
Scaloni dopo la finale persa: "Grandi nella vittoria e nella sconfitta, la Spagna è stata superiore"
Il ct argentino riconosce il dominio iberico ma difende il percorso dei suoi giocatori, chiedendo di valorizzare il secondo posto mondiale.
La finale del Mondiale 2026 si è chiusa con la vittoria della Spagna per 1-0 sull’Argentina, decisa da un gol di Ferran Torres nei tempi supplementari al MetLife Stadium del New Jersey. Al termine della partita, il commissario tecnico argentino Lionel Scaloni ha rilasciato dichiarazioni che, pur riconoscendo la superiorità degli avversari, hanno spostato il baricentro del discorso sull’orgoglio e sulla resilienza della propria squadra. «Sono stati migliori, questa è la verità», ha ammesso Scaloni, secondo quanto riportato da fonti sudamericane ed europee, «ma conservo un ricordo enorme di questi ragazzi, di ciò che hanno fatto e del valore di essere arrivati fin qui».
Secondo gli analisti sudamericani, l’intervento di Scaloni va letto come un tentativo di blindare l’eredità di un ciclo che ha portato l’Argentina a due finali consecutive, un traguardo che nessuna nazionale raggiungeva dal 1962. Il tecnico ha insistito sulla necessità di «essere grandi nella vittoria e nella sconfitta», dimostrando – ha detto – «che sappiamo perdere». Ha ringraziato i tifosi e ha sottolineato come l’impegno profuso dai giocatori, arrivati alla finale in condizioni fisiche molto provate, costituisca «un grande esempio per la nostra gente e per il nostro Paese». L’ottica di Buenos Aires, così come emerge dai media locali, è quella di un’Argentina che, pur non riuscendo a difendere il titolo conquistato in Qatar nel 2022, esce dal torneo con la consapevolezza di aver confermato la propria statura internazionale.
Dall’altro lato, la prospettiva europea – e in particolare quella spagnola – celebra la seconda stella della Roja, a quattordici anni dal trionfo in Sudafrica, e interpreta le parole di Scaloni come un riconoscimento della netta supremazia mostrata dalla squadra di Luis de la Fuente, capace di chiudere la gara con venti tiri a zero nei confronti di un’Argentina rimasta in dieci uomini per l’espulsione di Enzo Fernández. Per gli osservatori del Vecchio Continente, la finale ha messo in luce la capacità della Spagna di imporre un controllo territoriale e un pressing asfissiante, elementi che hanno finito per logorare la resistenza albiceleste, nonostante le parate decisive di Emiliano Martínez.
Scaloni ha anche voluto rivendicare il valore del secondo posto, ribaltando implicitamente la celebre massima di Carlos Bilardo secondo cui «del secondo non si ricorda nessuno». «Io sì che mi ricordo dei secondi – ha dichiarato – perché arrivare fin qui costa tantissimo». Una presa di posizione che, secondo fonti vicine alla federazione argentina, mira a proteggere il gruppo dalle critiche e a preparare il terreno per il futuro, in un momento in cui il ciclo di Lionel Messi volge al termine. «Quando si dà tutto così – ha concluso il ct – è molto difficile rimproverare qualcosa». Il Mondiale 2026 si chiude dunque con l’Argentina che, pur sconfitta, lascia un messaggio di continuità e di orgoglio, mentre la Spagna si appresta a inaugurare una nuova era di dominio nel calcio globale.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
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L'Argentina perde con dignità, il dolore è grande ma la squadra è stata all'altezza. Messi e Scaloni trasmettono un messaggio di orgoglio e gratitudine, mentre il popolo argentino si stringe attorno ai suoi eroi. La sconfitta è vissuta come una ferita che richiederà tempo per rimarginarsi.
La vittoria della Spagna è un dato di fatto, ma l'attenzione è rivolta al futuro delle squadre africane e alle sfide interne. La sconfitta argentina non è una notizia prioritaria; si guarda già al 2030.
La vittoria della Spagna era prevedibile secondo i sondaggi, confermando le aspettative. L'interesse è principalmente sul risultato e sul torneo, senza particolare enfasi sulle reazioni argentine.
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