
Svezia ritira la riforma: niente carcere per i tredicenni, età minima resta 15 anni
Il governo svedese fa marcia indietro sul controverso progetto di abbassare a 13 anni la soglia di imputabilità penale, proponendo invece 14 anni.
Il governo svedese ha annunciato il ritiro del controverso progetto di legge che avrebbe permesso di condannare al carcere i tredicenni autori di reati gravi. Il ministro della Giustizia, Gunnar Strömmer, ha dichiarato in conferenza stampa che la proposta non avrebbe ottenuto la maggioranza in Parlamento, rischiando di far naufragare l'intero pacchetto di riforme penali. Al suo posto, l'esecutivo propone ora di abbassare la maggiore età penale da 15 a 14 anni, un compromesso che cerca di bilanciare le richieste di maggiore severità con le critiche degli esperti.
La decisione segna una netta inversione di rotta rispetto alla linea dura annunciata all'inizio dell'anno, quando il governo aveva presentato un disegno di legge per introdurre la possibilità di incarcerare i tredicenni per reati come omicidio, tentato omicidio e rapina aggravata. La misura, che avrebbe dovuto entrare in vigore il 2 agosto per un periodo sperimentale di cinque anni, era stata accolta con forte scetticismo da giuristi, psicologi e organizzazioni per i diritti dell'infanzia, sia in Svezia che a livello internazionale. Secondo gli analisti di Bruxelles, la proposta sollevava seri dubbi di compatibilità con gli standard europei in materia di giustizia minorile, che privilegiano misure educative e di reinserimento rispetto alla detenzione.
Il dietrofront del governo svedese riflette anche le divisioni interne alla maggioranza. Sebbene il progetto fosse sostenuto dai partiti di centrodestra e dall'estrema destra, l'opposizione socialdemocratica e i Verdi avevano annunciato il voto contrario, mentre alcuni esponenti della stessa coalizione di governo avevano espresso perplessità. Strömmer ha ammesso che, senza un accordo trasversale, il rischio era di rimanere ancorati all'attuale soglia dei 15 anni, un esito che il governo voleva evitare a tutti i costi. La nuova proposta sui 14 anni rappresenta quindi un tentativo di salvare il principio di un inasprimento delle pene per i minorenni, pur mitigandone gli aspetti più estremi.
La vicenda ha implicazioni che vanno oltre i confini scandinavi. In Italia, dove la maggiore età penale è fissata a 14 anni, il dibattito svedese è stato seguito con attenzione: da un lato, conferma la tendenza europea a inasprire le risposte penali alla criminalità giovanile; dall'altro, evidenzia la difficoltà di conciliare queste spinte con i principi del diritto minorile. Secondo gli osservatori di Stoccolma, il compromesso sui 14 anni potrebbe diventare un modello per altri paesi che affrontano la stessa tensione tra sicurezza e garanzie. Resta da vedere se il Parlamento svedese approverà la nuova soglia, ma il ritiro della proposta originaria rappresenta già una vittoria per chi sostiene che il carcere non sia la soluzione per i minori di 14 anni.
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