
Argentina svela i 55: Messi c’è, Dybala no. Scaloni avvia il ricambio
La prelista per il Mondiale 2026 include la stella e 14 eroi di Qatar, ma esclude il romanista Dybala. Un primo taglio che parla di futuro.
Lionel Scaloni ha compiuto il primo passo ufficiale verso la difesa del titolo mondiale: lunedì la Federcalcio argentina ha depositato presso la Fifa la prelista di 55 giocatori per il Mondiale di Stati Uniti, Messico e Canada. In testa, naturalmente, Lionel Messi, accompagnato da buona parte della colonna vertebrale che trionfò a Qatar 2022: Emiliano Martínez, Nicolás Otamendi, Rodrigo De Paul, Lautaro Martínez e Julián Álvarez, solo per citare i nomi più noti. Tuttavia, la lista ha subito acceso il dibattito per le esclusioni eccellenti. La più rumorosa è quella di Paulo Dybala, trequartista della Roma e campione del mondo, che paga una stagione segnata da infortuni e scarsa continuità. Con lui sono rimasti fuori anche Ángel Correa, Juan Foyth e, per scelte già annunciate, Ángel Di María e Franco Armani. Secondo gli analisti di Buenos Aires, il messaggio è chiaro: inizia il ricambio generazionale.
La selezione, che dovrà essere ridotta a 26 nomi entro il 1° giugno, mescola esperienza e giovani promesse. Tra le new entry spiccano Franco Mastantuono, Nico Paz e Gianluca Prestianni, talenti cresciuti nei vivai europei e sudamericani. In difesa Scaloni ha voluto una rosa ampia, con diciotto difensori, segno di una ricerca di solidità. Intanto, l’Italia segue con attenzione l’evoluzione dell’Albiceleste: Dybala è un simbolo della Serie A e la sua esclusione pesa anche sul campionato nostrano, dove si discute se il calo di rendimento sia stato determinante. Da Bruxelles, gli osservatori Uefa notano che l’Argentina conferma una tendenza al rinnovamento precoce, a differenza di altre nazionali che si aggrappano ai veterani fino all’ultimo.
Non è solo la nazionale albiceleste a portare firme italo-argentine in Nordamerica. Per la prima volta, sei commissari tecnici argentini siederanno sulle panchine di altrettante selezioni: oltre allo stesso Scaloni, ci sono Mauricio Pochettino (Stati Uniti), Gerardo Martino (Messico), Fernando Batista (Venezuela), Gustavo Alfaro (Costa Rica) e Daniel Garnero (Paraguay). Un primato che racconta di una scuola tecnica apprezzata in tutto il continente. Sul fronte interno, la competizione per gli ultimi due posti nella lista definitiva resta aperta: in porta, dopo i sicuri Emiliano Martínez e Gerónimo Rulli, la terza maglia è contesa tra Juan Musso e Walter Benítez, mentre a centrocampo Scaloni valuta se inserire un regista di rottura o un trequartista puro. La deadline del 30 maggio segnerà il taglio finale, ma la sensazione è che il nucleo sia già fissato: l’Argentina punta a coniugare l’eredità di Qatar con la freschezza necessaria per affrontare un torneo allargato e insidioso.
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