
Svezia al Mondiale: Mellberg sostituisce sé stesso, Gudmundsson preoccupa
A pochi giorni dal debutto contro la Tunisia, la Svezia si presenta ai Mondiali con un'emergenza inaspettata. Il terzino sinistro Gabriel Gudmundsson, reduce da un infortunio che gli ha fatto saltare l'ultimo mese di Premier League con il Leeds, ha saltato due allenamenti consecutivi a Dallas a causa di sintomi influenzali. La federazione svedese ha confermato che il giocatore è stato isolato in hotel, senza fornire dettagli sulla natura del malessere. Secondo gli osservatori di Stoccolma, la sua assenza sarebbe un colpo duro per la nazionale, che conta su di lui come pedina chiave nella fase difensiva e nelle ripartenze. L'ex capitano Olof Mellberg, presente in Texas come opinionista per SVT, ha definito la situazione «piuttosto preoccupante», sottolineando come Gudmundsson fosse in crescita dopo il rientro.
Proprio Mellberg è al centro di una vicenda parallela che aggiunge un tocco di ironia alla spedizione svedese. L'ex difensore, 112 presenze in nazionale, era stato ingaggiato da SVT come volto di punta per la copertura del torneo, ma aveva rinunciato all'incarico poche settimane fa per non creare incertezze, visto che è ancora in cerca di una panchina da allenatore. Tuttavia, la rete televisiva lo ha convinto a tornare per almeno la prima fase del Mondiale, in attesa che il collega Magnus Eriksson completi le pratiche per il visto. Così Mellberg si trova a Dallas, a commentare una squadra che conosce bene, mentre il suo futuro professionale resta in bilico.
Intanto, in Messico la febbre del Mondiale sale, ma non senza tensioni. La presidente Claudia Sheinbaum ha assicurato che le forze dell'ordine non reagiranno con violenza a eventuali proteste, ma l'incertezza logistica preoccupa gli organizzatori. Per la Svezia, la partenza è segnata da questi due nodi: la salute di Gudmundsson e la necessità di trovare un sostituto all'altezza. L'Italia, che segue con attenzione il girone, potrebbe trarre indicazioni da queste difficoltà: una Svezia indebolita sulla fascia sinistra potrebbe rivelarsi un avversario meno ostico in caso di incrocio futuro. La sensazione, da Dallas a Città del Messico, è che la nazionale scandinava debba fare i conti con imprevisti che rischiano di minare le ambizioni di un gruppo già falcidiato da infortuni.
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