
Tempeste e polvere: il Marocco sotto l'allerta arancione meteo
La Direzione Generale di Meteorologia marocchina ha diramato un'allerta di livello arancione per forti raffiche di vento, temporali e polvere sollevata, in vigore da giovedì pomeriggio fino a venerdì. Il fenomeno più intenso coinvolge le province orientali di Figuig, Taourirt e Jerada, dove sono attese raffiche tra i settanta e gli ottanta chilometri orari, capaci di sollevare nubi di sabbia e ridurre drasticamente la visibilità. Ma la perturbazione si estende a una fascia ben più ampia del Paese: dalla regione del Rif fino all'Alto Atlante, passando per Fez e per la costa mediterranea, sono previsti rovesci temporaleschi con grandine e accumuli pluviometrici tra i venti e i trenta millimetri.
L'aggiornamento dell'ente meteorologico, diffuso nelle prime ore della giornata, conferma che le precipitazioni più violente colpiranno province come Sefrou, Boulemane, Al Hoceima, Taza, Taounate e Nador, con un prolungamento del maltempo fino alla giornata di venerdì. Per il lettore italiano, la notizia ha un duplice risvolto. Da un lato, il Marocco è una delle mete turistiche più gettonate per i ponti di primavera, e la combinazione di vento forte e polvere potrebbe causare disagi ai voli charter che collegano Roma, Milano e Bologna con Casablanca e Marrakech.
Dall'altro, gli osservatori di Bruxelles ricordano che il Nord Africa è sempre più esposto a eventi meteorologici estremi: la siccità degli ultimi anni si alterna ora a improvvise ondate di pioggia torrenziale, con conseguenze dirette sui raccolti di agrumi e ortaggi che alimentano i mercati europei. Secondo gli analisti di Rabat, l'allerta arancione non rappresenta una mera anomalia stagionale, ma si inserisce in un quadro di maggiore instabilità atmosferica legata al riscaldamento del Mediterraneo. Le correnti umide atlantiche, spinte verso sud da una circolazione depressionaria, si scontrano con l'aria calda sahariana generando quelle che i meteorologi chiamano “tempeste di polvere”: un fenomeno che, oltre a mettere a rischio la sicurezza stradale e le infrastrutture elettriche, impoverisce i suoli e danneggia le colture.
Guardando avanti, le proiezioni climatiche indicano una tendenza all'aumento dell'intensità di questi episodi, e l'Europa – Italia compresa – farebbe bene a monitorare con attenzione le ripercussioni a catena: dal rincaro dei prodotti ortofrutticoli fino alla necessità di rivedere le politiche di gestione del rischio idrogeologico nel bacino del Mediterraneo.
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