
Tamil Nadu: la vittoria a sorpresa di Vijay ridisegna la mappa politica del Sud India
L’attore Vijay strappa 108 seggi al debutto, infrangendo il duopolio dravidico. Il governatore chiede prova della maggioranza, intreccio di alleanze in corso.
Per la prima volta dal 1977, la politica tamil non è più un duello tra Dravida Munnetra Kazhagam e All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam. Il Tamilaga Vettri Kazhagam, fondato appena due anni fa dall’attore cinematografico C. Joseph Vijay, ha conquistato 108 seggi su 234 nel voto del 4 maggio, imponendosi come primo partito e costringendo i due giganti dravidici a fare i conti con un elettorato che ha chiesto “impasto fresco per i dosa”, come raccontano i votanti.
Secondo l’analisi regionale dei flussi, il colpo è stato particolarmente duro per l’AIADMK, che ha perso buona parte del suo elettorato tradizionale, mentre il DMK ha retto meglio, pur vedendo il proprio capo MK Stalin sconfitto nel suo seggio. La governabilità è però appesa a un filo: per raggiungere la maggioranza di 118 seggi, al TVK ne mancano ancora sei, dato che Vijay dovrà rinunciare a uno dei due collegi in cui è risultato eletto. Il governatore Rajendra Arlekar, dopo un incontro con il leader, ha chiesto prove documentali del sostegno di 118 deputati, lasciando in sospeso la data del giuramento.
L’unico appoggio certo è quello del Congresso, che ha rotto l’alleanza undicennale con il DMK e offerto un sostegno condizionato all’esclusione di “forze comunali”. A Delhi si valuta l’impatto di questa mossa sul fragile fronte dell’opposizione, mentre a Chennai il DMK ha accusato il Congresso di “pugnalata alle spalle”. Più complessa la posizione dell’AIADMK: dopo aver escluso qualsiasi appoggio, il partito ha spostato i suoi 47 deputati in un resort a Puducherry per evitare defezioni, ma una fronda interna spingerebbe per un’intesa con Vijay.
Stalin ha intanto garantito che il DMK non “disturberà” il nuovo governo per i primi sei mesi, auspicando la continuità delle sue misure sociali. Secondo gli osservatori europei, questa impennata del populismo mediatico in India meridionale potrebbe anticipare tendenze simili in altre democrazie, mentre a Pechino si osserva con attenzione la capacità di un outsider di scardinare equilibri consolidati. Resta l’incognita della stabilità: Zoho Sridhar Vembu, noto imprenditore, ha invocato il governo presidenziale con nuove elezioni.
Quale che sia l’esito, la geografia politica del Tamil Nadu è stata riscritta.
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