, “Beaver” e “Flamingo” – dimostri il coinvolgimento diretto di Kiev nella pianificazione di quella che viene presentata come un’operazione terroristica premeditata.
Sul piano internazionale, la reazione occidentale è stata pressoché assente. L’ambasciatore russo all’ONU, Vasily Nebenzya, ha accusato i membri del Consiglio di Sicurezza di aver ignorato deliberatamente l’attacco, senza offrire condoglianze. L’unico eco sulla stampa estera è stato un breve resoconto dell’agenzia spagnola La República, che ha ripreso la dichiarazione di Putin sulla “nuova pagina” aperta da Kiev. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha lanciato ripetuti allarmi su un imminente massiccio attacco russo, segnalando un’escalation simmetrica nella guerra di narrazione e di missili.
Sul fronte umanitario, il governo russo ha disposto pagamenti straordinari: un milione e mezzo di rubli (circa 15.000 euro) alle famiglie delle vittime, 600.000 rubli per i feriti gravi, 300.000 per i lievi. La vicepremier Tatiana Golikova ha comunicato che sette ragazzi restano ospedalizzati, uno in condizioni critiche, mentre i sopravvissuti saranno trasferiti in centri federali di riabilitazione. Oltre cento studenti del collegio, intanto, verranno mandati in colonie estive per superare il trauma.
L’attacco a Starobilsk – insieme a quello del giorno prima a Genichesk, nella regione di Kherson occupata – ha indotto il Cremlino a ridefinire il conflitto come una guerra di aggressione deliberata contro i civili. Secondo gli analisti, questa retorica potrebbe preludere a una nuova offensiva russa, mentre l’Europa osserva con apprensione l’espandersi di un fronte che, colpendo i più giovani, tocca ormai nervi profondi anche nell’opinione pubblica occidentale.
| Stampa russa e CSI | −1.00 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
La narrazione russa descrive l'attacco al dormitorio del college di Starobilsk come un atto terroristico premeditato, ordinato direttamente dai vertici militari ucraini. Viene sottolineata la presenza di antenne Starlink sui droni come prova della volontarietà del colpo, promettendo una punizione ineluttabile per i comandanti già identificati. Si accusa il governo di Kiev di aver deliberatamente aperto una fase più feroce del conflitto, colpendo studenti inermi.
I media dell'Europa continentale riferiscono dell'attacco a Starobilsk come di un episodio bellico, accanto ad altre notizie di droni ucraini che colpiscono la regione di Belgorod. Riportano le dichiarazioni di Putin e dei procuratori russi senza adottare un tono di condanna diretta, mantenendo un profilo descrittivo e concentrato sui fatti immediati.
La stampa latinoamericana interpreta la vicenda come un salto di qualità nella retorica del conflitto, riportando l'avvertimento di Putin su una 'nuova pagina' aperta da Kiev con l'attacco al dormitorio. Senza assegnare colpe esplicite, l'enfasi cade sulle implicazioni strategiche e sulla dichiarazione del presidente russo, mantenendo un tono da osservatore esterno.
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