
Sequestri record in America Latina: la cocaina viaggia verso l’Europa, i cartelli colpiti
Oltre due tonnellate di stupefacenti intercettate in Colombia, Brasile, Messico e Argentina in operazioni coordinate con agenzie statunitensi; cinque ecuadoriani arrestati a Lázaro Cárdenas e due presunti emissari di Sinaloa catturati a Medellín.
In una serie di operazioni condotte nell’arco di poche ore tra giovedì e venerdì, le forze di sicurezza latinoamericane hanno inferto colpi simultanei alle reti del narcotraffico transnazionale, sequestrando carichi per un valore complessivo di decine di milioni di dollari e arrestando almeno nove persone. Il bilancio provvisorio, frammentato tra diversi Paesi, delinea una geografia del traffico che dall’America meridionale punta con insistenza verso i mercati europei e nordamericani.
Il carico più ingente è stato neutralizzato nel porto colombiano di Turbo, nella regione dell’Urabá: secondo le autorità di Bogotá, 1.300 chilogrammi di cloridrato di cocaina erano occultati in un container a bordo di una motonave in attesa di salpare per l’Europa. L’operazione, condotta dalla Direzione Antinarcotici e dall’Intelligence della Polizia Nazionale colombiana insieme alla Armada e all’agenzia statunitense Homeland Security Investigations, ha permesso di individuare il container contaminato con la tecnica del “tuleo” – l’aggancio subacqueo dei pacchi allo scafo da parte di sommozzatori. Fonti investigative attribuiscono il carico al Clan del Golfo, il gruppo armato organizzato che controlla ampie porzioni del narcotraffico nel nord del Paese. Il valore della merce è stimato in circa 7.800 milioni di pesos colombiani; secondo i calcoli ufficiali, la neutralizzazione ha impedito l’immissione sul mercato di oltre tre milioni di dosi.
Parallelamente, nel Paraná brasiliano, la Polícia Civil ha intercettato a Campo Largo 459 chili di droga – 352 di cocaina e 107 di crack – insieme a un arsenale che comprendeva un fucile AR15, nove pistole e componenti di fucili calibro 7,62. Due uomini sono stati arrestati in flagranza; uno di essi presentava una patente falsa e risultava destinatario di un mandato di cattura pendente. Le autorità di Curitiba valutano il pregiudizio economico per il gruppo criminale in oltre 22 milioni di reais. In Messico, nel porto di Lázaro Cárdenas – snodo strategico del Pacifico già noto per l’elevato volume di traffici illeciti – la Marina, in coordinamento con la Aduana e la Fiscalía, ha sequestrato 137 chili di presunta cocaina nascosti in un container e ha arrestato cinque cittadini ecuadoriani. L’imbarcazione era monitorata da giorni a seguito di un alert internazionale. Le stime ufficiali parlano di un danno economico superiore a 29 milioni di pesos e di circa 274 mila dosi sottratte al mercato.
Sul fronte delle catture, a Medellín la Polizia colombiana, con il supporto di DEA, U.S. Marshals e Interpol, ha arrestato due fratelli stranieri – identificati come Pacheco – destinatari di una richiesta di estradizione da parte della Corte distrettuale dell’Ohio per traffico internazionale di stupefacenti. Secondo gli investigatori, i due fungevano da intermediari tra il Clan del Golfo e il Cartello di Sinaloa per coordinare spedizioni di cocaina verso Centroamerica, Messico e Stati Uniti. L’operazione, condotta nel quartiere Laureles, è stata presentata dalle autorità come una dimostrazione dell’efficacia della cooperazione giudiziaria e di intelligence tra Colombia e Stati Uniti.
Restano aperti interrogativi sulla destinazione ultima di parte dei carichi e sull’identità di altri soggetti coinvolti. Le procure di Paraná, Michoacán e Antioquia hanno avviato indagini per ricostruire le rotte e i meccanismi di contaminazione dei container. In Argentina, un pattugliamento fluviale della Gendarmería sul Río Bermejo ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di foglie di coca e 21.750 pacchetti di sigarette di contrabbando, abbandonati da trafficanti in fuga su imbarcazioni di fortuna: un episodio che, pur non coinvolgendo cocaina raffinata, conferma la persistenza di flussi illegali lungo le frontiere andine. Le indagini, coordinate a livello bilaterale e multilaterale, proseguono per accertare l’esistenza di connessioni tra i diversi sequestri e la rete di gruppi criminali che, secondo gli analisti di sicurezza regionali, continuano a considerare l’Europa una destinazione prioritaria per i carichi di cocaina sudamericana.
| Stampa latinoamericana | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.10 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.50 | aligned |
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
Le forze di polizia in Brasile, Colombia e Messico hanno condotto operazioni coordinate che hanno portato a sequestri record di cocaina e armi, smantellando reti di traffico legate ai cartelli. Le autorità sottolineano l'efficacia della cooperazione interagenzia e il colpo inferto alle organizzazioni criminali.
Un'operazione congiunta dell'esercito, della dogana e della polizia in Algeria ha portato al sequestro di oltre 270 kg di cocaina e all'arresto di un trafficante, sventando un tentativo di contrabbando transfrontaliero. Le forze di sicurezza descrivono l'intervento come parte di uno sforzo continuo per contrastare le reti criminali organizzate che operano attraverso i confini.
Le forze dell'ordine latinoamericane, con il supporto dell'intelligence statunitense, hanno inferto un duro colpo ai cartelli che riforniscono l'Europa, sequestrando quantità record di cocaina e arrestando figure chiave. L'operazione dimostra che la cooperazione internazionale in materia di sicurezza sta producendo risultati concreti nella guerra globale alla droga.
I sequestri record in America Latina confermano che l'Europa resta il mercato di destinazione principale per la cocaina, con i porti mediterranei sempre più sotto pressione. Le autorità europee lanciano l'allarme: nonostante i successi operativi, il flusso di droga non accenna a diminuire e i cartelli stanno diversificando le rotte, rendendo necessaria una risposta coordinata e un rafforzamento dei controlli alle frontiere.
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