
Reitan vince a sorpresa, il PGA Championship si avvicina: la scena golfistica è in fermento
Il norvegese Kristoffer Reitan trionfa al Truist Championship, superando Fowler e Højgaard. La scena si prepara al major di Aronimink, tra assenze e ritorni.
Il mondo del golf ha assistito a un exploit che sa di favola moderna. Kristoffer Reitan, ventottenne norvegese pressoché sconosciuto al grande pubblico, ha vinto il Truist Championship a Charlotte, imponendosi con due colpi di vantaggio su Rickie Fowler e il danese Nicolai Højgaard. Un successo che vale 33 milioni di corone svedesi e, soprattutto, l’accesso al PGA Championship di Philadelphia, in programma da giovedì.
Fino a domenica, solo Viktor Hovland aveva portato la bandiera norvegese sul gradino più alto del PGA Tour. Ora Reitan si aggiunge a quella schiera ristretta, regalando all’Europa del nord un nuovo orgoglio sportivo. La sua vittoria è arrivata nonostante un finale tesissimo: Fowler, autore di un giro in 65 colpi, aveva messo pressione con una rimonta da sette colpi di svantaggio, ma un bogey alla buca 18 gli ha tolto ogni possibilità.
L’americano, ora 37enne, ha dimostrato di essere tornato competitivo nei grandi appuntamenti, alimentando le voci su una possibile rinascita dopo anni di alti e bassi. Quello che manca per completare il quadro è il definitivo ritorno alla vittoria, ma il suo gioco solido a Quail Hollow parla chiaro. Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, un altro astro nascente ha fatto parlare di sé.
Yurav Premlall, sudafricano 22enne, ha vinto il Catalunya Championship con un margine di quattordici colpi, sfiorando il record di Tiger Woods al PGA Championship del 2000. Un risultato che lo proietta sulla scena europea, mentre Lucas Herbert, dall’Australia, ha conquistato il primo titolo LIV Golf in Virginia, superando Sergio García di quattro colpi e guadagnandosi un posto allo US Open di New York. Segnali di un ricambio generazionale che non risparmia nessuno.
Sul fronte fisico, Rory McIlroy ha destato qualche preoccupazione zoppicando durante l’ultimo giro a Charlotte, ma ha poi rassicurato: solo una vescica sotto l’unghia del mignolo del piede destro. Niente che possa fermarlo nella difesa del Masters conquistato ad aprile. Il nordirlandese arriva ad Aronimink da favorito, insieme al numero uno del mondo Scottie Scheffler, campione uscente del PGA Championship.
Ma l’attenzione è anche su Jordan Spieth, che tenterà per la decima volta l’impresa del Grande Slam in carriera, dopo aver fallito finora al PGA Championship, e sulla pattuglia scandinava che include lo svedese Ludvig Åberg, ottimo ottavo a Charlotte, e i connazionali Alex Norén e Mikael Lindberg. La sfida si annuncia avvincente, anche per gli spettatori: il problema di seguire un torneo su 18 buche sta spingendo il PGA Tour a esplorare soluzioni 5G per offrire una copertura più coinvolgente. Tra innovazione tecnologica e talenti emergenti, il golf del 2026 sembra già scritto in una nuova grammatica.
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