
Spacex e l’ondata di IPO dell’IA: tra utopie spaziali e timori di bolla
SpaceX punta a una valutazione di quasi duemila miliardi, mentre OpenAI e Anthropic preparano lo sbarco a Wall Street. Il risveglio dei giganti tech anni ’90 e l’euforia dell’intelligenza artificiale sollevano interrogativi tra gli investitori globali.
L’annuncio del maxi-Ipo di SpaceX, con una valutazione che potrebbe toccare i 1.800 miliardi di dollari, segna uno spartiacque per i mercati finanziari globali. Non è solo la più grande quotazione della storia: insieme a OpenAI e Anthropic, che nelle stesse settimane cercheranno di raccogliere rispettivamente 130 e 65 miliardi, si profila un’iniezione di liquidità senza precedenti, superiore al Pil di Italia, Spagna e Paesi Bassi messi insieme. Eppure, già emergono segnali di cautela. Il fondo pensioni danese AkademikerPension, con 25 miliardi di attivi, ha annunciato il boicottaggio dell’offerta, denunciando una “catastrofica” governance aziendale e una sopravvalutazione ritenuta insostenibile.
L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale sta resuscitando i titoli che furono protagonisti della bolla di fine anni ’90. Dell, Nokia, Cisco e Lenovo vedono i loro corsi azionari impennarsi grazie alla domanda di server, componenti di rete e sistemi di raffreddamento necessari all’infrastruttura dell’IA. Secondo gli analisti asiatici, proprio la catena di fornitura del continente sarà la principale beneficiaria indiretta dei collocamenti americani: i capitali raccolti finanzieranno commesse miliardarie per chip, materiali specializzati e alimentatori, innescando una nuova fase di espansione per le borse di Tokyo, Taipei e Seul.
Ma gli osservatori nordamericani mettono in guardia contro il piano a lungo termine di Elon Musk di lanciare un milione di satelliti dedicati all’elaborazione dati dell’IA entro il 2028. Con un costo stimato di duemila miliardi di dollari – l’intera valutazione attesa di SpaceX – il progetto potrebbe prosciugare le risorse della società, trasformando il titolo in una scommessa ad altissimo rischio. D’altro canto, l’ottica di Pechino e di molte capitali europee ricorda che lo spazio non è un mercato aperto qualunque: è un dominio strategico legato alla sovranità nazionale, dove i governi tendono a non affidarsi a un unico fornitore privato, per quanto tecnologicamente avanzato.
Secondo gli analisti di Bruxelles, l’afflusso di capitali verso queste Ipo rischia di drenare liquidità dai mercati europei, già provati dalla concorrenza tecnologica. I timori di una nuova bolla sono alimentati dal paragone con il ciclo delle dot-com: allora come oggi, valutazioni astronomiche si scontrano con bilanci in perdita, mentre l’innovazione reale si mescola alla speculazione. Tuttavia, a differenza del 2000, l’IA sta già trasformando interi settori economici, e la corsa agli armamenti digitali tra Stati Uniti e Cina garantisce una domanda strutturale per gli anni a venire.
La vera incognita resta la tenuta di un ecosistema finanziario sempre più interconnesso, dove i fondi pensione europei potrebbero ritrovarsi esposti a un’improvvisa volatilità – come già accaduto con Tesla – e dove il successo dei listini asiatici dipenderà dalla capacità delle imprese di trasformare gli ordini in profitti sostenibili. Se SpaceX riuscirà a mantenere le promesse di riduzione dei costi di lancio e di connettività globale, l’attuale entusiasmo potrebbe rivelarsi giustificato; altrimenti, l’eredità di questa stagione sarà ricordata come l’ennesima illusione collettiva.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.90 | critical |
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| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
| Stampa cinese | −0.30 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
Il piano di Musk di lanciare un milione di satelliti IA entro il 2028 potrebbe scatenare una catastrofe finanziaria, avvertono esperti spaziali nordamericani. Un progetto che, già con i 10.000 satelliti Starlink lanciati, farebbe precipitare SpaceX in una picchiata ad alta velocità. L'allarme è di una corsa irresponsabile verso un disastro orbitale e di mercato.
SpaceX si prepara al più grande IPO della storia, una scommessa record sull'intelligenza artificiale che conferma la trasformazione di un sogno marziano in un colosso tecnologico. L'entrata a Wall Street promette di trainare una nuova ondata di investimenti nella catena di fornitura asiatica e di rivitalizzare i mercati. Un trionfo dell'innovazione che apre prospettive di crescita senza precedenti.
Il dominio globale di SpaceX non è affatto scritto nelle stelle, perché lo spazio non è un mercato aperto qualunque, ma un dominio strategico legato a sovranità, sicurezza e politiche industriali. L'enfasi sull'IPO da 1,8 trilioni di dollari nasconde il fatto che lanci, comunicazioni e infrastrutture orbitali restano presidiati da attori statali. Le ambizioni commerciali devono fare i conti con una realtà geopolitica che non concede monopoli facili.
Uno dei maggiori fondi pensione danesi ha messo al bando l'IPO di SpaceX, giudicando l'azienda gravemente sopravvalutata e afflitta da una governance aziendale disastrosa. La decisione, che segue il disinvestimento dai titoli del Tesoro USA, segnala una profonda sfiducia nei confronti del modello di Musk. L'allarme sui rischi finanziari getta un'ombra sull'entusiasmo per la quotazione da 1,8 trilioni di dollari.
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