
Rod Stewart, Dalila e la caduta al Madison Square Garden: il lato fragile della musica dal vivo
Dall’ossigeno sul palco di Salt Lake City alla sospensione dei concerti in Argentina, fino alla morte di uno spettatore a New York: una settimana di incidenti rivela la precarietà della performance dal vivo.
Era quasi mezzanotte all’Utah First Credit Union Amphitheatre di West Valley City, a oltre milleduecento metri d’altitudine – un dato che i media italiani hanno subito collegato al malore – quando Rod Stewart ha smesso di camminare. L’ottantunenne cantante britannico, in tour con il suo “One Last Time”, si è aggrappato agli strumenti e alle quinte, visibilmente senza fiato, prima di rivolgersi al pubblico con una confessione spiazzante: «Ho quasi perso i sensi. Vi dispiace se mi siedo?». Due assistenti sono accorsi sul palco con una bombola d’ossigeno e un impacco freddo, mentre la folla lo incoraggiava con un applauso prolungato. Stewart ha ripreso a cantare da una sedia, e lo spettacolo è andato avanti.
L’episodio non è isolato. Nelle settimane precedenti il cantante di “Da Ya Think I’m Sexy?” aveva già cancellato concerti a Las Vegas e San Diego per infezioni respiratorie, laringite e sinusite, scatenando anche qualche polemica quando, il giorno dopo un annullamento, era stato avvistato sugli spalti di una partita dei Mondiali di calcio con i figli e un bicchiere in mano. Il tour, che toccherà l’Italia il 2 luglio a Bassano del Grappa, è stato presentato come l’addio alle grandi produzioni, ma non alla musica: «Sono in forma, ho una folta chioma e corro i cento metri in diciotto secondi», ha ribadito lui con l’ironia di sempre. Eppure l’immagine dell’anziano rocker con la mascherina dell’ossigeno ha fatto il giro del mondo, riaccendendo un interrogativo che riguarda molti artisti della sua generazione: fino a che punto il corpo può reggere il rito del concerto?
La fragilità non colpisce solo i veterani. Negli stessi giorni, a New York, un uomo di cinquantun anni è morto dopo essere precipitato dal livello superiore del Madison Square Garden durante un concerto della jam band Goose. Le autorità newyorkesi hanno riferito che l’uomo, presente con la moglie, è caduto dalla sezione 300, un’altezza che corrisponde alla balconata più alta dell’arena. La band ha sospeso solo idealmente la performance, portando a termine la scaletta di sedici brani prima di esprimere il proprio cordoglio. Non è la prima volta che un grande impianto newyorkese è teatro di una caduta fatale: nel 2021 un uomo morì al Citi Field durante un concerto dei Dead & Company. Più a sud, in Argentina, la cantante di cumbia Dalila è stata portata via svenuta dal palco di Avellaneda, Santa Fe, e ha poi cancellato una serie di date, pubblicando un video in cui appariva stanca e con la voce spenta. «Non sono in condizioni di reggere due spettacoli nella stessa notte», hanno comunicato i suoi rappresentanti, alimentando l’apprensione di un pubblico latinoamericano che la segue con devozione.
Il concerto dal vivo è un rito di euforia collettiva, ma anche un momento di estrema esposizione fisica ed emotiva, per chi sta sul palco e per chi sta sotto. La linea che separa il trionfo dall’incidente è sottile, e talvolta basta un colpo di tosse, un gradino mal calcolato o un’altitudine insidiosa a trasformare la festa in allarme. A West Valley City, Rod Stewart ha ripreso il microfono dopo l’ossigeno e ha detto: «Lo spettacolo deve continuare». Per il resto della serata ha cantato da seduto, con la bombola accanto come un compagno discreto ma eloquente. Un’immagine che resterà, forse, più di qualsiasi hit.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.30 | aligned |
| Stampa latinoamericana | +0.60 | aligned |
Mbappé riconosce Messi e Ronaldo come i migliori, senza ulteriori commenti.
La notizia viene presentata come una semplice citazione, evitando qualsiasi contestualizzazione o valutazione, il che la rende apparentemente oggettiva ma priva di profondità.
Manca qualsiasi riferimento alle critiche italiane al Mondiale o alla reazione dell'opinione pubblica, presenti invece nei resoconti europei.
Il Mondiale funziona benissimo anche senza l'Italia; i critici italiani rosicano invano.
L'articolo adotta un tono ironico e sprezzante verso le critiche italiane, ribaltando la narrativa di fallimento in una di successo, e usa il sarcasmo per delegittimare gli oppositori.
Non vengono riportati i dettagli delle partite o le prestazioni delle squadre, che invece appaiono nei resoconti latinoamericani.
La Spagna domina e vince con autorità; i giovani talenti brillano.
Il racconto si concentra sui momenti salienti e sui record, costruendo una narrazione di successo e progresso, senza spazio per critiche o contestualizzazioni politiche.
Manca qualsiasi menzione delle critiche italiane al Mondiale o delle tensioni geopolitiche legate al torneo, presenti nei resoconti europei.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
7 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAmazon finanzia in Texas una maxi-centrale a gas per l’IA: emissioni record
5 lingue · 10 testate