
Sulawesi trema ancora: magnitudo 6.7, un morto e l’ombra del trauma del 2018
Una scossa superficiale generata dalla faglia di Sausu ha riportato il panico a Palu, con edifici danneggiati, ospedali evacuati e code ai distributori, mentre il governatore era in missione a Jakarta.
Una violenta scossa di magnitudo 6.7 ha squassato l’isola indonesiana di Sulawesi nella tarda mattinata di martedì 16 giugno, con epicentro a circa 42 chilometri a sud-est di Palu e ipocentro a soli dieci chilometri di profondità. Secondo l’agenzia geofisica indonesiana BMKG, il sisma è stato generato dall’attività della faglia di Sausu – un segmento diverso da quello di Palu-Koro che nel 2018 produsse il terremoto di magnitudo 7.5 e il successivo tsunami – e non ha fatto scattare alcun allarme maremoto. Le autorità di Giacarta hanno confermato un decesso nel distretto di Sigi, mentre i feriti sono alcune decine: otto in condizioni serie, tra cui due con fratture e traumi cranici, e almeno ventiquattro contusi. Il bilancio provvisorio parla di oltre cento nuclei familiari direttamente colpiti e di danni diffusi a infrastrutture pubbliche, abitazioni e luoghi di culto.
La memoria collettiva della catastrofe di otto anni fa ha amplificato la paura. Appena avvertite le prime oscillazioni, migliaia di residenti si sono riversati in strada; diversi ospedali – tra cui l’Anutapura e l’Undata di Palu, e il Torabelo di Sigi – hanno evacuato i pazienti all’aperto, alcuni ancora attaccati a flebo, mentre una neonata venuta alla luce durante la scossa è stata trasferita in area sicura. La psicosi si è tradotta in code chilometriche a ogni stazione di servizio, con i cittadini intenzionati a fare il pieno per timore di repliche. Il governatore del Sulawesi Centrale, Anwar Hafid, si trovava a Jakarta per impegni istituzionali e ha coordinato i primi soccorsi a distanza, delegando il vicegovernatore Reny Lamadjido a visitare le zone più colpite; il suo rientro in serata è stato accompagnato da polemiche sui media locali, che ne hanno sottolineato l’assenza nel momento critico.
La contea di Sigi resta l’area più martoriata: il capo della protezione civile locale ha censito 787 case danneggiate – dodici delle quali in modo grave – distribuite in diciassette villaggi di cinque sottodistretti, mentre frane hanno interrotto la strada tra Sigi e Napu e sepolto alcuni esemplari di cervo in un’area di conservazione. A Parigi Moutong si contano almeno quindici abitazioni lesionate, e nella stessa Palu il municipio di Sigi, l’auditorium dell’Università Tadulako e due alberghi hanno subito cedimenti strutturali. Il ponte Palu III è stato chiuso per precauzione, con deviazioni del traffico gestite dalla polizia. La compagnia energetica statale Pertamina ha assicurato che la distribuzione di carburante e GPL non ha subito interruzioni, ma le scene di panico ai distributori hanno reso necessario l’intervento degli agenti per regolare la viabilità.
Le agenzie sismologiche internazionali – dall’USGS americano al Centro geofisico tedesco, passando per l’EMSC europeo – hanno confermato magnitudo e profondità, escludendo il pericolo tsunami. I media del Sud-est asiatico e del mondo arabo hanno rilanciato le immagini degli edifici sventrati e dei pazienti in barella nei cortili, riaccendendo il dibattito sulla preparazione sismica dell’arcipelago. Dopo la scossa principale, la BMKG ha registrato oltre settanta repliche, la più forte di magnitudo 5.2, e ha avvertito che il rischio di liquefazione del terreno – fenomeno che nel 2018 inghiottì interi quartieri – non può essere escluso nelle zone sabbiose con falda superficiale. Mentre le tende da campo montate accanto agli ospedali restano presidiate, la macchina della protezione civile indonesiana continua a verificare i numeri reali dello sfollamento, nella consapevolezza che ogni nuova scossa su quella faglia risveglia, assieme alla terra, la paura di un passato che non vuole passare.
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa cinese | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Un forte terremoto ha colpito Sulawesi Centrale, provocando panico, danni e un morto. Il governatore, assente perché in missione a Jakarta, è stato criticato ma ha assicurato un rapido rientro e sopralluogo. Le autorità hanno evacuato ospedali e invitato alla calma, mentre il trauma del 2018 riaffiora.
Un terremoto 'estremamente forte' ha colpito Sulawesi, facendo fuggire i residenti in preda al panico. Molti sono tormentati dal ricordo del terremoto e dello tsunami del 2018. Gli ospedali hanno evacuato i pazienti e le immagini mostrano danni ingenti, riportando alla luce il trauma passato.
Un terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito Sulawesi vicino a Palu, a bassa profondità. Le agenzie geoscientifiche statunitensi e tedesche hanno confermato l'evento, seguito da diverse scosse di assestamento. Al momento non si hanno notizie di vittime, ma la zona è nota per l'attività sismica.
Un potente terremoto si è verificato in un paese (l'Indonesia). L'EMSC ha segnalato una magnitudo di 6,7 vicino a Palu. Non si hanno ancora informazioni su vittime o danni. In precedenza, un terremoto avvertibile era stato registrato a Cuba.
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