
Tre morti a Dnipro mentre l’Ucraina conta i danni di una notte di droni russi
La notte tra il 22 e il 23 aprile è stata tra le più sanguinose per l’Ucraina orientale: tre civili hanno perso la vita a Dnipro, colpita da uno sciame di droni russi, mentre un quarto cadavere è stato recuperato a Zhytomyr, nell’ovest del paese. Secondo il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, l’attacco ha danneggiato gravemente un edificio di tredici piani, un supermercato e alcune automobili, provocando un incendio che ha richiesto ore per essere domato. Tra i dieci feriti, due bambine di nove e quattordici anni sono state ricoverate in condizioni di media gravità. La difesa aerea ucraina ha abbattuto molti dei centocinquantacinque velivoli senza pilota lanciati da Mosca, ma la saturazione dello spazio aereo ha permesso ad alcuni di raggiungere i bersagli.
L’offensiva notturna si inserisce in una strategia che, secondo gli analisti di Kiev, mira a logorare le difese antiaeree ucraine e a terrorizzare la popolazione civile, mentre il fronte terrestre resta sostanzialmente stagnante. La scelta di colpire Dnipro, città industriale e snodo logistico cruciale, e Zhytomyr, a poche decine di chilometri dalla frontiera bielorussa, evidenzia una volontà di mantenere alta la pressione su tutto il territorio, senza concentrarsi esclusivamente sulle aree più calde del Donbass. Per il Cremlino, l’uso massiccio di droni rappresenta un modo economico per continuare le ostilità senza ricorrere a costose munizioni guidate, sfruttando al contempo la difficoltà dell’Ucraina nel rifornirsi di sistemi di difesa aerea a corto raggio.
Da Bruxelles, le reazioni sono state di condanna, ma anche di preoccupazione per l’escalation. L’Italia, che ha già fornito batterie antimissile e partecipa al programma di addestramento per piloti ucraini, segue con attenzione questi sviluppi, consapevole che la stabilità del fianco orientale europeo dipende dalla capacità di Kiev di proteggere le sue città. Non è un caso che il nuovo pacchetto di aiuti militari discusso in sede UE preveda un aumento delle forniture di sistemi di difesa aerea, proprio per rispondere a una minaccia che diventa ogni mese più sofisticata. Tuttavia, l’efficacia di questi aiuti sarà messa alla prova nei prossimi mesi, quando l’arrivo dell’estate potrebbe intensificare le operazioni su entrambi i fronti.
Guardando avanti, il bilancio di questa singola notte – quattro morti e oltre dieci feriti – rischia di diventare la norma se Mosca continuerà a puntare sulla guerra di logoramento a distanza. L’Ucraina chiede con insistenza sistemi di difesa aerea più moderni e munizioni a lunga gittata per colpire le basi di lancio dei droni in territorio russo, una richiesta che finora ha trovato resistenze in alcune capitali occidentali, timorose di un allargamento del conflitto. Il braccio di ferro diplomatico, intrecciato alla tragica contabilità delle vittime civili, resta il vero nodo da sciogliere per chiunque speri in una de-escalation.
Allarga lo sguardo
Attacco missilistico russo su Kiev: 17 morti, nessun intercettore ha funzionato
10 lingue · 71 testate
Da Economy & MarketsI giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane
2 lingue · 21 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate