
Tentato attacco con drone a Lipsia: esplosivo vicino a un aereo ucraino, si indaga per sabotaggio
Un drone carico di esplosivo è stato trovato all’aeroporto di Lipsia/Halle, scalo cruciale per la logistica NATO e per la compagnia ucraina Antonov. L’episodio riaccende l’allarme sulle minacce ibride in Europa.
Nella tarda serata di martedì un drone non autorizzato, equipaggiato con esplosivo professionale e un detonatore, è stato scoperto all’interno dell’area di sicurezza dell’aeroporto di Lipsia/Halle, nella Germania orientale. L’ordigno, il cui innesco non ha funzionato correttamente, è stato notato da un autista di bus in servizio che lo ha allontanato con un calcio, secondo quanto riferito dal parlamentare tedesco Detlef Seif. Il velivolo si trovava nelle immediate vicinanze di un aereo cargo Antonov della compagnia ucraina Antonov Airlines, che dal 2022 ha trasferito a Lipsia il centro delle proprie operazioni logistiche a causa dell’invasione russa. Lo scalo, terzo in Europa per traffico merci e hub fondamentale per DHL, è utilizzato anche dalla NATO nell’ambito del programma SALIS per il trasporto di materiale militare.
Il procuratore federale tedesco ha aperto un’inchiesta per un grave attentato alle infrastrutture di trasporto, ipotizzando un pericolo per la sicurezza interna ed esterna del Paese. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha parlato di «scenario da attacco ibrido». Sebbene il governo tedesco non abbia formalmente accusato alcuno Stato estero, fonti dell’intelligence statunitense citate dal Wall Street Journal collegano il drone a responsabili russi, senza tuttavia chiarire su quali elementi si basi tale valutazione. Alcuni esponenti politici tedeschi, tra cui il deputato Marc Henrichmann, presidente della commissione parlamentare di controllo sui servizi, hanno puntato il dito contro Mosca, accusandola di «giocare senza regole». La rappresentanza diplomatica russa a Berlino ha respinto ogni addebito, definendo l’accaduto «una provocazione raffazzonata» che servirebbe esclusivamente gli interessi di Kiev e dell’ala militarista europea, e ha messo in guardia da una «nuova ondata di isteria anti-russa».
L’episodio ha avuto immediate ripercussioni sul dibattito europeo in materia di protezione delle infrastrutture critiche. L’ex capo dell’esercito svizzero Thomas Süssli, intervenendo sulla stampa elvetica, ha definito l’uso di droni con carica esplosiva «una nuova qualità della minaccia» e ha sollecitato la creazione di un centro nazionale antidroni in Svizzera, sul modello di quanto già fatto dalla Germania. Süssli ha indicato come particolarmente esposti aeroporti, centrali nucleari e impianti energetici, e ha chiesto un immediato censimento della situazione, un chiarimento delle competenze cantonali e un tavolo di coordinamento con i gestori delle infrastrutture. Ha tuttavia messo in guardia da conclusioni affrettate sull’identità dei responsabili dell’attacco di Lipsia, sottolineando che l’esercito elvetico, privo di basi legali per interventi ordinari, può fungere solo da «ultima riserva».
L’inchiesta tedesca dovrà ora chiarire se il drone fosse parte di un’operazione più ampia: i magistrati stanno verificando la presenza di un secondo velivolo senza pilota, che potrebbe aver urtato un aereo cargo DHL costretto ad atterrare ad Hannover con danni lievi dopo la chiusura della pista di Lipsia. L’aeroporto sassone, già teatro nel 2024 di tentativi di spedire pacchi incendiari a bordo di voli DHL, resta al centro di un’attenzione investigativa che coinvolge intelligence e governi di più Paesi, mentre la procura federale tedesca prosegue gli accertamenti senza ancora escludere alcuna pista.
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.60 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | −0.50 | critical |
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
Dobbiamo rafforzare le nostre infrastrutture critiche contro le minacce ibride; questo è un atto di sabotaggio che richiede una risposta coordinata.
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