
San Paolo, tenente-coronel accusato di femminicidio ottiene la pensione: polemiche in Brasile
La Polizia Militare di San Paolo ha ufficializzato il passaggio in riserva del tenente-coronel Geraldo Leite Rosa Neto, accusato dell'omicidio della compagna, la soldato Gisele Alves Santana, e di frode processuale. Il provvedimento, pubblicato martedì 9 luglio sul Diario Oficial dello Stato, equivale di fatto a una pensione di circa 20.000 reais mensili (circa 3.600 euro), nonostante l'ufficiale si trovi in carcere dal 18 marzo in regime di custodia cautelare. La decisione ha suscitato un acceso dibattito in Brasile, dove il caso è diventato simbolo delle contraddizioni del sistema giudiziario e militare.
Secondo fonti della Procura di San Paolo, la richiesta di pensionamento era stata presentata ad aprile, subito dopo l'arresto, e inizialmente i vertici della Polizia Militare avevano assicurato che l'ufficiale sarebbe stato espulso e avrebbe perso ogni diritto economico. Tuttavia, il decreto firmato dal colonnello Antonio Thomazelli Júnior, direttore dell'Inattività e Pensione Militare, ha smentito quelle promesse, generando indignazione tra i movimenti femministi e l'opinione pubblica. Dal punto di vista legale, la normativa brasiliana prevede che il passaggio in riserva possa avvenire anche in caso di procedimenti penali in corso, ma la discrepanza tra le dichiarazioni ufficiali e l'atto concreto ha alimentato critiche sulla mancanza di trasparenza.
La vicenda ha attirato l'attenzione anche in Europa, dove organizzazioni per i diritti umani hanno sottolineato come il caso evidenzi le difficoltà nel contrastare la violenza di genere in contesti istituzionali. Secondo analisti di Bruxelles, il Brasile rischia di minare la credibilità delle proprie riforme legislative se figure pubbliche accusate di reati gravi continuano a godere di privilegi economici. A San Paolo, intanto, la difesa di Rosa Neto ha annunciato ricorso contro la custodia cautelare, mentre la Procura valuta se chiedere la revoca della pensione in via amministrativa. Il caso resta aperto, con implicazioni che vanno oltre il singolo episodio, toccando il nodo della responsabilità delle forze armate e della tutela delle vittime.
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