
Shakira fa il pieno a Copacabana: due milioni di persone per un concerto da record
La notte di sabato scorso, la spiaggia di Copacabana si è trasformata in una pista da ballo sterminata: oltre due milioni di persone hanno assistito al concerto gratuito di Shakira, un evento che per dimensioni e risonanza segna un capitolo nuovo nella storia dei megaspettacoli dal vivo. La colombiana ha così superato il record di affluenza stabilito l’anno precedente da Madonna sullo stesso arenile, confermando come Rio de Janeiro si stia imponendo come capitale mondiale dei concerti oceanici. Secondo l’amministrazione comunale, l’investimento iniziale è stato ripagato quaranta volte: il ritorno economico per la città è stato stimato in circa 155 milioni di dollari, tra turisti, ristoranti e alberghi. Un dato che, nell’ottica delle autorità brasiliane, legittima la scelta di puntare su spettacoli gratuiti come volano per l’economia locale e per l’immagine internazionale del Paese.
L’esibizione, inserita nel tour «Las Mujeres Ya No Lloran» – titolo dell’album del 2024 che ha segnato una rinascita artistica e personale per la cantante – ha offerto uno spettacolo visivo e sonoro pensato per le masse. Droni hanno disegnato nel cielo una lupa, simbolo della star, mentre sul palco Shakira si è presentata con un body ricoperto da oltre un milione di cristalli Swarovski firmati Etro, un tributo alla moda italiana che non è passato inosservato. Il concerto ha inoltre richiamato un pubblico transnazionale: fan arrivati da tutta l’America Latina hanno ballato sulle sabbie di Copacabana, mescolandosi a turisti europei e nordamericani. Per gli analisti di Bruxelles, eventi simili testimoniano la capacità della musica pop di generare flussi turistici inversi, spostando l’attenzione dal Nord al Sud globale.
Dal punto di vista italiano, il fenomeno non è solo una curiosità di costume. Pochi giorni prima, Laura Pausini si era esibita a Quito, in Ecuador, dove un problema di ossigeno rarefatto l’aveva costretta a interrompere il concerto per indossare una maschera. L’episodio, seppur circoscritto, mette in luce le difficoltà logistiche che artisti europei affrontano quando portano la loro musica in altura – ma anche il legame profondo tra il pubblico latinoamericano e i cantanti italiani, da sempre molto amati nella regione. L’eco del trionfo di Shakira a Copacabana suggerisce che l’industria dello spettacolo stia riscoprendo le piazze come luoghi di incontro di massa, in un’epoca in cui il digitale frammenta l’attenzione. Per i promoter europei, e italiani in particolare, il modello brasiliano potrebbe diventare un riferimento: concerti gratuiti finanziati da investitori privati e sponsor, capaci di attrarre milioni di persone e di generare indotto immediato. La sfida, per il prossimo futuro, sarà replicare questa formula senza sacrificare la qualità artistica, e senza trasformare le città in set pubblicitari a cielo aperto.
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